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Articolo / Rassegna Stampa

2 – 8 luglio 2019

Edilizia

“Secondo le stime che circolano tra gli esperti del settore e gli uffici comunali da qui alla fine di settembre rischiano di arrivare a 500 le ristrutturazioni bloccate in città per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 23 maggio che ha sospeso l’ultima variante al Regolamento Urbanistico (Ruc)”: a scriverlo il 3 luglio è La Repubblica, che continua: “Ci sono famiglie che avevano iniziato i lavori e ora si ritrovano coi ponteggi montati ma non possono andare avanti. Le compravendite di case iniziano a risentire in maniera pesante degli effetti”. “E ora comincia a suonare pure l’allarme rosso del lavoro”, scrive ancora La Repubblica, secondo cui “mai negli ultimi 20 anni l’urbanistica a Firenze aveva vissuto una fase così difficile”. “Allarmati i costruttori dell’Ance diretta da Carlo Lancia e l’Ordine degli Architetti guidato da Serena Biancalani“, riporta poi il giornale.
Il giorno successivo, 4 luglio, sempre La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Ristrutturazioni, tre storie di vite bloccate”, spiegando che “sono più vasti di quanto si potesse pensare gli effetti del blocco delle ristrutturazioni a Firenze”.
Il 5 luglio, La Nazione annuncia che “martedì alla Palazzina reale di piazza Stazione, sede di Ordine e Fondazione architetti Firenze, incontro pubblico sull’attività urbanistico-edilizia in città dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato”. “Tra gli obiettivi, come poter intervenire dopo la decisione del Consiglio di Stato, per far riprendere l’attività urbanistico-edilizia a Firenze”, spiega il giornale.

 

Stadio

“Restauro Franchi, i timori del sindaco”: inizia così l’articolo che il 3 luglio La Repubblica dedica alla questione. “Più di una perplessità sull’ipotesi è affiorata nei ragionamenti che Nardella ha fatto in queste ultime ore ai suoi assessori e ai mega dirigenti riuniti in Palazzo Vecchio: non è forse un rischio troppo forte mettersi totalmente nelle mani della Soprintendenza su un progetto del genere? Questo è il senso degli interrogativi che ha avanzato il sindaco”, scrive il giornale, che aggiunge: “Se il progetto di un nuovo stadio lascerebbe autonoma potestà decisionale al Comune, l’idea di ristrutturare il vincolatissimo stadio Franchi darebbe piuttosto alla Soprintendenza il potere dell’operazione”. “Va detto che anche Commisso ha lasciato intendere di ritenere fattibile l’idea di un nuovo stadio, magari con modifiche al piano Mercafir”, riporta sempre La Repubblica.
Lo stesso giorno La Nazione pubblica un’intervista a uno dei consiglieri speciali del sindaco, Michele Uva, vicepresidente della Uefa ed ex direttore generale della Figc, “divenuto fra i massimi esperti di nuovi stadi in Europa”. “Il mio obiettivo è evitare sprechi e cattedrali nel deserto”, è un passaggio di una delle sue risposte.
“Il nuovo stadio della Fiorentina, se nascerà, sorgerà a Firenze. ‘Mi sento di escludere che lo stadio si faccia in un altro comune, assolutamente’, ha detto ieri il sindaco, Dario Nardella”: lo scrive il 2 luglio La Repubblica. “Il primo cittadino ha poi aggiunto che ‘in tempi relativamente brevi’ incontrerà la nuova proprietà viola per cercare la soluzione migliore”, spiega il giornale.

 

Tramvia

“Difende le fermate della tramvia senza pensiline ma spiega che sul progetto della linea 3.2 per Bagno a Ripoli ‘sarà il ministero a dare l’ok’. Rivela che il suo più grosso cruccio di questi anni sono stati ‘i pali alla stazione’. Anche sui dehors è molto critico: ‘Firenze è un esempio negativo in Italia’”: inizia così l’introduzione dell’intervista al soprintendente Andrea Pessina pubblicata il 4 luglio da La Repubblica. Per quanto riguarda il progetto della tramvia sui viali, Pessina risponde che “siamo in attesa di ricevere ufficialmente le proposte dell’amministrazione”. “Bisogna capire fino a che punto possiamo sacrificare la Firenze che conosciamo e se il sacrificio è accettabile”, è un altro passaggio della sua risposta.

 

Chiesa di San Procolo e museo del Bargello

“Ora per la chiesa di San Procolo, all’angolo tra via Pandolfini e via de’ Giraldi, una nuova storia è ormai in vista: è quello l’immobile che il ministero dei beni culturali è pronto a comprare per ingrandire il vicino museo del Bargello”: lo annuncia La Repubblica il 5 luglio. “Siamo cronicamente carenti di spazio, che è poi un problema che affligge tutti i musei fiorentini, penso anche all’Accademia. Quanto al Bargello, la sua collezione dispone di 40 mila oggetti e in esposizione ce ne sono meno di 2 mila – sono alcune delle parole della direttrice del Bargello Paola D’Agostino riportate dal giornale – Di cose da fare con il nuovo immobile ce ne saranno tante di certo e sarà una grande operazione non solo per il Bargello ma per la città”.
Intanto è “tempo di restyling per tre gioielli fiorentini. Il Comune rende noto che si sono appena conclusi i lavori in via Palazzuolo per le facciate sul retro del museo Novecento mentre stanno per partire quelli per l’adeguamento sismico del Teatro della Pergola e quelli per l’impianto termico di Palazzo Strozzi”: è quanto annunciato da La Nazione il 4 luglio.