Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

Nuovo Regolamento Urbanistico Comune di Firenze

Le criticità del nuovo Regolamento Urbanistico, piano operativo delle trasformazioni urbane per i prossimi cinque anni.

Si riscontra una sempre più evidente disparità di vedute tra il mondo delle professioni e le istituzioni che amministrano il territorio, pur dovendo curare, entrambi, il medesimo interesse pubblico, correttamente coniugato a quello dei singoli cittadini. Sembra che l'Amministrazione Comunale voglia porsi come il difensore del bene comune contro cinici speculatori, utilizzando regole astruse e di difficile interpretazione. Se si vuole limitare la trasformazione del patrimonio esistente e i nuovi insediamenti (compatibili con i volumi 0) lo si dica chiaramente alla cittadinanza.

Speravamo che si fosse entrati nella stagione della semplificazione e non si continuasse a redigere norme prolisse e improduttive. Così non è ed è importante comunicarlo.

L'iter di approvazione di un Regolamento Urbanistico valido per 5 anni, è cosa complessa e per la città di Firenze è in fase di completamento dopo 10 anni di attesa ad opera del Consiglio Comunale che ha il compito di decretarne la sua definitiva approvazione.

Come tanti cittadini ed associazioni, anche l'Ordine degli Architetti di Firenze, insieme ad altri Ordini e Collegi tecnici riuniti in Consulta, ha presentato delle osservazioni e poi, in più sedute, ha manifestato dettagliatamente, anche con esempi pratici, alla Commissione Consigliare Urbanistica le perplessità raccolte da numerosi professionisti che operano sul campo.

Questo enorme e dettagliato lavoro di esposizione delle criticità non è stato recepito dal Consiglio Comunale, pur se compatibile con le norme vigenti e costruito su ragionevoli propositi di flessibilità. Per questo comunichiamo pubblicamente i punti che riteniamo di evidenziare all’attenzione generale, proprio mentre il dibattito sul tema in Consiglio Comunale è in corso.

Ci preoccupa la volontà inspiegabile e aprioristica, di non collaborare col mondo professionale che si è adoperato, con logica disinteressata, per portare un contributo concreto quale è quello che lo lega alle istanze dirette del cittadino, virtuale anello di congiunzione con la classe politica.

Riteniamo che Ordini e Collegi (enti pubblici) debbano rivendicare un ruolo attivo nel confronto relativo alle trasformazioni del territorio e della città, specialmente in un momento di grande crisi, nel più generale ed imprescindibile interesse pubblico che non può disattendere le aspettative private.

ATTIVITÀ EDILIZIA ORDINARIA

Descrive l’aspetto più incidente sulle attività e sul patrimonio dei cittadini in quanto sarà molto più complesso comprendere ed interpretare le trasformazioni ammesse.

Sull'intero patrimonio storico o storicizzato è stato posto il limite di intervento del Restauro e risanamento conservativo, dal centro storico di antico impianto come Piazza Duomo, a Campo di Marte o Novoli, si sminuisce l'uno e nel contempo si congela impropriamente l'altro.

L'intervento sul patrimonio edilizio esistente è il FUTURO che deve individuare la città di Firenze ed il Paese intero, la sua rigenerazione ai fini energetici, di riassetto funzionale e strutturale, rappresentano l'imperativo assoluto della riqualificazione urbana.

DEMOLIZIONE CON RICOSTRUZIONE

Viene impedita nell'edificato recente per cui ostacola l'effettivo ammodernamento del patrimonio edilizio, generalmente di scarsissima qualità, delle nostre periferie.

La sostituzione edilizia può rappresentare la possibilità di inserimento di linguaggi architettonici contemporanei in un'epoca che deve obbligatoriamente ed eticamente puntare al riuso, come avviene in tutto il mondo anche in contesti altrettanto “delicati” come Parigi e Londra.

Vengono impediti gli interventi di “ottimizzazione” interna ai volumi costruiti esistenti, contestualmente al cambio di destinazione d'uso o al frazionamento, dove il recupero funzionale deve invece essere incentivato ed incoraggiato come un valore aggiunto per proporre il riuso come elemento STRATEGICO nel nuovo approccio alla rigenerazione della città.

TRASLAZIONE DI VOLUMI INUTILIZZATI

Per i processi di trasformazione, chiave di volta della innovativa filosofia di pianificazione fiorentina, non c'è stato un miglioramento delle norme a favore di una reale fattibilità delle trasformazioni, per l'impossibilità di portare a termine gli accordi tra privati.

Il mercato si chiuderà e non saranno realizzabili le trasformazioni previste per cui si innalzerà notevolmente la rendita fondiaria a scapito anche dei possibili ritorni collettivi in termini di dotazioni pubbliche e politiche sociali che gli interventi possono generare.

Aiuterebbe istituire il registro dei crediti edilizi finalizzato alla più libera commercializzazione degli stessi, nonché uniformare e incrementare le premialità utili a incentivare le trasformazioni, in linea con i principi ispiratori della nuova pianificazione fiorentina.

La novità rappresentata dal metodo di trasferimento delle volumetrie richiederà di certo, da parte degli operatori di mercato e dei proprietari, di una fase di comprensione e di sperimentazione-collaborativa con l’amministrazione comunale dei meccanismi attuativi e di confronto tra domanda e offerta. Tanto vale mettere in campo le risorse per rendere applicabile il proposito da subito.

SISTEMA DEL VERDE

La Consulta interprofessionale di Firenze aveva proposto una classificazione che evidenziasse anche la consistenza del verde storico culturale, ma la denominazione di verde storico è estremamente limitata. Nei giardini e parchi storici sarà possibile installare e realizzare "servizi igienici, chioschi e manufatti per attività complementari di servizio, che siano con essi compatibili”, con il rischio di snaturarne l'identità e le funzioni.

Nel verde privato interstiziale degli agglomerati urbani, prezioso perché raro e frammentato, sarà consentito realizzare anche parcheggi e manufatti vari con possibile perdita di valori ambientali importanti.

Alcune aree a verde molto significative non hanno alcuna caratterizzazione, come piazza Tasso e la Piazza Indipendenza, che sono unicamente considerate vuoti urbani pubblici con pregiudizio per la loro valenza ambientale.

PARCO DELLE CASCINE

Diversamente da quanto previsto, deve essere totalmente pedonalizzato, in funzione della sua riqualificazione storico-ambientale, mentre per il Fosso Macinante, segno identitario unico al mondo per la sua importanza storica e funzionale risalente al Cinquecento, attualmente ancora funzionante per la sua regimazione idraulica, si deve evitare che ne venga tombato un lungo tratto, in prossimità del nuovo Parco della Musica.

LA RETE ECOLOGICA

Elemento qualificante l’intera pianificazione urbana futura, di fatto è ricondotta solamente alle proprietà comunali: ha quindi un impianto parziale che ne sminuisce l'efficacia.

Notevoli le limitazioni relative al mantenimento dei residui coltivi per le aziende agricole, oltre che la dotazione di annessi agricoli per le proprietà agricole amatoriali. Al contrario si ritiene che in tutto il territorio rurale comunale le aziende agricole, al fine di impedire l’abbandono dei terreni, dovrebbero avere la possibilità di dotarsi di annessi piuttosto che dei soli manufatti precari

L'agricoltura amatoriale e professionale è fortemente penalizzata, pur costituendo ancora una importante componente del territorio fiorentino.

Ci si augura che tutte le criticità descritte vengano valutate con grande attenzione da parte del Consiglio Comunale che ha ora l'onere e la responsabilità di dare alla città e ai cittadini REGOLE CHIARE E DI FACILE APPLICAZIONE, che permettano uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, culturale ed economico.

Ci interessa la vostra opinione, se volete, scriveteci all'indirizzo mail segreteria@ordinearchitetti.fi.it

AGOSTO 2017
  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20