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Articolo / News

il cammino dell’uomo tra arte e fede

Da Ugo Guidi a Igor Mitoraj

1 - 30 giugno 2017

La Fondazione Giovanni Michelucci di Fiesole partecipa alla mostra “Il cammino dell’uomo tra arte e fede Da Ugo Guidi a Igor Mitoraj”, presentando alcuni progetti di spazi sacri disegnati dal grande architetto.

Giovanni Michelucci, nel suo secolo di vita, ha operato in tutti i campi della progettazione, dall’architettura al paesaggio. Una particolare felicità Michelucci ha sempre mostrato quando ha potuto disegnare opere che avessero un valore importante per la vita collettiva e proprio nella progettazione di edifici religiosi Michelucci ha raggiunto alcuni dei vertici più rilevanti del suo lavoro.

Le chiese di Michelucci, dalla piccola chiesa di Collina a Pistoia alla grande chiesa di Longarone, sono sempre state immaginate come architetture aperte, come luoghi del pregare insieme, ma anche dello stare insieme, del ritrovarsi in uno spazio comune, del riconoscersi come comunità attiva, operante.

Anche l’opera più minuscola, la piccola cappella militare sulle rive dell’Isonzo, nei dintorni di Caporetto in Slovenia, il primo edificio realizzato da Michelucci nel 1916, mostra questo carattere di apertura alla comunità e alla natura. La minuscola costruzione può contenere appena un altare e la chiesa vera e propria è quindi al di fuori, nella scalinata e nei campi che la circondano, dove si radunano i fedeli, all’aperto. Allo stesso modo le chiese più grandi sono architetture aperte alla città e al paesaggio: la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1964 sui bordi dell’autostrada nei dintorni di Firenze, è una grande tenda posta all’incrocio delle strade, destinata ai fedeli raccolti nell’aula, ma anche ai cittadini del mondo, agli uomini e alle donne materialmente e spiritualmente in cammino.

Opere di grande valore, realizzate da artisti italiani e stranieri del calibro di Igor Mitoraj, Ugo Guidi, Giovanni Michelucci ma anche nomi recenti dell’arte contemporanea come Elias Naman, Paola Michela Mineo, che hanno mostrato una sensibilità e un’attenzione fuori dal comune al tema del sacro. Tema che, come ben spiega Antonio Paolucci citando Papa Paolo VI, è naturalmente legato all’arte nel momento in cui essa «stupisce di fronte al miracolo del Vero visibile, quando si pone di fronte ai supremi interrogativi della vita, della morte, dell’altrove, quando si accosta all’immenso enigma dell’animo umano».

SEDE: Basilica di San Lorenzo, Salone Donatello e sagrato della chiesa – Piazza San Lorenzo – Firenze

ORARIO: tutti i giorni dalle 10 alle 17, domenica dalle 13.30 alle 17

INGRESSO: libero

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