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Articolo / Rassegna Stampa

19 – 25 novembre 2019

Blocco dell’edilizia

‘Attività edilizia bloccata da sei mesi, danno enorme per la città’. A lanciare l’allarme, ancora una volta, è l’Ordine degli architetti di Firenze che sollecita il Tar a decidere tempestivamente sulla sospensione del Regolamento Urbanistico”: lo scrive il Corriere Fiorentino il 22 novembre. Anche La Nazione riporta le parole dell’Ordine degli Architetti: “Stiamo assistendo con notevole stupore a un assordante silenzio su un blocco che incide pesantemente sulla vita della città”, è un passaggio dell’intervento ripreso dal giornale, che continua: “La vicenda è di notevole rilevanza per la città sia sotto il profilo economico che per le ricadute sulla trasformazione del tessuto architettonico, e condiziona le attività che nella città si svolgono, sia pubbliche che private – spiega l’Ordine degli Architetti – Il blocco è attivo dal 23 maggio e quindi lo stallo si sta protraendo da sei mesi, con un danno incalcolabile. Si sono congelati investimenti che avrebbero portato un’iniezione di liquidità nell’economia della città, con conseguente perdita di credibilità per gli investitori che potrebbero, invece, far rivivere alcuni contenitori dismessi se potessero operare con tempi certi”. “Alla luce di questa situazione, il consiglio dell’Ordine degli Architetti ‘chiede che il Tar si pronunci il prima possibile anche senza attendere i 60 giorni che la legge stabilisce per il pronunciamento'”, continua La Nazione.

 

Stadio Franchi

“Al partito di chi si oppone con forza allo spostamento della Fiorentina a Novoli (già 2 mila le firme del comitato di residenti ‘Salviamo il Franchi’, senza contare la battaglia del presidente di Q2 Michele Pierguidi, apparso anche scherzosamente in un video-selfie come ‘Uomo tigre che lotta per il Franchi’, e l’endorsement del critico d’arte Vittorio Sgarbi), si aggiunge da ieri anche Sinistra Italiana Firenze”: lo riporta il 19 novembre il Corriere Fiorentino.
Al tema del futuro dello stadio Franchi e del quartiere di Campo di Marte è stata dedicata anche la puntata del 21 novembre di “Architects & the city” su Controradio

 

Tramvia per Bagno a Ripoli

“Si aprirà la prossima settimana la conferenza dei servizi sulla linea di tramvia 3.2, da piazza Libertà a Bagno a Ripoli passando per i viali di circonvallazione, e anche se il progetto non prevede più un taglio generale degli alberi sui viali che avrebbe modificato il disegno del Poggi, il soprintendente ieri ha sottolineato che il problema degli abbattimenti resta. Perché se è vero che saranno piantati 1.331 nuovi alberi, ne saranno tagliati 484”: è quanto scrive il Corriere Fiorentino il 23 novembre. Lo stesso giorno, La Repubblica parla di “apertura importante da parte della Soprintendenza per la tramvia 3.2”. “Quello che possiamo dire è che sicuramente questo progetto è di gran lunga migliore rispetto a quello che era stato presentato a inizio 2019”, sono alcune parole del soprintendente Andrea Pessina riportate dal giornale.
Il 24 novembre il Corriere Fiorentino fa il punto sul programma dei lavori: “Ottocentoquarantaquattro giorni di cantieri (e disagi) se i tempi saranno rispettati. I lavori per la linea 3.2 della tramvia fiorentina, da piazza Libertà a Bagno a Ripoli, dovrebbero iniziare il 10 dicembre 2020 per concludersi il 2 aprile 2023, con l’entrata in funzione di Sirio nell’ottobre 2023. Per non paralizzare i viali del Poggi, i lungarni e Gavinana, i cantieri saranno divisi in dodici lotti”, scrive il giornale.

 

Lungarno Diaz

“Non riaprirà presto lungarno Diaz. Dopo la scoperta di una voragine nel sottosuolo, avvenuta domenica pomeriggio dopo un intervento per una fuga di gas davanti l’oratorio di Santa Maria delle Grazie, ieri Palazzo Vecchio ha fatto il punto della situazione: e l’unica certezza è che servirà tempo prima che il lungarno, chiuso dal Ponte alle Grazie a piazza Mentana, possa riaprire dopo la messa in sicurezza. La memoria è andata subito al cedimento di lungarno Torrigiani, ma questa volta la cavità sotterranea, secondo il Comune, non è stata causata dalla rottura di un tubo dell’acqua quanto dall’Arno”: a scriverlo è il Corriere Fiorentino il 19 novembre. Si tratta di “un vuoto dalle dimensioni stimabili in 500 metri cubi”, spiega La Repubblica il 20 novembre.
Quelli sul lungarno Diaz “saranno lavori lunghi e complicati. Impossibile, ora, stabilire tempi e costi. Lunedì nel mio ufficio terrò una riunione per fare un check sugli interventi”: sono alcune parole dell’assessore Stefano Giorgetti riportate il 23 novembre dal Corriere Fiorentino.

 

Arno

Dopo il maltempo e la piena dei fiumi, il 19 novembre il Corriere Fiorentino pubblica un’intervista a Nicola Casagli, ordinario di geologia all’Università di Firenze, dal titolo “Oggi l’Arno è più sicuro, ma stiamo scherzando con l’acqua”, in cui il professore stila un bilancio di cosa è stato fatto e cosa c’è ancora da fare per la sicurezza dell’Arno.
“Salvati dalle casse di espansione dell’Arno. È l’arma che domenica ha scacciato la grande paura dell’alluvione che ha tenuto mezza Toscana con il fiato sospeso. Ad alleggerire la portata del fiume in piena sono state tre opere. La cassa del Mensola, quella della Roffia e un canale scolmatore”, scrive La Repubblica lo stesso giorno.

 

Sottotetti

“Via libera del Consiglio regionale al ‘tagliando’ della legge quadro sull’urbanistica. E la nuova modifica della legge Marson, ex assessore al territorio, vara anche la possibilità di rendere abitabili i sottotetti, costruendo nuovi solai o abbassando quelli esistenti”: lo annuncia il 20 novembre il Corriere Fiorentino.

 

Turismo

“Sono otto milioni all’anno le presenze di turisti alloggiati in case private nella città metropolitana. Un terzo del totale. È il dato che si ricava da una ricerca commissionata da Camera di Commercio a Centro studi turistici di Firenze in collaborazione con l’Irpet, un’analisi che calcola l’impatto della spesa turistica sul sistema economico della città metropolitana di Firenze, ma che finisce per riaccendere i fari sul fenomeno degli affitti turistici brevi”: inizia così l’articolo che La Repubblica dedica al tema il 22 novembre.