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Articolo / Rassegna Stampa

8 – 13 gennaio 2020

Stadio

“Lo stadio non so se si farà. Da quanto aspettate, 20 anni? Io sono qui da sei mesi, sto lavorando, che so io?”: sono le parole di Rocco Commisso riportate l’8 gennaio da La Repubblica, dopo un incontro tra il presidente viola e il sindaco Nardella. “‘Sono deluso perché pensavo che si potesse fare più veloce, ora ho capito che qui ci vuole tempo per fare le cose’. Rocco Commisso, presidente della Fiorentina da sei mesi, si arena sul nuovo stadio. E, a malincuore, è costretto a mettere il freno a quel ‘fast, fast, fast’ con cui aveva accompagnato il suo arrivo a Firenze. ‘Ma – sottolinea – credo di partecipare al bando per i terreni della Mercafir, anche se la decisione la prenderò dopo aver analizzato i dettagli del bando che sarà pubblicato dal Comune'”: è quanto riporta il Corriere Fiorentino il 9 gennaio, il giorno dopo la conferenza stampa in cui ha parlato Commisso. Sulla Mercafir “più tempo passa e più mi faccio l’idea che non sia la situazione ottimale”, sono altre parole del presidente viola riportate da La Repubblica. Sul Franchi “‘un progetto di restyling a oggi non c’è, ma magari da domani cominciamo a ripensarci se ci dicono cosa si può fare e cosa no’. Sulla preferenza però Commisso non si nasconde: ‘Oggi per me l’opzione migliore è fare uno stadio nuovo e moderno'”, scrive ancora il Corriere Fiorentino.
Il 10 gennaio La Repubblica scrive poi che “anche nell’eventualità di procedere ad un restyling dello stadio Franchi, ipotesi che nelle ultime ore pare lo risolletichi, mister Commisso ha sviluppato un’idea di rilancio del business commerciale”. “Lo stesso Rocco non ne ha fatto mistero in conferenza stampa, due giorni fa: ‘Nel lavoro che aveva fatto Casamonti sulla ristrutturazione del Franchi c’erano oltre 15 mila metri quadrati di commerciale ma oggi ci siamo fatti il concetto che abbiamo bisogno di più spazi. Ci sono zone dove si può fare più commerciale anche a Campo di Marte ma sta alla città dirci se si può fare o no'”, riporta ancora il giornale, mentre lo stesso giorno La Nazione pubblica un servizio dal titolo “Stadio a Castello? Sì, ma non fast. Tutte le possibilità per realizzare l’impianto nei confini fiorentini”.
“‘Io ho una strada che è la Mercafir e confermo i 4 anni per fare lo stadio lì. Ho la mia agenda e non voglio perdere tempo. Ma se vogliamo parlare di concessione e non di vendita, parliamone. Si vuole cambiare e fare il restyling del Franchi? Parliamone. Spazi commerciali a Campo di Marte? Venti mila metri quadrati ad esempio non sono uno scherzo, occorre riflettere ma vediamo una proposta, qualcosa’ dice il sindaco, che la settimana prossima presenterà agli operatori del mercato ortofrutticolo il piano per il trasloco. Ieri intanto la giunta ha anche approvato la variante urbanistica in via definitiva”, scrive ancora La Repubblica l’11 gennaio.
Mentre il 12 gennaio La Nazione riporta che “Non solo Firenze. La proprietà della Fiorentina si sta guardando intorno. Ci sono aree nell’hinterland che potrebbero essere appetibili. Ecco vantaggi e svantaggi di tutte le possibilità”, scrive il giornale, parlando di Scandicci, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

 

Tramvia e pali

Il 12 gennaio La Nazione pubblica un articolo dal titolo “Tramvia, rivoluzione alla Stazione. Addio ai pali neri della discordia”. “La tramvia senza pali è in fase di sperimentazione a Pistoia, nello stabilimento ex Breda di Hitachi. E’ nella casa madre di Sirio che si sta progettando la nuova tecnologia che consentirà a tutti i convogli della tramvia, anche quelli già in servizio sia sulla T1 che sulla T2 di percorrere poco più di un chilometro, un chilometro e trecento metri di viaggiare ‘senza fili’ alimentati solo da batterie a grandi capacità installate sul tetto dei vagoni”, inizia l’articolo, che prosegue: “Finita la fase di progettazione, per marzo, aprile è prevista la fase di sperimentazione vera e propria sui binari fiorentini: nel tratto fra la stazione e la fermata Fallaci, ovviamente su mezzi che non trasporteranno passeggeri”. “Nel frattempo Palazzo Vecchio si prepara a dare il via ai lavori per i nuovi binari della Variante centro storico (dalla Fortezza da Basso a Piazza della Libertà fino a piazza San Marco passando da via Cavour in direzione centro e da via La Pira, via La Marmora in rientro sui viali di circonvallazione)”, scrive ancora il giornale, che poi spiega che “la sperimentazione delle batterie ad alta capacità sul tetto dei vagoni Sirio è il passo decisivo per riuscire – in un tempo relativamente breve – a togliere il maggior numero di pali anche dai percorsi delle due attuali linee tramviarie. Con particolare riferimento a quelli della Stazione di Santa Maria Novella. ‘Provvederemo appena possibile – conferma Giorgetti – quando la prima linea è stata progettata e realizzata era una possibilità che non esisteva’”.

 

Manifattura Tabacchi

“Nei quattro piani della Palazzina dell’Orologio dentro la Manifattura Tabacchi i giovani studenti di Polimoda da ieri sono impegnati a seguire le lezioni nei laboratori freschi di ristrutturazione che fanno della struttura il nuovo terzo polo della scuola di moda fiorentina”: inizia così l’articolo pubblicato l’8 gennaio dal Corriere Fiorentino, che continua: “Oltre 6.700 metri quadrati pronti ad accogliere 800 studenti internazionali sono anche il cuore dell’ambizioso piano di rigenerazione urbana firmato da Concrete Architectural Associates con lo studio fiorentino Q-bic. Un progetto unico che come la nuova Central Saint Martins di Londra a King’s Cross, è destinata a dare vitalità e nuove prospettive di sviluppo a tutto il quartiere fiorentino che ruota intorno al gigante monolitico progettato negli anni Trenta da Giovanni Bartoli e da Pier Luigi Nervi”.

 

Mercato immobiliare

“A Firenze i proprietari di bilocali e trilocali lucrano negli affitti meno di quanto fanno i loro omologhi a Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia e Prato. Lo dice Tecnocasa: in rapporto all’investimento fatto, ovvero al valore immobilizzato nella casa, nel primo semestre 2019 i proprietari fiorentini hanno ottenuto rendimenti da affitto lordi del 4,1% per i bilocali e del 3,6% per i trilocali (come a Siena, 4,1% per bilocali e 3,5% per trilocali), ma sensibilmente meno che a Pistoia (rispettivamente 5,7% e 5,5%), Lucca (5,8 e 5,2%), Prato (5,9 e 5,3%), Pisa (6,5 e 6,1%) e soprattutto Livorno”: è quanto riporta La Repubblica il 9 gennaio.

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