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Attività edilizia bloccata da sei mesi, un danno incalcolabile per la città

SOSPENSIVA VARIANTE R.U. COMUNE DI FIRENZE

Firenze, 21 novembre 2019

Il blocco dell’attività edilizia va avanti dal 23 maggio e quindi lo stallo, unico in tutta Italia, si sta protraendo da sei mesi, con un danno incalcolabile per la città. Assistiamo con notevole stupore a un ‘assordante silenzio’ su un blocco che incide pesantemente sulla vita della città”: lo sottolinea il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze, dopo che lo scorso 9 ottobre si è tenuta la prima udienza del TAR Toscana, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione della variante al Ruc vigente a cui ha partecipato anche l’avvocato Enrico Amante, che ha ricevuto mandato dalla Consulta delle professioni tecniche per ribadire alcuni aspetti giuridici ritenuti particolarmente importanti.

“La vicenda è di notevole rilevanza per la città sia sotto il profilo economico che per le ricadute sulla trasformazione del tessuto architettonico, e condiziona le attività che nella città si svolgono, sia pubbliche che private – spiega l’Ordine degli Architetti – si tenga conto che il blocco è attivo dal 23 maggio e quindi lo stallo si sta protraendo da sei mesi, con un danno incalcolabile per la città. A titolo di esempio: molte famiglie si sono trovate tra l’incudine e il martello con mutui accesi di cui devono pagare la rata senza poter effettuare i lavori previsti per i quali il mutuo era stato avviato. Inoltre si sono congelati investimenti che avrebbero portato un’iniezione di liquidità nell’economia della città, con conseguente perdita di credibilità per gli investitori che potrebbero, invece, far rivivere alcuni contenitori dismessi se potessero operare con tempi certi come nel resto del mondo. Questi contenitori, con il permanere della situazione di abbandono, sono invece inevitabilmente destinati a diventare luoghi di degrado per la zona in cui si trovano, oltre a degradarsi maggiormente essi stessi”. Alla luce di questa situazione, “chiediamo che il TAR si pronunci il prima possibile anche senza attendere i 60 giorni che la legge stabilisce per il pronunciamento”, continua il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze.

La Consulta delle professioni tecniche, che aveva promosso l’incontro di tutte le parti in causa organizzato lo scorso 9 luglio alla Palazzina Reale per facilitare il dibattito e il chiarimento sui legittimi obiettivi e per provare a ricomporre gli interessi di tutti gli attori, sta seguendo con attenzione tutta la vicenda. Molte altre attività istituzionali sono state portate avanti negli ultimi mesi dall’Ordine degli Architetti per cercare di far convergere tutti gli attori in un percorso condiviso che non danneggiasse la città. Facendo seguito all’iniziativa di luglio, il 12 novembre si è tenuta la prima riunione per organizzare quel “Forum permanente” da più parti auspicato, dove condividere analisi e riflessioni anche in vista del nuovo Piano Operativo del Comune di Firenze. All’incontro hanno partecipato tutti i soggetti invitati (Ordini e Collegi professionali, Comune di Firenze, Università, Istituto Nazionale di Urbanistica, Ufficio Unesco, Italia Nostra, Accademia delle arti del disegno, Associazione centri storici) convergendo sulla disponibilità al confronto e per la costruzione di un’agenda di lavoro.

“Ma nell’immediato è il TAR Toscana a essere chiamato a decidere sulla possibilità di mantenere in vigore lo strumento urbanistico e far ripartire le attività di trasformazione o dichiarare l’impossibilità di procedere e quindi di fatto congelare tali attività fino all’approvazione del nuovo strumento urbanistico, in un tempo realistico, almeno un anno per essere ottimisti, inaccettabile per tutti”, evidenzia l’Ordine degli Architetti, che conclude: “Con fiducia nel senso di responsabilità dei giudici e delle amministrazioni coinvolte, pur non intendendo fare indebite pressioni, confidiamo in un’immediata pubblicazione del pronunciamento del TAR al fine di stabilire come poter procedere nelle varie situazioni che ad oggi sono rimaste in sospeso”.

 

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