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Articolo / Rassegna Stampa

19 – 25 febbraio 2019

Tramvia sui viali

“La tramvia si accapiglia con gli alberi. Ma il soprintendente Andrea Pessina che ha scatenato la questione e il sindaco Nardella, che non rinuncia alla linea per Bagno a Ripoli, provano a non accapigliarsi tra loro”: è quanto scrive La Repubblica il 19 febbraio, spiegando che “si discute la mediazione”. “Dobbiamo ridiscutere, non del taglio e la ripiantumazione di alberi che comunque ogni tanto vanno cambiati perché invecchiano, ma dell’alterazione che l’arretramento delle alberature sul viale Matteotti porterebbe al disegno del Poggi”, sono alcune delle parole di Pessina riportate da La Repubblica. “Si tratta dei 3,7 metri di arretramento degli alberi, a quel punto a sei o sette metri dalle case, previsti dal progetto definitivo”, continua il giornale, che poi scrive anche che “l’assessore alla mobilità Giorgetti precisa in consiglio comunale che indietro non si torna: ‘Il progetto della tramvia per Bagno a Ripoli è nella fase definitiva che ha già avuto tutti i via libera necessari'”.
“Anche Antonio Paolucci, ex ministro per i Beni culturali ed ex soprintendente per il polo museale fiorentino, interviene in difesa degli alberi di viale Matteotti”: lo scrive La Nazione il 23 febbraio. “Tutto quello che lede, altera, offusca il progetto urbanistico del Poggi è pericoloso – ha detto Paolucci – va controllato e dove possibile rettificato”, continua La Nazione.

 

Tav e Foster

“Costi e benefici. Il governo non ha ancora emesso il verdetto sul futuro di alcune delle più importanti infrastrutture fiorentine. Lo spiega Marco Ponti, braccio destro del ministro dei trasporti Toninelli”: lo scrive La Nazione il 23 febbraio. “‘Stiamo lavorando all’analisi costi-benefici sul passante Av di Firenze’ – ha detto”, riporta il giornale. Il giorno successivo, sempre La Nazione scrive: “Duello ancora aperto fra Firenze e il ministro Toninelli. Il suo consigliere, l’economista Marco Ponti, coordinatore della commissione che sta analizzando i costi e i benefici delle gradi opere italiane, di passaggio a Firenze ha riaperto la mischia (‘Valuteremo i numeri, non le ideologie e questo varrà anche per la stazione sotterranea Foster’). Immediata la scesa in campo della Regione e di Palazzo Vecchio in difesa di un’opera attesa ormai da decenni”.

 

Variante al regolamento urbanistico

“Il Comune ha avuto la meglio su Italia Nostra. Dopo il ricorso sulla variante normativa al regolamento urbanistico, il Tar ha ritenuto che il provvedimento sia ‘una norma che tutela il patrimonio storico-architettonico della città’. Il tribunale amministrativo ha così respinto la richiesta di sospensiva nel ricorso presentato dall’associazione Italia Nostra, dando ragione al Comune”: lo riporta La Nazione. “Soddisfatto l’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini, che ha detto: ‘Il Tar della Toscana ha confermato il valore di tutela delle norme che abbiamo introdotto con la variante: non c’è alcun rischio per il patrimonio storico-architettonico della città. Abbiamo approvato uno strumento che mantiene intatta, anzi aumenta, la tutela del patrimonio edilizio di pregio di Firenze, rendendo più certe e chiare le norme per cittadini e operatori. Siamo molto soddisfatti'”, prosegue il giornale.

 

Investimenti

“Firenze sorpassa Roma e tallona Milano, prima in classifica, per l’attrattività degli investimenti in campo immobiliare. Il successo del capoluogo toscano – che ha fatto esultare il sindaco Dario Nardella – è stato sancito da un nuovo indicatore messo a punto da Nomisma per misurare l’attrattività complessiva di un territorio”: a scriverlo è il Corriere Fiorentino, che spiega che “a consentire a Firenze di scalare la classifica delle città più appetibili per gli investitori dell’immobiliare sono stati in particolare i punteggi ottenuti per il turismo, il mercato immobiliare e il livello di servizi”.
“Se l’attrattività del capoluogo fosse trasferita in tutta la provincia, un intero territorio potrebbe cambiare volto. Perché nella sola provincia di Firenze, ci sono terreni pari a 4.800 campi di calcio che attendono una nuova vita”, scrive ancora il giornale.
“Tutto bene quindi? Al solito, dipende dai punti di vista. La ‘rigenerazione urbana’ di cui si parla in relazione al rapporto di Nomisma tiene conto di tutto tranne che dell’elemento centrale di un sistema urbano: i suoi cittadini. Certo il recupero di spazi in disuso è un fatto positivo, anche se Sant’Orsola, per fare un esempio, resta un buco nero in mezzo al centro della città, ma quanti degli investimenti attratti in questi anni – tre miliardi di euro dal 2015, secondo i numeri dati da Nardella – hanno portato un reale beneficio ai cittadini di Firenze?”, è l’editoriale di Carlo Nicotra che sempre il Corriere Fiorentino dedica alla questione.

 

Aeroporto

“Via libera al piano di rischio dell’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. Lo ha deciso la giunta di Palazzo Vecchio martedì nel corso dell’ultima seduta. L’atto, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini, ha adottato il ‘Piano di rischio aeroportuale’ soltanto dopo il parere favorevole già espresso da Enac”: è quanto scrive La Nazione il 21 febbraio, spiegando che “contemporaneamente è stata adottata la variante semplificata al regolamento urbanistico e al piano strutturale che consentirà di adeguare gli strumenti urbanistici comunali inserendo le modifiche e le integrazioni relative alle zone di tutela individuate”.

 

Fortezza

“In estate partiranno i cantieri di riqualificazione della Fortezza. Una data attesa da tempo – dei lavori per migliorare il polo fieristico si parla addirittura dai primi anni 2000 ed i costi da 140 milioni sono stati tagliati a 70, come sono stati tagliati anche i metri quadrati inizialmente previsti – che vedrà prendere corpo un nuovo padiglione e che, assicura Palazzo Vecchio, non interferirà in alcun modo con l’attività fieristica ed i convegni”: a scriverlo è il Corriere Fiorentino.

 

Corridoio Vasariano

“Arriva il Corridoio vasariano per tutti. Il celebre percorso sopraelevato che unisce palazzo Vecchio a palazzo Pitti, chiuso dal 2016 per ragioni di sicurezza, riaprirà nel 2021 dopo un anno e mezzo di lavori e una spesa di circa 10 milioni di euro, già stanziati. Lo ha annunciato Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi, nel cui complesso si inserisce il Corridoio, in occasione della presentazione del progetto esecutivo realizzato da un pool di ingegneri e architetti della Soprintendenza dei beni architettonici e degli stessi Uffizi”: è quanto riportato da La Repubblica.

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