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Articolo / Rassegna Stampa

8 – 14 ottobre 2019

Tav e Foster

“I lavori per lo scavo del tunnel di sottoattraversamento dell’alta velocità potrebbero ripartire nel 2020. Previsione più che sufficiente per riaccendere le speranze del sindaco Dario Nardella e del governatore Enrico Rossi (che si lancia nell’azzardo di una ‘auspicabile fine lavori nel 2025’). Rossi e Nardella erano ieri in visita al cantiere Foster di via Circondaria per accompagnare la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli”: è quanto scrive La Nazione il 12 ottobre.
“I primi applausi per la meta che sembra più vicina dopo la visita della ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli arrivano dall’ordine degli architetti: ‘Siamo soddisfatti di apprendere che ci sia la volontà di far ripartire il cantiere quanto prima’”: scrive ancora La Nazione, che riporta anche altri passaggi dell’intervento dell’Ordine degli Architetti di Firenze sulla questione: “La Foster, in avanzato stato di realizzazione – scrivono gli architetti – è un tassello fondamentale di quel sistema multimodale tanto auspicato per allentare la morsa del traffico e spostare quote crescenti di utenti su efficienti mezzi di trasporto collettivo. Il sottoattraversamento della linea alta velocità di cui la ‘Foster’ è componente sostanziale, consentirà di liberare i binari di superficie nel tratto urbano e di metterli ad esclusivo servizio dei treni quotidianamente utilizzati dai pendolari”.

 

Sottotetti

“Rivoluzione sottotetti. A quasi 10 anni dalla prima legge sul recupero a fini abitativi dei locali agli ultimi piani dei palazzi ora la Regione è pronta ad una svolta liberalizzatrice ben più netta”: lo annuncia La Repubblica il 14 ottobre, spiegando che “la mossa a cui da settimane ormai lavora la maggioranza targata Pd prevede una grossa novità: il recupero del sottotetto sarà consentito anche in assenza di un solaio già esistente. È un cambiamento enorme, già più volte richiesto dalle categorie professionali”. “Noi riteniamo possa avere un certo impatto e ottenere molti effetti positivi”, sono alcune delle parole del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Duilio Senesi riportate dal giornale. “Questa potrebbe quindi essere l’occasione per favorire quella ‘cura’ degli edifici spesso trascurata. Senza contare il fatto che con le tecniche costruttive moderne con i solai si possono garantire anche migliori prestazioni sismiche alle abitazioni”, è un altro passaggio dell’intervento di Senesi riportato da La Repubblica.

 

Stadio e centro sportivo

“Se all’interno del Comune di Firenze non ci dovessero essere terreni adatti per costruire uno stadio, allora penso che considereremo l’area metropolitana”: sono le parole di Rocco Commisso riportate l’8 ottobre dal Corriere Fiorentino, un’ammissione che “fa scattare il campanello a Palazzo Vecchio che ha già incassato il no dalla soprintendenza sul restyling del Franchi (la soluzione che il Comune avrebbe ampiamente preferito per non trovarsi poi a dover gestire un impianto ‘monumento nazionale’ senza più eventi sportivi di rilievo) e ha assistito impotente alla trattativa per portare il centro sportivo viola nel Comune di Bagno a Ripoli”, prosegue il giornale.
“Venticinque ettari di terreno, circa dieci campi da calcio, palestre e il quartier generale viola. La Fiorentina ha acquistato ieri i terreni di Bagno a Ripoli”: lo annuncia La Repubblica il 10 ottobre, spiegando che “qui sorgerà il nuovo centro sportivo e accoglierà tutto il mondo viola”. “Sarà un’opera di riferimento internazionale – spiega l’architetto Marco Casamonti, a cui è affidata la progettazione –. Ci hanno chiesto uno degli ambienti più belli d’Europa”, riporta ancora il giornale.
“Ma adesso cosa succede al Campo di Marte?”, è il titolo di un articolo del Corriere Fiorentino dello stesso giorno, mentre La Nazione riporta che “professionisti, imprenditori, giornalisti, ex glorie viola, tifosi, hanno rivolto un appello alle autorità di Firenze e al patron della Fiorentina affinché si decida rapidamente per il restauro del ‘Franchi'”.
Sulla possibile localizzazione del nuovo stadio, l’11 ottobre il Corriere Fiorentino pubblica un reportage dal titolo “Così Campi prova a strappare il nuovo stadio”, La Nazione titola “Stadio, avanza l’ipotesi Mercafir”, mentre La Repubblica “Stadio, rispunta anche l’ipotesi Castello”.
“Nardella-Fossi, il derby della Piana. Sul nuovo stadio è scontro totale”, è invece il titolo de La Repubblica del giorno successivo, 12 ottobre. “Scontro totale tra Nardella e Fossi sulla collocazione del futuro campo della Fiorentina. Il sindaco di Firenze dice ‘no’ all’ipotesi di Campi Bisenzio e attacca: ‘Mi batterò con tutte le forze che ho’. La replica: ‘Chiediamo rispetto e dignità'”, spiega ancora La Repubblica, che pubblica anche un’analisi dal titolo “I piccoli egoismi dei Comuni così s’infrange il sogno della Grande Firenze”.
Sulla Mercafir “l’obiettivo di Dario Nardella è quello di proporre al patron viola un piano da 4 anni e poco più in tutto, con spostamento del mercato ortofrutticolo a tappe da completare in 22 mesi e inizio dei lavori per lo stadio contestuale al trasloco a step dei capannoni: già nel 2021, se non a fine 2020”, racconta sempre La Repubblica il 13 ottobre. Lo stesso giorno, sull’ipotesi Franchi La Nazione pubblica un’intervista al presidente dell’Ordine degli Ingegneri Giancarlo Fianchisti, dal titolo “Restyling? Meglio un altro stadio”.

 

Olimpiadi e aeroporto

“Olimpiadi, si inizia a fare sul serio, anche se tra le due città promotrici si punzecchiano un po’ sul tema aeroporto. Il presidente del Coni Giovanni Malagò ieri ha fatto sapere che i sindaci di Bologna e Firenze sono stati convocati a Roma per il 22 ottobre. Quel giorno si discuterà del progetto di candidatura congiunta per i Giochi del 2032, idea lanciata da Dario Nardella nelle scorse settimane e subito accolta con favore da Virginio Merola”: ad annunciarlo è La Repubblica l’8 ottobre.
E a proposito di aeroporto, lo stesso giorno La Nazione scrive che “il sindaco Dario Nardella lancia la proposta di una collaborazione tra gli scali di Firenze e Pisa e il Marconi di Bologna”.

 

Piazze

“Missioni (quasi) compiute. Lo storico mercato rionale delle Cure, battito cardiaco di un’intera comunità, attende solo gli ultimi dettagli su tempi e logistica per riavviare i motori nei nuovi spazi a due passi dalla ferrovia. Vedono invece già il traguardo gli ambulanti del vecchio mercatino dei Ciompi – costretti a un (poco piacevole) trasloco temporaneo in stand di fortuna, durato diversi mesi – a cui proprio in queste ore sono state consegnate le chiavi degli stalli nuovi di zecca, spuntati come una fungaia nel piazzalone di Largo Annigoni”: inizia così l’articolo che l’11 ottobre La Nazione dedica alle due piazze.

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