Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

Racconto archipodistico della maratona di Firenze 2013

Cari colleghi Archi-Podisti, 
 Per quanto riguarda la Guarda Firenze per il momento non si è presentato un gruppo di colleghi tale da fare una nuova edizione della canottiera con la personalizzazione dell'Ordine ma per chi non l'ha acora avuta ce ne sono ancora a disposizione alcune dello scorso anno e di quello precedente e esattamente: 
 
2 canottiere uomo/unisex taglia M anno 2013       FINITE!
1 canottiere uomo/unisex taglia XL anno 2013     FINITE!
1 canottiere donna taglia M anno 2013 
1 canottiere donna taglia L anno 2013 
 
Alcune T shirt anno 2012 (taglie M e XL)
 
 
PER TUTTI L'APPUNTAMENTO E' DOMENICA 11 MAGGIO ALLA MATTINA DALLE 8,30 ALLE 9,00 DAVANTI ALLA MISERICORDIA DI PIAZZA DUOMO!
 

Per tutti pubblico questo bel racconto archi-podistico dell'ultima maratona di Firenze realizzato dal collega  Pino De Grazia.

Correndo con Filippo di ser Brunellesco

E’ la seconda volta che partecipo alla maratona di Firenze, e per me è come immergersi nella storia ma soprattutto nell’architettura della città. La Torre della Zecca Vecchia, l’ Arno ed in lontananza i capolavori del Rinascimento sono il biglietto da visita della sua bellezza.
Il Lungarno è straordinariamente invaso da una moltitudine di persone. La Torre, che in origine raggiungeva 60 braccia fiorentine di altezza, faceva parte della terza cerchia trecentesca progettata da Arnolfo di Cambio. Mura demolite dall’architetto Giuseppe Poggi per “ingrandire la città”, Firenze diventa capitale d’Italia negli anni 1865 – 1870.
Ore 9.15 lo speaker Lodovico Nerli Ballati annuncia la partenza agli oltre 10.000 podisti. Si parte con il sole, giornata fredda ma ideale per correre. I viali nei primi chilometri ribadiscono l’immagine che la nuova capitale doveva dare assomigliando ai “boulevard” parigini. Non si fa in tempo a vedere Porta al Prato che siamo dentro le “Cascine” (6^ km), il polmone verde e di allenamento per noi podisti, trasformato dai Lorena da tenuta agricola a parco moderno. Penso sia una piacevole sorpresa, anche per coloro che l’hanno attraversate per la prima volta e si saranno chiesti cosa fossero quegli strani monumenti disseminati in tutto il parco. Realizzati dall’architetto Giuseppe Manetti, alcuni alludono a riti e miti della massoneria settecentesca, uno su tutti la piramide egizia utilizzata per la conserva del ghiaccio, anche per le sontuose feste dei granduchi.
Ma siamo già in “Oltrarno” non accuso stanchezza e procedo secondo la tabella, ma è presto,
siamo solo al 19^ km. Superiamo Palazzo Pitti con il prospetto severo a “bugnato” in pietra forte opera del Brunelleschi, e poi il Lungarno Torrigiani. A sinistra la prospettiva degli Uffizi del Vasari ed i palazzi nobiliari bellissimi, tra cui s’intravede all’altezza del ponte alle Grazie, il Museo Stefano Bardini. Furbo antiquario aretino di fine ‘800, che fece fortuna con la distruzione del vecchio “ghetto” di Firenze, e che racchiude capolavori tra cui il porcellino di Pietro Tacca, la carità di Tino di Camaino ed una collezione di tappeti, bronzetti, armi, madonne, cassettoni nuziali, cornici ed i famosi “pastiche” che vendeva ai più famosi musei del mondo. Un importante restauro nel 2009 ha permesso di riaprire il museo, di proprietà del Comune di Firenze, e di ammirare al piano nobile il “blu Bardini” delle pareti. E poi ancora, sul Lungarno Serristori, sulla destra si staglia la Torre San Niccolò l’unica rimasta intatta nella sua altezza. Attraversato il ponte San Niccolò ci allontaniamo verso sud, per poi rientrare a campo di Marte, siamo al 27^ km ed inizio ad accusare la stanchezza. 
Dopo il 34^ km sono in piazza SS Annunziata. E’ un’armonia di architettura rinascimentale, da sindrome di Stendhal, con gli edifici dello Spedale degli Innocenti del Brunelleschi, e di rimpetto il loggiato dei Serviti opera di Antonio da Sangallo e Baccio d’Agnolo, il Palazzo Budini Gattai dell’Ammannati uno dei pochi esempi in città con facciata a mattoni, e la chiesa di SS Annunziata del Michelozzo. Completano la piazza il monumento al Granduca Ferdinando I de’ Medici opera del Giambologna e le fontane del suo allievo Pietro Tacca.
Lasciamo via Ricasoli, e l’accademia con all’interno il David del Michelangelo, piazza Duomo con la Cupola e siamo in piazza della Repubblica. Di li a poco si staglia la mole di Palazzo Strozzi, alzo gli occhi per ammirare il grandioso cornicione in pietra serena opera di Simone del Pollaiolo detto il Cronaca, e nella strettoia di via della Vigna Nuova intravedo Palazzo Ruccellai opera illustre di Leon Battista Alberti. I ponti Santa Trinita e Vecchio ci fanno ammirare l’Arno, e la mia stanchezza fisica si lenisce grazie solo alla bellezza di questo paesaggio urbano. Siamo oramai nella parte finale con piazza della Signoria, di nuovo il Duomo e la via Ghibellina lunghissima (40^ km), ma prima di affrontarla ammiro il mio museo preferito, il Bargello, con all’interno la maestria della scultura del Rinascimento: Ghiberti, Brunelleschi, Donatello, Michelangelo, Giambologna per citarne alcuni. Ma penso, prima di fare la curva con grandissima sofferenza e per farmi forza, all’Apparazione della Vergine a San Bernardo, opera sublime di Filippino Lippi all’interno della Chiesa della Badia Fiorentina.
Sono oramai sul Lungarno della Zecca Vecchia l’arrivo è dietro l’angolo. Sono provato e mi rendo conto di non aver rispettato la mia tabella faticosamente preparata con i miei amici Marco e Mario, peggiorando anche il mio miglior tempo ma non importa, intravedo il tappeto rosso. Sono arrivato!
Mentre i crampi mi assalgono impietosi faccio in tempo a dare un ultimo sguardo alla basilica di Santa Croce con la facciata marmorea realizzata alla fine dell’800, ed alla cupola della cappella de’ Pazzi opera bellissima e postuma di Filippo di ser Brunellesco.
 
Arch. Pino De grazia
NOVEMBRE 2017
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