Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze
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VIII CONGRESSO NAZIONALE ARCHITETTI PPC

MANIFESTO del congresso

Gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Italiani, a conclusione del loro VIII Congresso Nazionale, approvano e promulgano questo Manifesto:

 

Nel mondo e in Europa è in atto una competizione tra le città.
Molte si sono già attrezzate per tentare di offrire un’alta qualità di vita e di lavoro; altre, prive di una visione strategica, perdono peso e ruolo e rischiano la decadenza.
In questo scenario l’Italia, con poche grandi città e tante medie e piccole, ha urgente bisogno di una lungimirante politica pubblica nazionale per superare l’inadeguatezza della strumentazione urbanistica vigente, il peso opprimente della rendita fondiaria nell’economia urbana e una perdurante crisi del mercato immobiliare.
Per questo gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori chiedono l’adozione di un programma nazionale di rigenerazione urbana da considerare come l’alternativa virtuosa alle espansioni incontrollate e all’ulteriore consumo di suolo.
Gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, convinti che nessuno sviluppo possa essere democratico, pacifico e sostenibile se non è fondato sulla cultura, vogliono contribuire ad affermare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana attraverso idee e progetti incentrati sulla cultura della costruzione di qualità. Tale concetto è da applicare all’intero spazio in cui si vive, estendendolo quindi anche ai territori contigui alle città di cui costituiscono parte integrante, consentendo, pertanto, a tutti i territori, alle città di dimensione metropolitana e alle reti di città medie e piccole, di diventare adeguato spazio di vita, inteso come luogo desiderabile per abitare, stare insieme, imparare, lavorare, incontrarsi, conoscere, pregare e divertirsi, luogo attrattivo per ricercatori, professionisti di talento, investitori.
Oggi, nel nostro Paese, alla luce delle trasformazioni ambientali e sociali in atto, è necessaria la definizione di una Legge per l’Architettura, considerando l’Architettura e il Paesaggio patrimonio comune, espressione della cultura, identità e storia collettiva cui riconoscere carattere di interesse pubblico primario. L’art. 9 della Costituzione Italiana – la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione e promuove la cultura e la ricerca – legittima l’introduzione di una normativa sulla valorizzazione dell’architettura, per il suo innegabile e imprescindibile interesse pubblico.
Gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, sono una categoria pensante, creativa, propositiva, che «pro-getta», cioè che guarda al futuro anche quando si occupa del passato e dell’esistente.
L’imperativo per tutti gli architetti a partire da questo Congresso è esprimere pubblicamente la propria cultura, fondata sulla coscienza storica, sull’ancoraggio alla scienza, sulla coniugazione di etica ed estetica, sulla capacità di interpretare i luoghi ed i contesti, sulla capacità di assumere, tramite l’ideazione architettonica e in virtù di queste conoscenze, il coordinamento interdisciplinare lungo tutto l’iter di un progetto e di dirigerlo, dai rilievi e dalle analisi preliminari all’esecuzione dell’opera.
Al tempo della frammentazione dei saperi e delle responsabilità, dell’estremizzazione burocratica e dell’esautoramento delle competenze, questa è la sfida che si intende lanciare.
Noi architetti vogliamo riaffermare la cultura del progetto riverberandolo in tutta la società per un benessere condiviso.
In gioco c’è il futuro della nostra professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, e della nostra stessa identità.
In gioco c’è la qualità della vita e il futuro delle nostre città e dei nostri territori, con l’intenzione di rimettere l’uomo al centro di ogni trasformazione, alimentando il potere del suo desiderio di comunità.

LUGLIO 2018
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