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Articolo / Rassegna Stampa

30 ottobre – 5 novembre 2018

Grandi opere e Stazione Foster
“Il Pd ed il sindaco Dario Nardella scendono in piazza. Letteralmente. Con un sit-in indetto per stamani al cantiere della stazione Foster, in via Circondaria, a favore della realizzazione delle grandi opere. Il sit-in ‘per dire sì alle opere pubbliche, per l’occupazione e lo sviluppo della città’”: è quanto scriveva il 30 ottobre il Corriere Fiorentino. “Caro ministro Toninelli vieni a vedere il paese reale – è l’invito di Nardella – ti invito, vieni a vedere in che condizioni siamo, vieni a vedere con i tuoi occhi quanto questa situazione abbia raggiunto un livello non più accettabile”, riportava La Repubblica il giorno dopo il presidio ai cantieri. “Che le grandi opere a Firenze vadano fatte ne sono ormai convinti anche i fiorentini: il 65% è d’accordo con la realizzazione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, secondo un sondaggio Mannheimer, che vede solo il 12% per niente d’accordo, reso noto dal consigliere comunale di Forza Italia Mario Razzanelli”, scriveva ancora il giornale. La Repubblica, il Corriere Fiorentino e La Nazione riportano anche l’intervento dell’Ordine degli Architetti di Firenze: “La stazione Foster è uno dei cantieri più attesi della città, dobbiamo evitare il rischio che rimanga un’altra opera incompiuta, indietro non si può tornare. È il momento di integrare le competenze per concludere la realizzazione del cantiere e integrare il trasporto pubblico ferroviario e su gomma”, sono alcuni dei passaggi dell’intervento riportati dai giornali.

 

Aeroporto
“Quattro giorni al vertice. È iniziato il countdown per la conferenza dei servizi sul masterplan dell’aeroporto di Peretola, fissata a Roma per il prossimo venerdì. E almeno da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio ostacoli non ci sono. Le prescrizioni sono state rispettate praticamente tutte”: a scriverlo lunedì 5 novembre è stata La Nazione.

 

Edilizia
“Non è uscito dalla crisi il settore edile. Secondo l’ultimo rapporto Irpet, tra il 2008 e il 2016 nell’edilizia si sono persi 20mila posti di lavoro e tra il 2012 e il 2016 il numero di imprese attive è sceso di oltre il 14 per cento. Non è sufficiente ad un’inversione di tendenza la ripresa degli investimenti pubblici registrati in Toscana nel 2017”: a scriverlo è La Nazione. “Il settore non è fuori dalla crisi – commenta Stefano Frangerini, presidente dal giugno scorso di Ance Toscana – tanto che abbiamo intenzione di organizzare gli Stati generali dell’edilizia, insieme agli ordini professionali di architetti, ingegneri, geometri, ai sindacati e a tutte le associazioni di categoria”, riporta ancora La Nazione.

 

La città e il turismo
“‘Cannibalizzato’. L’ultimo rapporto di Tecnocasa sul mercato immobiliare, sia per la vendita che per gli acquisti, descrive così il fenomeno delle compravendite da parte degli investitori, spesso stranieri, di case in città. Cioè di chi non compra un appartamento per abitarci, ma per metterlo a rendita, affittandolo, principalmente a turisti. Un fenomeno che fa diminuire ‘sensibilmente la percentuale di offerta di trilocali e bilocali’. In pratica, sono già stati tutti ‘mangiati’, seguendo la metafora di Tecnocasa. Non solo: ormai questi investitori non sono più principalmente italiani ma stranieri e stanno ‘gentrificando’ la città. Cioè acquistano una casa per venire a visitare la città, per brevi periodi (una settimana, qualche fine settimana, un po’ di ferie durante le festività) e poi la affidano a qualcuno che la metta a disposizione, come locazione breve, sulle piattaforme web, il resto dell’anno”: inizia così l’articolo che il Corriere Fiorentino dedica alla questione. “Un fenomeno noto, ma che non solo non smette di aumentare: si espande in altre zone della città, ora segue la tramvia verso Careggi e il polo universitario. Con fenomeni analoghi a quelli avvenuti in centro”, continua il giornale.

 

Cantiere dei Grandi Uffizi
“Da undici anni sullo skyline: buon compleanno gru”: è questo il titolo dell’articolo pubblicato su La Nazione. “Era la fine del 2006 quando l’enorme giraffa gialla fece capolino nel piazzale degli Uffizi. Solo un anno dopo, la sua gemella fu partorita in piazza Castellani a pochissimi metri di distanza. Alle due gru, che oggi guardano dall’alto Firenze come sempre in grande spolvero, quasi nessuno sembra più farci caso, come se fossero entrate a pieno titolo nelle cartoline di Firenze. Proprio come la Cupola del Brunelleschi o la Torre di Arnolfo”: questo l’inizio dell’articolo de La Nazione, che poi ripercorre anche la storia dei cantieri della Galleria.

 

Alberi in città
Attenzione puntata sugli alberi cittadini dopo il maltempo che si è abbattuto sulla città lunedì 29 ottobre. “A Firenze sono 75.000 e fanno notizia solo quando cadono”, scrive il Corriere Fiorentino. “Gli alberi che crescono in città, rispetto a quelli che crescono in natura, sono molto più stressati e quindi necessitano di cure maggiori e continue. Occorre pianificare la sostituzione del patrimonio arboreo così da garantirne il suo mantenimento nel tempo. Ciò che è accaduto due giorni fa ci fa capire che piante che hanno raggiunto una certa età e una certa dimensione bisogna cominciare a considerare la possibilità di sostituirle soprattutto se si trovano in ambiti vulnerabili come strade, piazze, viali, giardini scolastici”: sono le parole di Mirko Leonardi, direttore dell’Ufficio Ambiente di Palazzo Vecchio, riportate sempre dal Corriere Fiorentino.

 

L’alluvione
“Fermare l’acqua dell’Arno prima che arrivi a Firenze. È la risposta studiata dai tecnici per evitare un’altra alluvione o almeno (visto che in idraulica il rischio zero non esiste) per ridurre al massimo la probabilità che si ripeta. I progetti della Regione Toscana prevedono una rete di casse di espansione, ovvero di vasche dove far entrare l’acqua del grande fiume toscano e del suo principale affluente, la Sieve, per poi ‘rilasciarla’ in sicurezza una volta passata la piena”: è l’inizio dell’articolo pubblicato su La Nazione il 4 novembre, 52 anni dopo l’alluvione del 1966.

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