Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

Osservazioni al PIT della Rete delle Prof Tecniche

Rete Toscana delle Professioni dell’Area Tecnica e Scientifica
Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali delle province toscane, Federazione Regionale Toscana dei Dottori
Agronomi e Dottori Forestali, Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Firenze, Livorno, Massa
Carrara e Pisa, Ordine dei Geologi della Toscana, Collegi dei Geometri e dei Geometri Laureati delle province toscane,
Comitato Regionale Toscano Geometri, Ordini degli Ingegneri delle province toscane, Federazione degli Ordini degli
Ingegneri della Toscana, Collegi provinciali dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della toscana, Coordinamento
Regionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati per la Toscana, Collegi dei Periti Industriali e dei Periti
Industriali Laureati della Toscana, Federazione Intercollegiale Regionale Toscana dei Collegi dei Periti Industriali e dei
Periti Industriali Laureati

Osservazioni sul Piano di Indirizzo Territoriale con valenza paesaggistica
settembre 2014

Con l'adozione del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza paesaggistica la Toscana si avvia , tra le prime regioni italiane e dopo un iter molto faticoso, a dotarsi degli strumenti previsti dall'art. 143 del Codice dei Bei Culturali.
Il nuovo piano è accompagnato da un ingente studio, principale elemento di novità della proposta, volto soprattutto a riconoscere le matrici generative storiche del paesaggio toscano, e da un nuovo supporto cartografico che insieme costituiscono un quadro conoscitivo imponente, per quanto poco incline alla comprensione dei fenomeni socio-economici e di trasformazione del territorio dal dopoguerra ad oggi.
Il Piano tuttavia presenta, a nostro avviso, alcune criticità. Le più evidenti riguardano le contraddizioni e ambiguità sulle strategie socio-economiche sottese alla pianificazione. Le nostre preoccupazioni, in questo caso, riguardano soprattutto le ripercussioni negative sulla gestione delle attività antropiche con particolare riferimento alle attività agricole e al rischio di indebolire questa fondamentale attività di presidio del territorio nonché alla corretta gestione del patrimonio edilizio e allo sviluppo del sistema infrastrutturale ed economico toscano.
Altri temi che occorre affrontare sono la razionalizzazione dei vincoli paesaggistici, prevista dal Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici e che il Piano non ha attuato, e l'appesantimento dell'azione amministrativa, sia sul piano procedurale (approvazione dei piani comunali e provinciali da parte delle Soprintendenze ecc.), sia per le tante indicazioni, ambigue sul piano amministrativo e a volte contraddittorie, inserite in un piano di dimensioni enciclopediche. Un appesantimento che vedrà una fase critica acuta nei prossimi anni, periodo di adeguamento, ma che sarà consistente anche a regime e che trova le amministrazioni locali impreparate e prive di risorse, tanto da far
facilmente pronosticare una situazione di “blocco burocratico” nei prossimi anni. Cittadini e imprese, ancora una volta, rischiano di scontare le conseguenze dell'indifferenza del legislatore alle istanze di razionalizzazione e semplificazione che si levano dalla società civile, dal mondo delle imprese e delle professioni e dall'interno della stessa amministrazione pubblica.
Un richiamo che è un grido disperato e che non può continuare a rimanere inascoltato.

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