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Classificazione sismica degli edifici

per applicare il SISMABONUS

13 marzo 2017
ore 9:00

Classificazione sismica degli edifici per applicare il SISMABONUS ed incentivare gli interventi di prevenzione sugli edifici.
Approvate le Linee Guida: 8 classi di rischio, 2 metodi di valutazione.
L’Assemblea del Consiglio Superiore dei LL.PP. ha approvato nella seduta del 20 Febbraio 2017, le Linee Guida di Classificazione Sismica degli edifici, in attuazione alla normativa contenuta nella Legge di Stabilità 2017 L.232/16.
Il ministro Delrio ha aggiornato il decreto n.58 del 28 febbraio, di approvazione delle LG per il Sismabonus, con un successivo decreto n. 65 del 7 marzo, che consentirà lo sgravio fiscale per la messa in sicurezza degli edifici residenziali e produttivi costruiti in zona sismica.
Al fine di conseguire la massima efficacia l’uscita delle LG, il Consiglio Superiore dei LL.PP prevede: una campagna di formazione che riguarderà professionisti e tecnici delle istituzioni; una commissione di monitoraggio al fine di valutare in modo permanente l’efficacia del documento.
Le linee guida sono rivolte agli edifici di civile abitazione “non tutelati”. Non si applicano quindi ad edifici storici per i quali sarà necessario che il MIBACT si attivi per definire, di concerto con il Consiglio Superiore dei LL. PP., apposite Linee Guida.
Si tratta di un documento tecnico snello di 12 pagine, che non presenta sostanziali novità rispetto a quello che già i tecnici fanno nelle attività di valutazione e di progetto per interventi di miglioramento sismico ai sensi della vigente normativa sismica delle NTC 2008 e di quelle di prossima emanazione NTC 2017.
Tre, dunque, le fasi: diagnosi dell’immobile, progettazione dell’intervento di messa in sicurezza e misurazione del nuovo livello di rischio.
Il tecnico incaricato dell’attività deve effettuare una valutazione di sicurezza per lo stato limite di danno (SLD) e per lo stato limite di salvaguardia della vita (SLV) ed in funzione di questi 2 parametri attribuirà la classe di rischio ( sono 8 da A+ a G ) in forza del costo dei danni che si accompagnano al superamento di ciascuno stato limite (è questa la novità): sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto.
Il proprietario avrà quindi gli strumenti per comprendere quali sono gli interventi e i costi per portare la struttura ad avere coefficienti di sicurezza più vicini a quelli previsti dalle norme e rischio sismico minore dell’attuale oppure abbattere e ricostruire e in che misura tali interventi possano essere finanziati.
Si prevedono due metodi di valutazione: quello “convenzionale” che riflette integralmente le procedure delle NTC ed una “semplificato”, non per gli edifici in cemento armato e prefabbricati ma solo per gli edifici in muratura con alcune limitazioni, basato su meccanismi ispirati ai rilievi ed alle valutazioni della Protezione Civile negli scenari di emergenza (scala EMS-98).
Per gli edifici in muratura l’obiettivo è quello di è creare una procedura, meno costosa, e che stimoli i cittadini a mettere in sicurezza i loro edifici con piccoli interventi, come l’inserimento di catene tra le murature e tra i solai e le stesse murature o eliminare le spinte delle coperture per favorire il cosiddetto “comportamento scatolare”.
Comunque per gli edifici in cemento armato e prefabbricati industriali è previsto il passaggio ad una classe di rischio superiore, eseguendo anche solo interventi di rafforzamento locale e senza una preventiva attribuzione della classe di rischio purchè siano soddisfatte alcune prescrizioni piuttosto limitative nel caso degli edifici in c.a.
Sul fronte incentivi fiscali, si può arrivare:
al 70 o all’80% a seconda che l’intervento porti l’edificio a una o a due classi di rischio inferiore;
al 75 e dell’85% se l’adeguamento riguarda parti comuni di edifici condominiali;

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