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ANDRÉ BLOC E L’INTEGRAZIONE DELLE ARTI PLASTICHE NELLA VITA

Rassegna Vittorio Giorgini

ore 17:00

 

IMPORTANTE: Per le conferenze al museo è prevista l’emissione di un biglietto gratuito, che non consente l’accesso al percorso museale. 

Si ricorda inoltre che il biglietto da diritto a 1 CFP in autocertificazione sulla piattaforma Imateria. Per ottenere il riconoscimento dei crediti è necessario allegare la scansione del biglietto d’ingresso timbrato e firmato dal professionista.


Mercoledì 27 settembre ore 17.00
Intervengono: Paolo Amaldi, Marco Del Francia, Annalisa Viani Navone e Susanna Ragionieri

Introduce: Valentina Gensini

A partire dalla fine degli anni Quaranta, André Bloc, ingegnere di formazione, fondatore e direttore di “L’Architecture d’aujourd’hui”, alle soglie di una prolifica carriera d’artista instaura un rapporto privilegiato con l’Italia, in particolare con gli ambienti artistici impegnati nel progetto culturale di “Sintesi delle Arti”. «Riconoscere come uno dei problemi più vivi ed attuali il nuovo rapporto di collaborazione determinatosi tra il mondo dell’arte e quello della produzione industriale (…) riaffermare il rapporto unitario tra architettura, pittura e scultura» era l’obiettivo della X Triennale di Milano del 1954 ma anche il tema principale del manifesto del Groupe Espace, fondato da Bloc nel medesimo anno e che accoglieva nella sua compagine artisti afferenti al Movimento per l’Arte Concreta (MAC). Questa unità di intenti intorno al progetto condiviso di un’integrazione fra discipline artistiche prende diverse forme. Durante l’incontro se ne indagheranno principalmente due. La prima riguarda la collaborazione con Vittoriano Viganò, architetto milanese membro del MAC e del Groupe Espace, nonché corrispondente italiano delle riviste “L’Architecture d’aujourd’hui” e “Aujourd’hui : art et architecture” dal 1947 al 1963, che realizzerà con e per l’artista francese la sua prima casa di vacanza sul Lago di Garda (1954-1958). In secondo luogo saranno discussi gli esperimenti di “architettura-scultura” a carattere organico cui Bloc attende negli anni Sessanta nel parco annesso alla sua residenza principale di Meudon, producendo su differenti scale esempi di “sculptures” e “maisons habitacles” che saranno presentati a Firenze, nel 1962, in una esposizione personale presso la galleria Quadrante di Matilde Giorgini e che daranno origine a nuove riflessioni sull’abitare domestico che marcheranno anche il pensiero e l’opera di Vittorio Giorgini.

Paolo Amaldi

Architetto, laureato presso il Politecnico di Losanna, consegue il dottorato di ricerca presso l’Institut d’Architecture dell’Università di Ginevra con una tesi incentrata sulla questione della spazialità moderna. I suoi testi e saggi vertono sulle teorie legate al concetto di spazio continuo nell’architettura del XX secolo, con ricerche specifiche su oggetti paradigmatici di Mies van der Rohe, Le Corbusier, Alvar Aalto e più recentemente Giulio Minoletti. È inoltre autore di testi sull’architettura del Rinascimento e sulle teorie della prospettiva. È stato professore associato all’Université Catholique de Louvain e ricercatore invitato presso il Centre Canadien d’architecture de Montréal. Attualmente è professore all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture di Versailles e membro del Laboratorio di ricerca della medesima Ecole (LéaV). È inoltre professore associato presso l’Université de Montréal e caporedattore della rivista di architettura “Faces”. Svolge l’attività professionale a Ginevra nello studio di architettura Amaldi-Neder di cui è socio fondatore.

Marco Del Francia

Architetto, Presidente dal 2012 dell’Associazione “B.A.Co. (Baratti Architettura e Arte Contemporanea) – Archivio Vittorio Giorgini”. Dal 2014 fa parte del Comitato Tecnico Scientifico Organizzativo di AAA/Italia (Associazione nazionale Archivi di Architettura contemporanea) e della SPdA (“Scuola Permamente dell’Abitare”).

Autore di saggi tra cui Vittorio Giorgini. La natura come modello, Firenze 2000 (finalista al Premio Bruno Zevi 2001), Architettura Contemporanea nel Paesaggio Toscano (2008) e Itinerari di Architettura Contemporanea. Grosseto e Provincia (2011). Premio speciale della Giuria nel 2012 al “Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta”, per la pubblicazione Capalbio. Storie di un Castello. E’ ideatore e progettista del nuovo Museo MAGMA di Follonica (2013), vincitore del “DASA – Micheletti Award 2015”e delPremio Business Meets-Art Awards 2014. Ha curato vari allestimenti museali e mostre temporanee, in collaborazione – tra gli altri – con Enrico Crispolti e Studio Azzurro.

Annalisa Viati Navone

Laureata in Architettura presso l’Università di Napoli “Federico II”, consegue il dottorato di ricerca presso l’Institut d’Architecture dell’Università di Ginevra con una tesi incentrata sulla villa “La Saracena” di Luigi Moretti e un post-dottorato all’EHESS – École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi con il progetto di ricerca Formes émouvantes. Sur la captation savante de l’œuvre d’architecture au XXème siècle. Dal 2006 è ricercatrice presso l’Archivio del Moderno (Università della Svizzera italiana) dove attende al coordinamento scientifico e alla direzione dei progetti di ricerca incentrati su alcuni esponenti di rilievo dell’architettura italiana del XX secolo (Luigi Moretti, Marco Zanuso, Giulio Minoletti) con particolare riguardo alle forme di interazione fra discipline artistiche e alla messa a punto di strumenti critici di interpretazione dell’opera di architettura. Dal 2016 è professore all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture di Versailles e ricercatrice presso il Laboratorio di ricerca della medesima Ecole (LéaV) dove co-dirige con Paolo Amaldi e Catherine Bruant il progetto Découvrir la figure et l’œuvre d’André Bloc (1986-1966).

Susanna Ragionieri

Ha studiato a Firenze con Carlo Del Bravo, laureandosi nel 1984 con una tesi sull’opera del pittore Giovanni Colacicchi, pubblicata nel 1986 (La gioventù di Giovanni Colacicchi, Firenze, Alinea). Negli anni successivi ha continuato ad occuparsi di arte italiana fra le due guerre approfondendo i rapporti fra pittura, scultura, letteratura e musica, in situazioni ancora poco note e studiate. Ha curato mostre a Firenze (per la Biblioteca Marucelliana, l’Accademia delle Arti e del Disegno, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, il Museo Marino Marini), a Siena (per l’Ospedale di Santa Maria della Scala), a Pistoia (per il Museo Civico), a San Giovanni Valdarno (per Casa Masaccio), a Viareggio (per la Pinacoteca “Lorenzo Viani”). Con la monografia sull’incisore Bruno Bramanti (Firenze, Olschki), ha approfondito studi sulla xilografia del primo Novecento e sui rapporti fra grafica ed editoria. Con la collaborazione alla realizzazione del CD Rom per la regione Toscana Percorsi della contemporaneità. Arti visive in Toscana 1945-2000 ha iniziato una ricognizione sul contemporaneo alternata a ricerche sul versante grafico da fattori a Viani.

 

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