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Articolo / Rassegna Stampa

3 – 9 marzo 2020

Cancellate

Il 3 marzo La Repubblica pubblica un’intervista al presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Duilio Senesi dal titolo “Via le cancellate, fanno male alla città. Ogni spazio sia aperto”. “Quando si alza una cancellata per proteggere un bene di tutti, vuol dire fare il male di tutti”, è un passaggio dell’intervista. “La qualità dello spazio educa le persone e, viceversa, le persone ‘fanno’ uno spazio. Lo spazio pubblico e la sua qualità, insomma, vanno rimessi al centro dell’attenzione”, spiega Senesi. Che parla anche della proposta di togliere la cancellata davanti all’Esedra della Palazzina Reale: “C’è l’interesse della Camera di Commercio, stiamo cercando di dialogare con Grandi Stazioni – afferma – perché si impegni in un progetto di restauro e rilancio della Palazzina Reale, con un mix di funzioni che la faccia vivere sia di giorno che di notte, restituendola alla città, e inserendola in un nuovo percorso che colleghi Stazione e Fortezza al posto dei varchi rimasti dopo la chiusura del binario 16. A quel punto la cancellata diventerà inutile, perché sarà la qualità dell’uso dello spazio, dinamico e creativo, le relazioni fra persone che si trattano con dignità e rispetto, a garantire vivibilità e sicurezza a tutta l’area circostante”.

 

Stadio

“Stadio alla Mercafir, capitolo per ora chiuso”: lo annuncia La Nazione il 6 marzo, spiegando che “la Fiorentina non parteciperà al bando per la costruzione del nuovo stadio a Novoli. L’annuncio era ormai nell’aria da tempo, ieri è diventato ufficiale. I motivi li ha spiegati direttamente Rocco Commisso in una lunga lettera”. “La Fiorentina ritiene che nessuna delle tre condizioni da me a suo tempo richieste (tempi rapidi, costi ragionevoli e controllo totale del progetto di costruzione e gestione dello stadio dopo il suo completamento) sia stata soddisfatta”, è un passaggio di questa lettera. A cui è arrivata la replica del sindaco Dario Nardella: “E’ un peccato che non venga raccolta una straordinaria opportunità di investimento che non riguarda solo l’impianto sportivo ma almeno altri 30mila metri quadri di attività economiche private, oltre a quelle previste all’interno di uno stadio moderno”, riporta La Nazione, che aggiunge: “Poi l’offerta di pace. ‘Saremo al fianco della Fiorentina in ogni iniziativa tesa a rendere più facili gli interventi sui monumenti, per una valorizzazione'”. La Nazione riporta anche l’intervento dell’Ordine degli Architetti di Firenze: “E’ giusto chiamare le cose con il loro nome: non si deve parlare di restyling dello stadio, ma quello che serve al Franchi è un buon intervento di restauro. Che, nell’accezione moderna e completa del termine, significa garantire il mantenimento delle sue qualità vincolate ma anche la possibilità di integrazioni e aggiunte”. “Società, soprintendenza, ministeri, istituzioni – è la richiesta – si mettano insieme a un tavolo per definire quale trasformazione sia ammissibile secondo le rispettive esigenze”.
“La prima bozza di norma per poter intervenire in modo più estensivo sugli stadi vincolati come monumenti è già stata depositata dalla deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi. È una norma ‘erga omnes’ ma che ovviamente sarà rilevante per il Franchi. Ma c’è già un primo effetto ed un’apertura da parte del governo. La richiesta di Rocco Commisso di una normativa che consenta di intervenire anche sugli stadi vincolati, per renderli moderni e poter inserire attività commerciali che ne aumentino il valore e la redditività, ha fatto breccia nella politica”, scrive il 7 marzo il Corriere Fiorentino. Che lo stesso giorno ospita anche un’intervista all’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici dal titolo “Lo stadio viola? Nella Piana. Campi e Firenze siano alleate”. E l’8 marzo sempre il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “Nuovo stadio a Campi, c’è chi dice sì. ‘È l’area più idonea, andiamo avanti'”, con alcune reazioni all’intervista all’ex sindaco: “Da Bagno a Ripoli a Scandicci: bravo Domenici, sinergia metropolitana. Palazzo Vecchio tace”, spiega il giornale.

 

Ex caserma Vittorio Veneto e cremagliera

“Un passo avanti decisivo per la trasformazione dell’ex caserma Vittorio Veneto in Costa San Giorgio nel resort d’eccellenza”: lo scrive il 3 marzo La Repubblica, spiegando che “la variante al regolamento urbanistico è già stata approvata dalla commissione urbanistica di Palazzo Vecchio e da quella del Quartiere 1. Doveva essere adottata in consiglio comunale ieri ma è stata surclassata dalla discussione coronavirus e ci andrà lunedì prossimo”. “Quanto all’eventuale cremagliera con partenza dietro alla Grotta di Madama in Boboli e sbocco al Forte Belvedere, cui accederebbero gratis clienti del resort e fiorentini, Del Re immagina qualcosa di simile alla cremagliera di Montmartre, convinta della sua utilità nel distrarre i turisti dal centro e far loro godere la bellezza altrimenti irraggiungibile del Forte Belvedere”, riporta il giornale.

 

Piazza dell’Isolotto

“Un altro passo avanti verso la nuova piazza dell’Isolotto a Firenze. Ieri mattina gli operai incaricati dal Comune hanno demolito la vecchia pensilina del mercato. In sostituzione arriverà una nuova struttura: sarà più ampia e riaccoglierà il mercato al termine dei lavori. Per la piazza è prevista una riqualificazione totale: pavimentazione priva di scalini anche per anziani e portatori handicap, inserimento di spazi verdi e restyling dell’area giochi per bambini”: è quanto racconta il 3 marzo La Repubblica.

 

Parcheggi

“Un parcheggio interrato per residenti nel piazzale di Porta Romana. È uno dei 4 progetti di parcheggi ‘pertinenziali’, quindi rivolti principalmente o quasi a residenti, che il Comune ha messo a bando. Oltre al piazzale di Porta Romana, il Comune prova a capire se queste strutture possano interessare ai fiorentini in altre 3 zone della città: via dei Renai (in Oltrarno, San Niccolò), piazzale Galileo Ferraris (davanti a Villa Il Ventaglio) e via dei Sette Santi (nello slargo compreso tra via Duprè e via Mameli, zona Campo di Marte). C’è tempo fino al 31 agosto per trovare i residenti che si mettono insieme e presentino la proposta: per le aree considerate in centro storico (come Porta Romana e via Renai) sarà necessario anche una valutazione di impatto specifica”: a scriverlo il 5 marzo è il Corriere Fiorentino.

 

Interventi su tetti e facciate

“Un extrabonus per le tasche dei fiorentini e per dare un’altra spinta al settore dell’edilizia già in crisi prima dell’arrivo del Coronavirus. Si tratta di un ulteriore sostegno per l’efficientamento energetico: l’esenzione totale della Cosap per gli interventi di rifacimento delle facciate e dei tetti a fini di risparmio energetico. Un incentivo che va ad aggiungersi al ‘bonus facciate’ attivato dal governo con la legge di bilancio 2020. L’intervento ha avuto ieri il via libera dalla giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessore all’Urbanistica e ambiente Cecilia Del Re”: lo riporta La Nazione il 4 marzo.

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