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Articolo / Rassegna Stampa

17 – 23 marzo 2020

Rivoluzione della Ztl

“La rivoluzione della Ztl che ha in mente Palazzo Vecchio non arriverà prima di 9 mesi (‘Prima che partano i cantieri della tramvia per Bagno a Ripoli’, spiega l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti). Ma potrebbe cambiare quasi tutto. Avrà un costo stimato attorno ai 2 milioni e riguarderà bus, carico e scarico e parcheggi”: è questo l’inizio dell’articolo che il Corriere Fiorentino dedica al tema il 19 marzo, in cui spiega: “Primo punto della rivoluzione della Zona a traffico limitato è quello che contempla la riorganizzazione del trasporto pubblico. ‘In centro solo bussini, e possibilmente elettrici. Non appena scatterà questo piano, all’interno della città storica spariranno i mezzi da 12 metri, troppo grandi per le nostre strade, che verranno utilizzati solo al di fuori delle mura’, è l’idea della direzione Mobilità che pensava di realizzare, come fatto alla Leopolda e al Parterre, un punto di interscambio in piazza della Calza, a Porta Romana”.

Emergenza coronavirus

Edilizia e cantieri

“Fermi tutti i cantieri più grandi della città”: è quanto scrive il 17 marzo La Nazione, spiegando che “si lavora solo in qualche ristrutturazione privata e in qualche cantiere più piccolo, ma solo se si possono garantire tutti i dispositivi di sicurezza”. “In generale, però, gli edili sono almeno da giovedì e venerdì scorso fermi a casa, a smaltire ferie e permessi”, spiega il giornale. “‘E’ una bella mazzata per un settore che non è mai uscito dalla crisi e che conta circa 7-8 mila addetti’, commenta Stefano Tesi, della Filca Cisl”, continua La Nazione. “Molti cantieri – ammette il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili di Firenze, Pierluigi Banchetti, che chiede un provvedimento ad hoc per il settore – hanno evidenti difficoltà nel garantire le distanze di sicurezza in diverse lavorazioni”, riporta ancora il giornale, che aggiunge che “ai Comuni i costruttori chiedono per i cantieri sospesi la proroga di tutti i termini che riguardano le aziende: dal pagamento degli oneri tributari locali, alla scadenza dei permessi di costruire, dei titoli abilitativi e delle convenzioni edilizie, ai canoni di occupazione degli spazi ed aree pubbliche”.
“Il coronavirus ha ormai stravolto tutto: agenda politica, investimenti, cantieri. Si sono già fermati quelli di via Pandolfini e di piazza Isolotto e il futuro è carico di incognite e rinvii alle porte, a iniziare dalle nuove tramvie. Sugli eventi è come passato uno tsunami”, scrive poi La Repubblica il 20 marzo.

San Lorenzo

“San Lorenzo è irriconoscibile con le sue strade di solito affollate e ora vuote, le saracinesche abbassate, le scalinate della Basilica completamente sgombera. Qualcuno entra per fare la spesa al piano terra del Mercato Centrale, una delle poche luci accese, qualcun altro timidamente si affaccia alla finestra. E’ come se il tempo si fosse fermato nel quartiere. E per la prima volta si vedono le facciate dei palazzi e le strade nella loro interezza. Il rischio però è che San Lorenzo non tornerà mai più a essere lo stesso”: inizia così l’articolo dal titolo “Ansia San Lorenzo: ‘Rischiamo di sparire'” pubblicato il 17 marzo da La Nazione.

Container per la quarantena

“Alla periferia nord della città, fra viale Guidoni e l’aeroporto la protezione civile di Palazzo Vecchio sta lavorando a ritmi serrati per allestire (in quella nata per essere un mega parcheggio scambiatore) un’area con moduli abitativi prefabbricati destinati ad accogliere, se ce ne fosse necessità, persone in quarantena”: lo annuncia La Nazione il 18 marzo, spiegando che “l’allestimento è curato dalla protezione civile del Comune. In tutto sono previsti 30 moduli, ciascuno dotato di arredi e bagno, più altri tre per logistica, infermeria e segreteria. In ogni container potrà essere ospitata per 14 giorni una persona”.

Università: Architettura

“L’Università di Firenze, in una settimana, si è trasformata in un ateneo online. O, almeno, ce la sta mettendo tutta”: lo racconta il 17 marzo La Repubblica, sottolineando che “la preoccupazione più grande, però, arriva dagli studenti, che temono per gli esami in modalità telematica e per le lauree a distanza. Ad alzare la voce gli iscritti ad Architettura la cui discussione è prevista ad aprile: ‘In una facoltà come la nostra è fondamentale illustrare alla commissione tavole, grafici e plastici – afferma uno di loro – Com’è possibile farlo attraverso il computer?'”. “I ragazzi, con l’appoggio dei professori, chiedono in coro di poter scegliere se laurearsi comunque a queste condizioni o se posticipare il tutto a giugno”, scrive ancora il giornale.

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