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Articolo / Rassegna Stampa

25 febbraio – 4 marzo 2019

Loggia di Isozaki
“Sono passati dieci anni dall’inizio del cantiere dei Nuovi Uffizi. Ma siamo appena a metà strada. Di buono c’è che da ora in poi i tempi saranno più celeri. I soldi ci sono e la data di fine lavori anche: dicembre 2024. L’unica grande incognita resta la Loggia di Isozaki. Ed è su questa che si torna a insistere, chiedendo che il ministero del Mibac prenda finalmente una decisione. A fare il punto è stato ieri il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt insieme al soprintendente Andrea Pessina, in occasione del sopralluogo al cantiere da parte del gruppone di consiglieri e assessori regionali e comunali”: è quanto riportava La Nazione il 26 febbraio. “Per quanto riguarda la Loggia di Isozaki, da un punto di vista amministrativo locale la questione è chiara: l’archistar giapponese ha vinto il concorso nel 1999 e cinque anni dopo anche il ricorso per la mancata realizzazione. A questo punto, mancano solo le autorizzazioni romane”, continua il giornale. “Senza loggia resterebbe un gran buco nel centro di Firenze, che non credo nessuno voglia – ha proseguito Schmidt – Un teorico piano ‘B’ significherebbe un rallentamento dei lavori di non meno di 5 anni e credo che neppure questo sia auspicabile. Non penso che i fiorentini vogliano vedere le gru fino al 2030”, scrive ancora La Nazione.
“Anche il sindaco Dario Nardella – riporta il Corriere Fiorentino il 27 febbraio – ha ribadito la necessità di dare seguito al concorso vinto 20 anni fa dall’architetto giapponese Arata Isozaki: ‘Sono da sempre favorevole alla realizzazione della loggia: c’è stato un concorso internazionale e Firenze non può essere sempre la città delle opere non finite'”.
“Anche l’Ordine degli Architetti di Firenze ha confermato la necessità di procedere: ‘Il completamento dei Nuovi Uffizi sia l’occasione per realizzare la loggia – scrivono in una nota – Vogliamo sperare che questa fase possa fornire l’opportunità di realizzare il progetto’. Secondo gli architetti ‘quel nodo irrisolto ha contribuito a inibire la capacità propositiva della città, la corretta conclusione di questa questione può rappresentare il simbolo di un rinnovato slancio verso il futuro'”, scrive sempre il Corriere Fiorentino. Anche La Repubblica e La Nazione riportano la posizione dell’Ordine degli Architetti di Firenze.

 

Tramvia per Bagno a Ripoli
‘Nessun taglio di alberi sui viali se non quelli malati o a rischio caduta’ e una tramvia verso Bagno a Ripoli che sarà ‘senza pali’. È la strada tracciata dal sindaco Dario Nardella per il futuro dei Sirio che viaggeranno verso sud est della città, dopo il blocco dato al progetto su viale Matteotti arrivato dal soprintendente Andrea Pessina”: lo scrive il Corriere Fiorentino. “‘Siamo vicini alla soluzione con l’accordo della Soprintendenza’, dice Nardella. E sono sette le alternative che i tecnici di Palazzo Vecchio hanno sottoposto al soprintendente Andrea Pessina per evitare di cambiare la prospettiva creata dal Poggi sul viale Matteotti nell’incontro di ieri. Tra queste, c’è persino l’interramento sia della tramvia che delle auto sui viali. Per piccoli tratti, ovviamente, anche perché questo tipo di intervento è tra i più difficili e costosi”, proseguiva il giornale il 26 febbraio. “Tutti questi elementi saranno oggetto del confronto con i tecnici che parte adesso, dopo l’incontro di ieri tra il sindaco Nardella e il soprintendente Pessina. Un confronto ‘proficuo’, assicurano i due con un comunicato congiunto, perché ‘tutte le proposte sono finalizzate, in modo diverso, a salvaguardare nella misura maggiore possibile il disegno urbanistico e il valore identitario dei viali ottocenteschi che rinviano all’opera di Giuseppe Poggi, l’architetto di Firenze Capitale'”, riportava ancora il Corriere Fiorentino.

 

Cento anni dal terremoto in Mugello
“Sono passati cento anni dal terremoto che sconvolse il Mugello. La Protezione Civile della Città Metropolitana ha coordinato enti e attività che oggi nel media center dell’autodromo del Mugello, animeranno il convegno ‘1919-2019, cento anni dal terremoto in Mugello’, in apertura dell’anno di iniziative dedicate al centenario dell’evento”, scriveva il 28 febbraio La Nazione, che indica anche l’Ordine degli Architetti tra le realtà che hanno collaborato alla promozione di queste iniziative.

 

Mostra dell’artigianato
“Conto alla rovescia per la mostra internazionale dell’artigianato 2019 che quando Firenze presenta la sua candidatura a città creativa Unesco, dal 24 aprile al 1 maggio debutta con un format rinnovato alla Fortezza da Basso. Un’edizione, la 83, che punterà sul valore del fatto a mano a partire dall’eccellenza fiorentine e toscane”: lo scrive il Corriere Fiorentino. “Tante le novità: dal restyling dei 55mila metri quadrati della Fortezza da Basso alla presenza di nuovi progetti culturali, alla razionalizzazione della durata che passa da 15 a 8 giorni”, continua il giornale.

 

“Scudo verde”
“Pronto lo ‘scudo verde’, un dispositivo per bloccare i mezzi inquinanti prima che possano superare i confini del Comune ed entrare in città. Un nome suggestivo per indicare un presidio costituito da ben 120 varchi, muniti di telecamere, che consentiranno a Firenze di liberarsi dai gas tossici dei tubi di scappamento delle auto inquinanti. E’ questo il progetto del sindaco Dario Nardella messo in cantiere per la prossima legislatura, che mette la tutela dell’ambiente ai primi punti del suo programma elettorale”: a riportarlo è La Nazione.

 

Due nuovi ponti sull’Arno
“I ponti che uniscono. E le piazze che avvicinano le persone, piuttosto delle auto. L’Arno avrà due nuovi ponti e piazza Beccaria diventerà in gran parte pedonale. I nuovi ponti sull’Arno saranno uno a monte della città, sopra al ponte da Verrazzano, e l’altro a valle, nel territorio delle Signe dove finora le rive sono separate per il lungo tratto che va dall’Indiano a Empoli. Il primo è quello connesso alla realizzazione di un’altra opera di ricucitura come la tramvia tra Firenze e Bagno a Ripoli e servirà a liberare il ponte da Verrazzano dalle auto per fare spazio al tram. Il secondo ponte, detto ponte del Giglio, è stato presentato ieri dall’assessore toscano alla mobilità Vincenzo Ceccarelli, artefice principale del progetto disegnato dall’ingegner Antonio De Crescenzo, di modifica dell’ultima versione della vecchia ‘bretellina’ Signa-Prato”: inizia così l’articolo pubblicato il 2 marzo su La Repubblica dal titolo “I due nuovi ponti sull’Arno cambieranno la mappa di Firenze”.

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