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Articolo / Rassegna Stampa

24 – 30 marzo 2020

Emergenza coronavirus

Cantieri e ristrutturazioni

“Il decreto del governo ha dato un aiuto all’edilizia fiorentina e toscana. Aveva sospeso tutte le pratiche burocratiche, evitando così la cancellazione di permessi a costruire e Scia (le dichiarazioni per iniziare l’attività). Una sospensione fino al 15 aprile. Ora, se non ci sarà però un ulteriore rinvio, c’è il rischio che in tanti debbano ripartire da capo con tutta la parte burocratica, rinviando i cantieri a chissà quando. I Comuni si stanno attivando, la Regione pure. E così, se un giudizio del Consiglio di Stato aveva cancellato il blocco dell’urbanistica nel 2019, e solo dopo in tanti a Firenze avevano ripreso a chiedere permessi per lavorare in edilizia, ora il blocco dei cantieri per il coronavirus rischia di far saltare definitivamente la ripartenza del settore in città, se non si risolve questo problema. Palazzo Vecchio, ma anche tanti altri Comuni toscani, cercano di trovare un riparo. La chiave potrebbe essere quella di un provvedimento a cui la Regione sta già pensando”: inizia così l’articolo che il Corriere Fiorentino dedica alla questione il 28 marzo.

 

Lavoro

“Scatta oggi la chiusura delle attività non essenziali decisa dal Governo e l’impatto sulla ricchezza prodotta dalla Toscana sarà rilevante: le imprese che dovranno chiudere, salvo deroghe, sono ben 593.000, quasi un terzo del totale, e producono un valore aggiunto di oltre 800 milioni la settimana. E dato che la stima è di oltre 390.000 lavoratori dipendenti e 200.000 autonomi bloccati, cioè il 38% del totale degli occupati in Toscana, il rischio è che le risorse previste da Roma per la cassa integrazione Covid diventino rapidamente insufficienti”: è quanto scrive il Corriere Fiorentino il 25 marzo. “Intanto è già emergenza per il blocco produttivo, che si aggiunge a quello già in atto nel settore turistico e del commercio non alimentare”, prosegue il giornale. “La media delle aziende non garantite dal decreto è del 37,8% ma la realtà è diversa da settore a settore – spiega Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet, che ha elaborato i dati in base ai codici Ateco delle imprese indicati dal decreto – I settori più penalizzati sono, oltre a quelli dell’alloggio e ristorazione e degli altri servizi, che comprendono le attività artistiche e di divertimento, le attività sportive, l’estrattivo, il manifatturiero che è coinvolto per oltre la metà di suoi addetti e il settore edile con oltre il 60% di aziende”, riporta ancora il Corriere Fiorentino.

 

La città che cambia

Il 28 marzo La Nazione pubblica un reportage dal titolo “La nuova Resistenza silenziosa di Firenze”. “Così la pandemia sta cambiando tutta la città e noi stessi”, descrive il giornale. “Firenze al tempo della pandemia è una città trasfigurata, privata di sé stessa”, è un passaggio del reportage. “Il deserto più deserto lo trovi proprio in quelle che un tempo erano le sue strade più affollate, via Roma, via Calzaiuoli, via Tornabuoni. Al posto del caos – prosegue l’articolo – c’è oggi un deserto che a suo modo è quasi un atto di accusa: in fondo l’abbiamo desertificata noi quell’area, facendo sì che ogni abitazione, ogni luogo potesse trasformarsi in un b&b per turisti, la disneyland del turismo con la residenza che si arrende alla rendita”. “L’altra Firenze, quella che abita fuori dal cerchio imperfetto dei viali, attende diversamente la fine della pandemia”, racconta ancora La Nazione.

 

Quarantena

“L’isolamento? Anche in hotel a cinque stelle. Sono quasi tremila, a oggi, le camere messe a disposizione delle Asl dagli albergatori toscani, grazie alla convenzione stipulata con la Regione dalle associazioni di categoria, che raccolgono le adesioni, rifornendo la lista di ora in ora con nuove disponibilità”: è quanto riporta La Nazione il 26 marzo.
“Per fronteggiare l’emergenza coronavirus la Federcalcio ha deciso di mettere a disposizione della Protezione Civile fiorentina il Centro tecnico federale di Coverciano – scrive La Repubblica il 27 marzo – La Federcalcio ha offerto la disponibilità, in particolare dell’albergo e dell’auditorium (ex palestra), per ospitare persone sottoposte a sorveglianza sanitaria e per allestire alcuni posti letto per i pazienti bisognosi di ricovero”.
“Prima in Italia a partire, la Regione Toscana ha iniziato a stipulare convenzioni per l’istituzione di ‘alberghi sanitari’, distribuiti su tutto il territorio”, spiega ancora La Repubblica il 28 marzo, in un articolo dal titolo “Aperti i primi alberghi sanitari la Regione vuole arrivare a 100”.

 

Casa

“I soldi per l’affitto non ci sono più. A Firenze sono almeno diecimila gli studenti universitari fuori sede in grande difficoltà a rimanere in pari con i pagamenti”, scrive La Repubblica il 27 marzo.
“Non ci sono solo i 10mila studenti fuori sede, su un totale di 20mila, ad avere difficoltà a pagare l’affitto di aprile e dei prossimi mesi. Anche 45mila famiglie, secondo le stime del Sunia, non sanno come fare a sostenere il costo della locazione. Il rischio è ritrovarsi a fine anno con un boom di sfratti per morosità”, riporta La Nazione il 28 marzo.
“Avevano chiesto un intervento, e l’intervento arriverà. La Regione sta infatti lavorando ad un provvedimento che tamponi e curi l’emergenza affitti degli studenti universitari fuori sede, legata al coronavirus”, annuncia il 29 marzo La Repubblica, spiegando che la Regione “garantirà anche le famiglie. In questo ultimo caso, infatti, i soggetti beneficiari saranno i lavoratori dipendenti o autonomi che hanno perso la loro occupazione o che hanno comunque registrato una significativa riduzione del reddito”.

 

Controlli e spostamenti

“Prima ‘missione’, sorvegliare parchi e aree verdi. Sono iniziati i controlli dell’esercito sul fronte dell’emergenza coronavirus. Dopo le discussioni dei giorni scorsi sull’opportunità di schierare altri rinforzi per far rispettare i divieti, ieri mattina una pattuglia di soldati ha fatto la sua comparsa al parco delle Cascine. Un primo passo verso quel piano straordinario che dovrebbe entrare a regime nei prossimi giorni, e che dovrebbe prevedere tra le altre cose un massiccio ricorso alla tecnologia, in particolare con l’uso delle celle telefoniche per monitorare gli spostamenti in città e di software anti assembramento collegati alle telecamere”: a spiegarlo il 26 marzo è La Repubblica.
E il 29 marzo il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “I dati dei cellulari: a Firenze movimenti calati fino al 67%”.

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