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Articolo / Rassegna Stampa

4 – 10 febbraio 2020

Sisma in Mugello

“C’è un protocollo d’intesa a cinque per accelerare i tempi di definizione dei danni provocati dal terremoto e determinare il costo del ripristino delle abitazioni attualmente inagibili. Lo hanno firmato presso la presidenza della Regione il Commissario alla gestione del post sisma Enrico Rossi, i sindaci di Barberino e di Scarperia e San Piero, Giampiero Mongatti e Federico Ignesti e i presidenti dell’Ordine degli Ingegneri e di quello degli architetti della provincia di Firenze, Giancarlo Fianchisti e Duilio Senesi. Il protocollo prevede prima di tutto l’istituzione di un tavolo tecnico presieduto dal Commissario. E’ previsto uno scambio continuo di informazioni tra tutti i soggetti interessati per fare in modo che tutti gli immobili siano coperti da perizia di stima”: è quanto riporta La Nazione il 7 febbraio.

 

Classificazione degli edifici

“Tutelare il patrimonio edilizio esistente significa anche farsi carico di come poterlo trasformare perché i fiorentini continuino ad abitare nell’area Unesco”: lo scrive l’8 febbraio La Nazione, spiegando che “è l’obiettivo dell’accordo tra Palazzo Vecchio e dipartimento di Architettura dell’Università per arrivare a una revisione della disciplina degli interventi ammessi attraverso una classificazione più precisa del patrimonio edilizio storico. La ricerca ha come scopo quello di definire regole e modalità di intervento sugli edifici in relazione al loro grado di valore e alle loro caratteristiche storico-tipologiche”. “Un accordo di ricerca importante – ha detto l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re – per un’area così delicata della nostra città e il rispetto di un impegno preso quest’estate con il tavolo della consulta delle professioni e con tutti coloro che avevano posto il tema della classificazione degli edifici come una delle questioni più urgenti da affrontare in vista del prossimo piano operativo”, riporta il giornale.

 

Centro storico e turismo

“Chi vive in centro se n’era già accorto, e la scienza lo conferma: in un quarto delle case del centro storico (24,90%) ormai non vivono più fiorentini, ma ‘passano’ (per un giorno o due) solo turisti”: lo riporta il 5 febbraio La Repubblica, che spiega che “tanto per avere un’idea: ogni cento fiorentini che affittano casa per viverci, ci sono 60,2 turisti che, tramite piattaforma digitale, ne affittano una per farci una vacanza”. “Lo rivela uno studio dell’università di Siena e della Sapienza”, scrive il giornale.
“Una legge speciale per le città d’arte ‘che ci riconosca più autonomia’ e che permetta di fronteggiare sia il turismo mordi e fuggi che l’aumento esponenziale di locazione turistica in centro. ‘La prossima settimana, con le altre città italiane interessate da questi fenomeni ci incontreremo a Napoli per discutere e condividere alcuni punti da porre all’attenzione del legislatore, che poi si farà carico di ascoltare tutti’. Agli stati generali sul turismo parteciperà, per Palazzo Vecchio, l’assessore Cecilia Del Re”, riporta il 7 febbraio il Corriere Fiorentino.

 

Via de’ Neri

L’8 febbraio il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “Via de’ Neri, rimedi anti-bivacco: fioriere sui marciapiedi e panchine”. “Eccoli i vasi che dalla prossima settimana il Comune posizionerà lungo il marciapiede di via de’ Neri così da combattere il degrado causato dal mangificio. Le piante, alte circa un metro, secondo le intenzioni dell’assessore Stefano Giorgetti dovrebbero fare da deterrente”, è l’inizio dell’articolo.

 

Funicolare per Forte Belveder

Il 5 febbraio il Corriere Fiorentino pubblica un intervento di Luigi Del Fante, che scrive che “in merito all’ipotizzato collegamento meccanizzato tra Piazza Pitti e il Forte Belvedere” “sento davvero il dovere intellettuale di ricordare quello che fu realmente il ‘primo’ progetto in assoluto, di fattibilità per una sorta di funicolare”. “A presentare tale proposta, negli anni ’80 fu il compianto architetto Guido Morozzi, già soprintendente ai Monumenti dal febbraio 1964 al marzo 1973, grande artefice dell’immenso cantiere di restauro della nostra città in seguito all’alluvione del 4 novembre 1966”, è un passaggio dell’intervento.

 

Stadio

“‘Noi lo stadio lo vogliamo fare davvero fast. Ma chiediamo anche al privato che vorrà acquistare l’area di essere altrettanto fast’. Il sindaco Dario Nardella presenta il bando per l’acquisto dell’area sud della Mercafir, nello stesso giorno in cui presenta il masterplan del nuovo mercato ortofrutticolo”: lo racconta il 5 febbraio il Corriere Fiorentino. “La prima data per capire se partirà o meno l’operazione stadio alla Mercafir è il 7 aprile, il termine per presentare le offerte per l’acquisto dell’area sud della Mercafir”, spiega ancora il giornale.
“Stadio sì, ma anche strade, rotatorie, svincoli, sopraelevate, una nuova fermata della ferrovia. Negozi e alberghi certo, ma anche opere, infrastrutture, adeguamenti alla viabilità. C’è da giurarci che sarebbe proprio l’opposto della canzone di Battisti, sarebbe davvero un’avventura, quella della Mercafir”, scrive il giorno successivo, 6 febbraio, La Repubblica, spiegando anche che “nelle carte del Comune è chiaramente scritto che ‘la messa in esercizio dello stadio e l’agibilità degli interventi correlati è subordinata all’esecuzione dello svincolo di Peretola e della fermata Peretola del servizio metropolitano ferroviario'”. “C’è anche l’aspetto idrogeologico: nelle carte del Comune si avverte che i terreni Mercafir sono ‘caratterizzati da una falda risalente a pochi metri dal piano campagna’. Significa che chi scava trova l’acqua, con tutti i rischi che questo comporta. Senza tralasciare il fatto che il progetto del nuovo stadio dovrà rispettare i vincoli aeroportuali connessi alla nuova pista”, riporta ancora La Repubblica.
“‘La proposta di Campi è sempre sul tavolo’. Così il vicesindaco Giovanni Di Fede torna a parlare della questione stadio della Fiorentina nell’area di viale Allende”, scrive il 7 febbraio La Nazione, aggiungendo che “secondo il vicesindaco, con delega all’Urbanistica, ‘sarebbe importante che il sindaco della Città metropolitana convocasse un tavolo dove ridiscutere, tutti insieme, delle varie funzioni e dei progetti che riguardano quest’area’”.

 

Piano del verde

“Tetti coperti di arbusti e muri rivestiti di piante rampicanti. Balconi fioriti e un piccolo parco ad almeno 300 metri da casa. E’ la Firenze del futuro, che si comincia a costruire già da oggi, con il Piano del Verde lanciato dall’amministrazione comunale. Uno degli ‘architetti’ incaricato di costruire la città a misura di ambiente è il professor Stefano Mancuso”: a riportarlo il 7 febbraio è La Nazione, che pubblica anche un’intervista allo stesso Mancuso.

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