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Articolo / Rassegna Stampa

31 dicembre 2019 – 7 gennaio 2020

Grandi opere

“Anno fitto di scadenze questo 2020 che sta iniziando. Con un gennaio che parte col piede già spinto sull’acceleratore. Le scadenze più attese sono per due grandi opere. Certo è il bando di gara per la vendita dell’area sud della Mercafir. Quella dove, secondo la programmazione urbanistica, potrà essere costruito il nuovo stadio”: inizia così l’articolo dal titolo “Il 2020 riparte da tav e tramvia” pubblicato il 2 gennaio su La Nazione, che continua: “La seconda grande opera che potrebbe vedere una svolta a gennaio è la nuova pista dell’aeroporto Vespucci”. “Capitolo altrettanto importante per i fiorentini è la ripresa dei cantieri per la tramvia”, scrive ancora il giornale, spiegando poi che “non dovrebbe infine avere impatto sul traffico cittadino l’inizio dei lavori per lo scavo dei due tunnel per l’alta Velocità ferroviaria. Se tutto andrà secondo le previsioni la fine dell’autunno vedrà finalmente la partenza di un’altra grande opera che la città attende da anni”.
Il 7 gennaio il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “Alta velocità, la decisione del Tar mette a rischio la ripresa dei lavori”: “C’è ancora un giudice sulla strada delle grandi opere toscane. Una decisione del Tar del Lazio rischia infatti di complicare e non poco la ripresa dei lavori per realizzare il nodo fiorentino dell’Alta velocità, ossia il sottoattraversamento e la stazione Foster”, inizia l’articolo.

 

Stadio

“Torna d’attualità la questione stadio”: lo scrive il Corriere Fiorentino il 3 gennaio, alla vigilia del ritorno a Firenze di Rocco Commisso, spiegando che “dopo la perizia che fissa a 22 milioni il prezzo di acquisto dell’area Mercafir destinata al nuovo impianto e in attesa del bando di gara che Palazzo Vecchio pubblicherà tra poche settimane, il patron viola ha chiesto all’architetto Marco Casamonti di verificare la fattibilità di un ammodernamento del Franchi, senza abbattere le attuali curve, ovvero secondo le indicazioni del soprintendente Andrea Pessina”.
Sul tema stadio, sempre il Corriere Fiorentino pubblica un editoriale il giorno successivo, 4 gennaio, dal titolo “No al passo del gambero”.

 

Loggia di Isozaki

Il 2 gennaio La Repubblica pubblica un’intervista al direttore degli Uffizi Eike Schmidt dal titolo “In quattro anni dobbiamo realizzare la Loggia Isozaki”, riguardo a cui Schmidt spiega che “sono fortemente favorevole per due ragioni. La prima è quella della giustizia: Isozaki ha vinto in modo corretto sia il concorso che il ricorso quando tutto è stato bloccato. La seconda: il progetto, le cui proporzioni riprendono la Loggia dei Lanzi e che, dal punto di vista urbanistico, si pone come l’ideale prosecuzione di via Lambertesca, nasce da un’approfondita riflessione storica e da un’interpretazione contemporanea di monumenti preesistenti. Ed è ancora attuale, non è invecchiato, perché non segue mode o tendenze. È stato un fatto positivo che insieme al sindaco anche il ministro Franceschini si sia pronunciato a favore. Siamo al lavoro alle prassi amministrative e senz’altro sarà possibile realizzare la loggia in parallelo con il quarto stralcio dei Nuovi Uffizi: nel 2024 non ci saranno più gru agli Uffizi”. Tra gli altri temi toccati da Schmidt nell’intervista, anche i lavori del Corridoio Vasariano.

 

Area di Santa Maria Novella

“Ad anno appena iniziato, l’assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi – scrive La Repubblica il 3 gennaio – presenta un primo assaggio della fitta agenda del suo assessorato per il 2020 (e oltre). A cominciare dalla scommessa già avviata sull’area di piazza Santa Maria Novella, che si sta delineando, dice, come ‘nuovo quadrante culturale della città’, un insieme strutturato di offerte culturali diverse ma collegate e dialoganti: la Basilica, con il suo Museo (una parte dei cui introiti va a Palazzo Vecchio), l’ex scuola sottufficiali dei Carabinieri (dove proseguono i lavori di ampliamento del percorso museale e di recupero ad uso culturale degli ambienti), il Museo Novecento, in pieno rilancio, e l’ex cinema Ariston di piazzetta Ottaviani, destinato a un inedito Museo dei treni. Un concentrato di funzioni, sottolinea Sacchi, che sempre più faranno dell’area ‘una grande ‘piazza’ della cultura, capace di incidere lungo tutta la direttrice via Palazzuolo-Porta al Prato'”.

 

Piazze

Firenze “in questo 2020 cambierà aspetto in quattro piazze”: lo annuncia La Repubblica il 5 gennaio, spiegando che “entro la fine dell’anno il Comune promette l’inaugurazione delle ‘nuove’ piazze dell’Isolotto, Pier Vettori, Indipendenza e Vittoria. Alcuni progetti sono già iniziati, altri partiranno a breve. In totale è un investimento da oltre 4,7 milioni di euro. Riqualificazione delle aree green, pavimentazione e maggiore vivibilità: sono questi i fili conduttori”. Il giornale illustra poi i progetti che riguardano le quattro piazze.

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