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1a Biennale dello spazio pubblico

12 maggio 2011

L’Istituto Nazionale di Urbanistica sezione Lazio, in collaborazione con le sezioni di Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Puglie promuove e organizza la prima Biennale dello spazio pubblico il cui evento conclusivo si svolgerà a Roma nel mese di maggio 2011. L’iniziativa mira a offrire negli anni un appuntamento biennale come momento di confronto, di sintesi e di divulgazione delle attività di ricerca e delle azioni svolte sul territorio riguardo a un tema che oggi ci appare centrale in seguito alle mutazioni indotte dall’economia globalizzata, dalle ondate migratorie, dalle nuove tecnologie dell’informazione e dai modelli insediativi della contemporaneità. Sempre più spesso dalle cronache cittadine emergono episodi che mettono in dubbio la possibilità di governare le trasformazioni indotte dai processi sociali ed economici. Sembra che la città così come l’abbiamo conosciuta nel corso della storia stia morendo: che la dispersione insediativa sgrani il terreno delle relazioni di prossimità, che i processi di globalizzazione e privatizzazione stiano decretando il definitivo declino dell’uso gratuito degli spazi comuni, che i fenomeni migratori siano tanto incontrollati da logorare i codici della cittadinanza. Le forze economiche che investono nel territorio sembrano indifferenti ai valori sociali, culturali e simbolici della città; i grandi centri commerciali, le stazioni di benzina, i non luoghi, appaiono come i nuovi simboli del territorio abitato. Dispersione urbana, frammentazione e privatizzazione si rafforzano reciprocamente contribuendo a trasformazioni del territorio che producono forti lacerazioni di ordine economico e sociale nel tessuto urbano. Quali risorse hanno i decisori politici, gli urbanisti ed i cittadini per governare questi processi? La città è per sua natura un sistema complesso, permeato dall’inerzia fisica ma flessibile e adattivo negli usi, e perciò è in grado di riprodursi in nuove forme per continuare a esercitare la sua funzione generatrice di cultura e regolatrice delle relazioni sociali e degli scambi economici. La storia delle città insegna che le leve della rinascita sono soprattutto due: gli spazi pubblici e i diritti di cittadinanza. Tra città, spazi pubblici e cittadinanza esiste una relazione stretta da cui dipende la qualità della nostra vita. Senza spazi pubblici non c’è città ma solo un agglomerato di edifici privi di relazioni reciproche; senza diritti di cittadinanza c’è un insieme di persone che si ignorano o entrano in conflitto. Parchi, giardini, piazze e strade gradevoli, animate, accoglienti e sicure, spazi polivalenti liberi nell’accesso e dedicati all’incontro e alla multiculturalità rappresentano l’elemento distintivo di una società urbana che crede in se stessa. La caratteristica unica degli spazi pubblici è la loro indifferenza rispetto a funzioni commerciali o concretamente riconoscibili che non siano l’incontro, l’osservazione, lo svago aperto a tutti i cittadini, di tutte le età e di tutte le classi sociali, la loro insostituibile capacità di comporsi e ricomporsi in maniera libera come un caleidoscopio. Allo stesso tempo lo spazio pubblico è elemento ordinatore delle trame urbane e delle reti della mobilità pubblica. Quando queste sono accessibili,efficienti, fluide contribuiscono in maniera decisiva ad un uso libero e democratico della città e diffondono valori di centralità ad ogni quartiere, riducendone la dipendenza dai centri storici o dalle grandi concentrazioni di servizi urbani.

Biennale spazi pubblici Roma.pdf

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