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Superare insieme l’emergenza, riscoprire la forza della nostra comunità

comunicato dell'Ordine degli Architetti PPC di Firenze

Tra le tante emergenze, questa è quella che meno ci aspettavamo. È vero che i nostri nonni ci raccontavano della Spagnola e dell’Asiatica, ma generalmente non avvertivamo incombente il rischio di una pandemia. Purtroppo capita che la vita ci imponga priorità nuove a cui non è possibile sfuggire. Ovviamente speriamo che il bilancio finale sia ben diverso dalle epidemie del secolo scorso, abbiamo oggi a disposizione conoscenze e capacità all’epoca neanche immaginabili.

Tuttavia la situazione è molto seria sia dal punto di vista sanitario che economico e richiede un grande sforzo individuale e collettivo per essere superata con il minor danno possibile. Dal punto di vista individuale c’è poco da dire oltre quello che ormai è da tutti conosciuto: distanziamento, igiene, protezioni e cautele. Vale la pena soffermarci sul senso d’impotenza che proviamo come individui e sulla salvezza che può arrivare solo dalla forza della comunità di cui facciamo parte. Dai servizi di cura e assistenza, dagli istituti di previdenza e solidarietà, dalle regole di convivenza civile, dalla cultura, dalle azioni di rilancio dopo l’emergenza.

L’Ordine degli Architetti PPC di Firenze ha piena coscienza di essere parte di quelle istituzioni collettive a cui è affidata la responsabilità di agire in nome di una comunità. Tutto il Consiglio è impegnato su più fronti per gestire la fase acuta e per richiedere azioni incisive idonee ad attenuare l’emergenza e favorire la ripresa. Azioni piccole e grandi che debbono convergere, richiamando tutti alla coesione e al realismo, rifuggendo dalle polemiche inutili e dalla demagogia. Siamo una comunità solida che ha tutte le risorse per farcela, è questo il momento in cui ciascuno è chiamato a dare il meglio di sé.

Particolarmente delicata è la situazione nel nostro settore, già fortemente ridimensionato da una decennale crisi dell’attività urbanistico-edilizia. Questa emergenza deve essere il detonatore per un ripensamento generale, che riguardi la pianificazione, le opere pubbliche, le regole che sovrintendono all’attività edilizia, gli incentivi pubblici. Vi sono irrazionalità, inefficienze, sovrapposizioni di competenze insostenibili che costituiscono un invalicabile blocco frenante alla voglia di fare, di innovare, di rimodellare lo spazio per farlo corrispondere a nuove esigenze. Impulsi vitali capaci di generare benessere che andrebbero ben sostenuti e non fatti soffocare da un coacervo inestricabile di norme e procedure. La pianificazione, le regole, sono un principio di civiltà irrinunciabile per la corretta trasformazione del territorio, ma perché se ne possa apprezzare il valore occorre che esse siano razionali, efficaci e tempestive.

Nel contingente, abbiamo prima di tutto mantenuto la nostra piena operatività, riorganizzando la segreteria dell’Ordine che rimane a disposizione degli iscritti tramite i canali indiretti (telefono, pec, mail) e lavorando in remoto come consiglieri, con riunioni in videoconferenza.

Faremo quanto di nostra diretta competenza per agevolare gli iscritti, presto sarà deliberata la posticipazione della scadenza di pagamento della quota annuale.

Insieme alla Fondazione Architetti Firenze abbiamo in programma una maggiore offerta formativa in tema di strumenti digitali, di cui in questi giorni apprezziamo i vantaggi. Pensiamo di implementare ulteriori corsi in modalità FAD e di arricchire le funzionalità del nostro sito. Le commissioni tematiche dell’Ordine saranno attrezzate per svolgere riunioni in remoto.

Su scala locale ci faremo promotori verso gli enti pubblici affinché adottino nei periodi critici modalità di interlocuzione a distanza e accettazione generalizzata di pratiche a mezzo pec o canali telematici.

I cantieri sono sostanzialmente fermi e gli investimenti privati tendono a non progredire o a interrompersi del tutto. Ma i professionisti possono in questo periodo fare attività di progettazione che potrebbe essere utile al momento in cui il sistema produttivo potrà ripartire.

Ci proponiamo quindi di essere promotori in tutte le sedi affinché piccole opere pubbliche (manutenzioni, nuove costruzioni, trasformazioni) possano essere affidate con celerità dagli enti appaltanti.

Tramite le strutture di coordinamento abbiamo fatto pressione su INARCASSA e sul Consiglio Nazionale, affinché mobilitassero risorse e iniziative utili a favore degli iscritti. Inarcassa ha varato un primo pacchetto di provvedimenti, il Consiglio Nazionale ha formalizzato alla Presidenza del Consiglio una lista di richieste. Tra queste, quella già parzialmente recepita con l’art. 103 del DL 17 marzo 2020 n° 18, con cui si dispone il differimento della scadenza anche dei titoli edilizi abilitativi.

Al momento non è stata fatta chiarezza sulle provvidenze una tantum a favore dei professionisti iscritti agli Ordini, ovviamente questo ci lascia sconcertati e ci impegna a richiedere omogeneità di trattamento tra le varie categorie economiche.

Siamo tuttavia dell’idea che i piccoli sussidi assistenziali non siano risolutivi per la nostra categoria, che assai più rilevanza avranno provvedimenti in grado di far ripartire davvero investimenti e lavoro.

Gridano vendetta i fondi non spesi per opere pubbliche già finanziate, incagliate nei procedimenti autorizzativi o nei ricorsi; la ricostruzione degli edifici terremotati che non riparte per marginali difformità dal titolo edilizio originario; la lentezza per la revisione di quelle norme obsolete che bloccano gli interventi di sostituzione edilizia e rigenerazione urbana; i ritardi per una efficiente digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Questi sono i temi che ci vedranno particolarmente impegnati e su cui chiederemo la coesione e l’impegno di tutte le professioni tecniche.

Coloro che lo desiderano possono far pervenire all’Ordine idee, suggerimenti, segnalazioni: nei limiti delle nostre forze cercheremo di essere vicini e in ascolto di tutti gli iscritti.

 

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Firenze

 

PUBBLICATO IL 20 MARZO 2020
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