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Articolo / Rassegna Stampa

5 – 11 febbraio 2019

Nuova uscita delle Cappelle Medicee

Il 7 febbraio, La Repubblica annuncia: “Un’esposizione per presentare tutti i 118 progetti che hanno partecipato al concorso internazionale per la nuova uscita del Museo delle Cappelle Medicee: è l’evento in programma oggi all’Ordine degli architetti“. L’8 febbraio, La Nazione racconta che “sono stati presentati alla Palazzina Reale della Stazione i 118 progetti che hanno partecipato al concorso internazionale per la nuova uscita del Museo delle Cappelle Medicee. Tutti i progetti che avevano partecipato al concorso bandito dal Museo del Bargello, d’intesa con la Soprintendenza e in collaborazione con la Fondazione Architetti, sono stati visibili grazie a un’esposizione digitale che si è tenuta nella Sala Reale della Palazzina e analizzati in un convegno”.

 

Aeroporto

“Peretola, la Conferenza dei servizi dà parere favorevole e chiude il procedimento amministrativo sul nuovo master plan 2014-2029 dell’aeroporto dando così via libera alla nuova pista di 2.400 metri parallela all’autostrada”: lo annuncia La Repubblica. “Soddisfazione generale in città. A cominciare dalla società degli scali di Firenze e Pisa, Toscana Aeroporti, ‘per la conclusione di un iter autorizzativo avviato nel 2015 e che nel dicembre 2017 aveva ottenuto il decreto ministeriale di Via’. Il sì, dice il presidente Marco Carrai, ‘consentirà a Firenze e alla Toscana di avere un’infrastruttura adeguata alla domanda inevasa di traffico aereo'”, continua il giornale. “Ma il ministro Danilo Toninelli annuncia che il cofinanziamento pubblico del progetto sarà di 50 e non di 150 milioni, sui circa 300 complessivi dell’opera”: lo scrive La Stampa, spiegando che “in sostanza 100 milioni, secondo il ministro devono andare allo scalo di Pisa”. “Toscana Aeroporti tira dritto. Nonostante l’annuncio del ministro Danilo Toninelli che ha rimesso in discussione i 100 milioni per Peretola, la società ribadisce che andrà avanti. E il primo atto sarà l’acquisto dell’area di Castello. Appena ci sarà la firma sul decreto con l’Intesa Stato Regione ‘onoreremo il contratto’, spiega il presidente Marco Carrai. Un passaggio che coinvolge anche il futuro della Mercafir e del nuovo stadio”, riporta il Corriere Fiorentino.

 

Tav

“Basso profilo sull’aeroporto, rilancio sulla Tav. Il giorno del debutto della tramvia, domani, sarà anche quello del primo contatto tra il ministro grillino delle infrastrutture Danilo Toninelli e Firenze”: è quanto scriveva La Repubblica il 10 febbraio. “Non c’è invece da dubitare che a bordo di quel primo Sirio che solcherà i binari della nuova T2 domani alle 12 il sindaco Nardella approfitterà per mostrare a Toninelli un altro dei problemi infrastrutturali della città: il cantiere della Tav, che si vede benissimo prima del Mazzoni. ‘Sull’aeroporto credo non ci sia più nulla da dire, la partita è chiusa, c’è solo da cominciare con i lavori. Chiederò al ministro però attenzione per Firenze: di starci vicino per il completamento della rete tranviaria e dall’altro lato chiederò una parola chiara per far ripartire i lavori della Tav, del sottoattraversamento perché abbiamo un cantiere aperto, di fatto abbandonato, gli operai sono stati rimandati a casa, abbiamo speso centinaia di milioni di euro e non possiamo lasciare quest’opera incompiuta: sarebbe davvero un messaggio bruttissimo verso tutti i cittadini e verso l’Italia’, dice ieri il sindaco”, riportava ancora il giornale.

 

Tramvia

“Tutto è ormai pronto per il viaggio inaugurale della linea 2, con la presenza del Presidente Sergio Mattarella. Il taglio del nastro è fissato alle 12 di lunedì prossimo, con partenza dal capolinea dell’aeroporto e arrivo fino a piazza Unità d’Italia”: è quanto scriveva La Nazione l’8 febbraio, riportando anche alcuni numeri dati dal sindaco Nardella: “Con la nuova linea T2 Vespucci abbiamo 12 fermate, 5.3 chilometri di binari in più, 13mila auto al giorno in meno e un abbattimento annuo di 6300 tonnellate di CO2”. “Numeri a cui ne aggiunge altri l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti, ricordando che le due linee insieme arriveranno a trasportare 37-38 milioni di passeggeri all’anno”, scriveva ancora il giornale. “Lunedì in città arriva anche il ministro alle infrastrutture Toninelli”, annunciava La Repubblica.
Sul futuro delle tramvie, il Corriere Fiorentino pubblica una lettera del sindaco Dario Nardella. “Grazie alle tramvie Firenze cambia volto, ma comincia anche a cambiare stili di vita”, è un passaggio dell’intervento del sindaco, che prosegue: “Abbiamo il dovere di guardare avanti, di completare il sistema tramviario”. “A chi mette le mani avanti ora, temendo stravolgimenti estetici, ricordo i timori analoghi che erano stati avanzati per via dello Statuto o per altre vie e piazze attraversate dalle tramvie, che si vedono oggi riqualificate”, è un altro passaggio. “Molti cittadini che vivono in altre zone della città chiedono la ‘loro’ tramvia”, continua la lettera, aggiungendo che “nei prossimi anni dovremo fare le linee per le Piagge e Campi, Sesto, Bagno a Ripoli e Rovezzano, toccando tutti i quartieri di Firenze, soprattutto la parte a est, attualmente non servita”. “Sui viali abbiamo già l’esempio di viale Strozzi alla Fortezza, che non ha distrutto niente e anzi ha valorizzato quel tratto dei viali”, riporta ancora la lettera di Nardella, che poi tocca anche il dibattito sui pali: “Le nuove tecnologie ci permetteranno di avere quasi tutta la nuova linea senza pali e, progressivamente, potremo allargare questa tecnologia anche alle linee preesistenti”.

 

Regolamento urbanistico

“Italia Nostra ha impugnato al Tar della Toscana il nuovo regolamento urbanistico del centro storico di Firenze: secondo l’associazione il nuovo testo ‘ha introdotto norme più permissive per gli interventi edilizi sul patrimonio di interesse storico-architettonico e documentale'”: lo riporta La Nazione. Per Mariarita Signorini, presidente nazionale dell’associazione, “la variante entrata in vigore consente la più ampia libertà nelle opere di trasformazione su quasi metà dell’edificato storico del territorio comunale, arrivando a prevedere perfino la demolizione e la ricostruzione delle architetture in forme diverse da quelle originarie”, scrive ancora il giornale.