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Articolo / Rassegna Stampa

3 – 9 dicembre 2019

Blocco edilizia

“Danni enormi all’economia cittadina: secondo stime non ufficiali che circolano nelle categorie professionali e nei sindacati pari ormai a 45-50 milioni di euro. Migliaia di pratiche edilizie bloccate, compravendite crollate, aziende sul lastrico. E circa 2 mila posti di lavoro nel settore edile e artigiano già perduti. Sta assumendo contorni ormai drammatici il blocco dei cantieri edilizi in centro storico”: inizia così l’articolo che l’8 dicembre La Repubblica dedica alla questione, e che continua: “Tanto drammatici che se domani il Tar, di cui è atteso un pronunciamento decisivo, non dovesse sbloccare la situazione, le categorie professionali, come meditano di fare già da tempo, potrebbero davvero scendere in piazza per un’iniziativa simbolica di ‘rispettosa protesta’ contro un’attesa che dura da più di sei mesi”. “L’Ordine degli architetti è sul piede di guerra”, scrive ancora il giornale.

 

Sant’Orsola e San Lorenzo

“È stato presentato e consegnato alle istituzioni il protocollo d’intesa per la rigenerazione del rione di San Lorenzo e dell’ex convento di Sant’Orsola: con la proposta di sottoscrizione di questo accordo si è concluso il percorso partecipativo ‘Laboratorio San Lorenzo’, scattato a marzo e promosso da Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (capofila del progetto), Ordine degli Architetti di Firenze e coordinamento Santorsolaproject”: questo l’inizio dell’articolo pubblicato il 7 dicembre da La Nazione, che spiega che “il processo partecipativo ha coinvolto in questi mesi oltre duecento cittadini e più di venti associazioni”. “Migliorare le connessioni e la fruibilità degli spazi pubblici nel rione di San Lorenzo, proposte per migliorare la vivibilità di piazza del Mercato Centrale e per Sant’Orsola aperta, permeabile e multifunzionale: sono questi i temi chiave individuati durante il processo partecipativo”, continua il giornale.

 

“Atterraggio” volumi zero

“Volumi zero, primo ‘atterraggio’. Ci sono voluti 5 anni ma alla fine uno dei tanto agognati trasferimenti è andato a segno. Era una delle regole base del piano strutturale dell’era Renzi, che introdusse il principio dello stop al consumo di nuovo suolo stabilendo come misura compensativa il ‘trasloco’ dei volumi dalle aree sature a quelle in via di espansione. Ora i vecchi capannoni abbandonati di via Confalonieri, zona Cure, saranno abbattuti per far posto a un nuovo parco pubblico. E una parte della superficie sarà trasferita al Gignoro con destinazione residenziale, parcheggi e verde, come previsto dal meccanismo del cosiddetto ‘atterraggio’ contenuto anche nel Regolamento urbanistico”: lo annuncia La Repubblica l’8 dicembre.

 

Visuale di Firenze

“È arrivato il ‘tagliando’ al piano strutturale e al regolamento urbanistico”, annuncia il 3 dicembre il Corriere Fiorentino, spiegando che “il via libera è arrivato dal Consiglio comunale e riguarda la ‘variante di medio termine al piano strutturale e al regolamento urbanistico’, presentata in aula dall’assessore all’urbanistica, Cecilia Del Re”. “Tra le norme che dovranno essere confermate da un nuovo voto del Consiglio dopo i 30 giorni per presentare osservazioni, la più innovativa è l’introduzione di tutela nelle aree del centro storico di Firenze patrimonio Unesco, salvaguardando le vedute e le colline attorno la città, interessando anche i Comuni di Sesto, Fiesole e Bagno a Ripoli. Obiettivo la creazione di una zona cuscinetto, buffer zone secondo la definizione Unesco, con l’individuazione dei punti di belvedere da cui non può essere alterata la visuale verso il centro e le ville Medicee. In concreto gli interventi che modificano il paesaggio dovranno tenere conto anche della zona cuscinetto per essere autorizzati”, scrive il giornale.
“Una variante appena approvata dal Consiglio comunale stabilisce che tutti gli interventi edilizi con l’ambizione di modificare lo skyline, anche fuori dal centro storico, d’ora in poi saranno ammissibili solo a patto di non stravolgere la visuale privilegiata di Firenze che si gode da 18 punti panoramici”, riporta La Repubblica il giorno successivo, 4 dicembre. “Che cosa cambia? Significa che si cristallizza tutto? È una domanda che centinaia di imprenditori e migliaia di professionisti si pongono proprio mentre tutti gli interventi edilizi in centro sono bloccati in attesa di una sentenza della Cassazione”, scrive ancora il giornale.

 

Stadio

“‘La Fiorentina compri il Franchi’. Italia Nostra, associazione per la salvaguardia di beni culturali, si oppone alla costruzione di un nuovo stadio e chiede di mantenere l’impianto di Campo di Marte. No all’area Mercafir, no a Campi Bisenzio. La richiesta è una sola: il restyling della struttura attuale. Assieme all’associazione c’è anche il comitato ‘Vogliamo il Franchi’, che negli ultimi mesi ha iniziato una raccolta firme a sostegno del loro appello. Il comitato ha raccolto oltre tremila adesioni alla proposta”: è quanto riporta il 5 dicembre La Repubblica.
Il 9 dicembre sempre La Repubblica parla poi di Campi, raccontando che “nei giorni scorsi Joe Barone, il braccio destro del nuovo patron viola Rocco Commisso, si è ripresentato a Campi. Ancora una volta per approfondire la fattibilità, i costi e i tempi di un eventuale nuovo impianto nei 38 ettari privati di via Allende”. “L’ipotesi, mai del tutto naufragata, torna a galla e si rimette in mostra”, spiega ancora il giornale.

 

Tramvia

“Riparte la protesta contro la tramvia piazza Libertà-Bagno a Ripoli, la linea 3.2, e lo fa su due binari. Nella notte tra mercoledì e giovedì qualcuno ha attaccato cartelli sugli alberi dei viali di circonvallazione per dire no al loro taglio e oggi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e M5S presenteranno le osservazioni contro il progetto e sono pronti, in caso di rigetto da parte del Comune, a intraprendere la via del tribunale amministrativo”: a raccontarlo il 6 dicembre è il Corriere Fiorentino.
“Stop alla tramvia da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli. Tutto il centrodestra e il Movimento 5 stelle si sono coalizzati per fermare la linea 3.2”, scrive poi La Nazione il 7 dicembre. E lo stesso giorno il Corriere Fiorentino riporta che “alla tramvia mancano un milione e ottocentomila passeggeri. O almeno, mancano rispetto alle previsioni, guardando le proiezioni da qui a fine anno”.
“Secondo Nardella la differenza a fine anno comunque ci sarà, ma ‘solo 800 mila passeggeri'”, scrive ancora il Corriere Fiorentino il giorno successivo, 8 dicembre.

 

Stazione di Santa Maria Novella

“La stazione di Santa Maria Novella al centro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il punto è stato fatto ieri pomeriggio durante la riunione presieduta dal prefetto e alla fine del briefing si è deciso di rafforzare i controlli per contrastare lo spaccio”, raccontava il 4 dicembre il Corriere Fiorentino.
Sempre a proposito della stazione, il 5 dicembre il Corriere Fiorentino scrive che “il sindaco ha deciso di protestare in prima persona, alzando i toni contro Grandi Stazioni, la società che gestisce la stazione di Santa Maria Novella. Sotto accusa la scarsa pulizia della stazione capolavoro di Michelucci ed il cantiere per il restauro della pensilina, aperto dopo che a fine luglio parte del rivestimento del controsoffitto era crollata”.
“Stazione, piano sicurezza. Con 6 nuove pattuglie dei vigili nella zona Indipendenza-San Lorenzo-Santa Maria Novella, nuove luci, operatori sociali mobilitati e soprattutto una mossa: il ritorno della caserma dei carabinieri nella vecchia scuola dei Marescialli, per cui sono già iniziati i lavori”: così La Repubblica annuncia poi il 6 dicembre il “progetto sociale e di sicurezza” dedicato alla stazione presentato dal sindaco Nardella e dall’assessore alla sicurezza Andrea Vannucci.
Lo stesso giorno, il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “Sotto la pensilina, come a teatro. Il cantiere è immobile da luglio”.

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