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Articolo / Rassegna Stampa

6 – 12 novembre 2018

Ristrutturazioni, lettera aperta dell’Ordine degli Architetti di Firenze
“Lavori edilizi, un’altra svolta. A nemmeno due settimane dall’entrata in vigore definitiva delle nuove norme sulle ‘ristrutturazioni light’ l’Ordine degli architetti chiede un passo in più: ‘Non tutti i problemi sono risolti. Occorre allargare le maglie dei vincoli e valutare caso per caso cosa sia possibile fare e cosa no’ è il senso del messaggio che la presidente Serena Biancalani inoltra ieri con una lettera aperta al sindaco e agli uffici”: a scriverlo il 6 novembre è stata La Repubblica. Che continua: “Palazzo Vecchio non dice no: ‘Accolgo la richiesta di un dibattito. Parliamone. Lavoriamo insieme, la richiesta degli architetti contiene un ragionamento giusto, è una riflessione aderente ai bisogni della vera tutela’, risponde l’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini”. Anche il Corriere Fiorentino parla della lettera aperta inviata al Comune dall’Ordine degli Architetti di Firenze, spiegando che Serena Biancalani “chiede un confronto vero con tutta la città sulla recente variante al regolamento urbanistico che ha cambiato alcune norme sulle ristrutturazioni”. “Non possiamo lamentarci dei molti immobili inutilizzati o non mantenuti se non affrontiamo con equilibrio le esigenze di tutela e gli usi che possono giustificare gli investimenti”, è un passaggio della lettera riportato dal giornale.

 

Gru agli Uffizi
La Nazione continua a parlare della questione: “Le due giraffe degli Uffizi e di piazza del Grano sono diventate parte integrante della città. E anche chi passa da Firenze non può fare a meno di portare il foto-ricordo con sé in valigia: entrano prepotentemente nei selfie scattati da palazzo Vecchio o dalla Torre di Arnolfo ma anche nei fermi immagine con vista immortalati dalle terrazze mozzafiato della città. E pensare che la prima gru fece capolino nel piazzale degli Uffizi 12 anni fa”. Sul tema, La Nazione chiede il parere anche di Serena Biancalani, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze: “E’ vero – interviene così sul polverone Uffizi – che queste due gru hanno 11 e 12 anni. Ma il cantiere degli Uffizi in tutto questo tempo è andato avanti e in questo lungo periodo si è trasformato a vantaggio di fiorentini e turisti”: sono alcune delle parole di Biancalani riportate dal giornale. “Diverso il caso, per Biancalani, ‘di altri cantieri che non vedono la luce’. ‘Pensiamo – prosegue la presidente dell’Ordine degli Architetti – al ‘laghetto’ Belfiore.. è abbandonato da tempo. E fa tristezza passare di lì. E anche alla stazione Foster o all’ex Convento di Sant’Orsola di cui non vediamo la luce. Questi non hanno alcuna giustificazione: sono buchi neri. Credo che serva una programmazione diversa e una valutazione preventiva di eventuali funzioni da attribuire alle aree oggetto di metamorfosi’”, scrive ancora La Nazione.

 

Belfiore
“Il ‘lago di Belfiore’ non è ancora del tutto vuoto, ma la vicenda dell’area ex Fiat è arrivata a una svolta: Palazzo Vecchio ha approvato la variante al piano di recupero per autorizzare il progetto di un mega hotel in viale Belfiore, chiudendo così tutte le pratiche amministrative necessarie. Dopo il tramonto del progetto firmato Jean Nouvel, toccherà all’architetto fiorentino Adolfo Natalini erigere un edificio dove ora c’è il più grande cratere di Firenze”: questo l’inizio dell’articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino. “Nascerà un hotel da 21 mila metri quadri, con l’obiettivo di intercettare studenti stranieri e giovani turisti, sulla falsariga di quello di viale Spartaco Lavagnini, un edificio da 6.000 metri per il social housing, che ospiterà un centinaio di appartamenti ad affitto calmierato, un piccolo parco, una zona commerciale da 2.900 metri quadri, un centro direzionale (con forse una palestra) da 1.900 e un parcheggio interrato da due piani”, spiega il giornale, secondo cui sono “previste anche una pista ciclabile e la realizzazione della terza corsia stradale in via Benedetto Marcello. L’hotel avrà una piscina riservata ai clienti sul tetto, ma il resto della copertura (con tanto di pista podistica) sarà a libero accesso per i fiorentini con un grande scalone su viale Belfiore”.

 

Nuovo stadio e Castello
“Un doppio spiraglio di concretezza per il nuovo stadio. Da una parte la giunta comunale martedì ha approvato in via definitiva la variante al piano urbanistico esecutivo per l’area di Castello, con il conseguente spostamento della Mercafir, condizione essenziale per il nuovo impianto. Dall’altra la Fiorentina ha cominciato i carotaggi nella zona dove dovrebbe un giorno sorgere la nuova casa della squadra viola. A confermarlo è lo stesso sindaco Dario Nardella, che ha presentato il progetto di Castello insieme all’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini”: questo l’inizio dell’articolo che l’8 novembre La Repubblica dedicava alla questione.

 

Aeroporto
“La conferenza dei servizi sulla pista di Peretola è rinviata da venerdì prossimo ai primi di dicembre. L’ultima autorizzazione, quella di conformità urbanistica al masterplan dell’aeroporto che ha al suo centro la nuova pista parallela, verrà rimandata di un mese. Non lo chiedono gli anti pista, ma i suoi sostenitori. È stato Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile che presenta al governo il masterplan di Toscana Aeroporti, a chiedere al ministero dei trasporti il rinvio ‘reso necessario dalle prescrizioni della delibera di giunta regionale dell’11 ottobre’, spiega Toscana Aeroporti. La giunta chiedeva alcune modifiche sul trasferimento del laghetto artificiale di Peretola, che è in area nuova pista, a Piano di Manetti, nel Comune di Signa”: a riportarlo il 6 novembre è stata La Repubblica.

 

Cancelli e spazi pubblici
Il Corriere Fiorentino pubblica un intervento di Enrico Nistri su questo tema: “La notizia che gli abitanti di alcuni vicoli e piazzette di Firenze hanno ottenuto dal Comune il permesso di chiuderne con un cancello l’ingresso nelle ore notturne costituisce al tempo stesso un motivo di soddisfazione e un campanello d’allarme. Fa piacere che gli interessati possano dormire sonni più tranquilli e non imbattersi, al rientro a casa, in un tossico stravaccato davanti al portone. È motivo di preoccupazione perché la chiusura difensiva degli spazi pubblici, il rinchiudersi in se stessi delle microcomunità di vicinato, è sintomo del fallimento dello Stato nell’assicurare la legalità senza bisogno di sbarramenti”: questo l’inizio dell’intervento.

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