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Articolo / Rassegna Stampa

21 – 27 aprile 2020

Edilizia

“L’intenzione della Regione era di semplificare le procedure edilizie, facendo recepire da tutti i regolamenti edilizi comunali procedure identiche. Ma le categorie professionali hanno protestato e l’assessore all’Urbanistica Vincenzo Ceccarelli, ‘sorpreso dalle reazioni’ alla scelta della Regione, apre al confronto”: è quanto riporta il Corriere Fiorentino il 23 aprile.
“Chiuso per Covid. Così molte amministrazioni pubbliche stanno interpretando l’articolo 103 del decreto legge Cura Italia che consente alle amministrazioni di prorogare o differire al 16 maggio i termini per la conclusione dei procedimenti in corso. Parliamo di licenze, permessi, pareri, nulla osta, autorizzazioni di attività private, approvazioni di domande presentate dal cittadino o dal professionista che lo rappresenta, per esempio nel campo dell’edilizia”, scriveva il 22 aprile Il Sole 24 Ore. “Anche in Toscana, dunque, la Pubblica amministrazione formalmente ‘aperta’ nella fase dell’emergenza coronavirus (sono sospesi solo i termini dei procedimenti amministrativi come disposto dal decreto legge 18/2020) è in realtà col freno a mano tirato, soprattutto nel settore dell’edilizia (si veda il Sole 24 Ore del 22 aprile), col rischio di non essere pronta a ripartire di slancio al termine del lockdown. Ed è per questo che, fiutando le difficoltà, già a fine marzo la Rete toscana delle professioni tecniche ha scritto una lettera all’Anci Toscana (come rappresentante di tutti i Comuni), alla Regione e alle quattro Soprintendenze Archeologiche, belle arti e paesaggio”, scrive il 25 aprile Il Sole 24 Ore, che fa il punto su varie città italiane e che da Firenze riporta le parole di Alessandro Jaff, il coordinatore della Rete toscana che riunisce architetti, ingegneri, geometri, periti agrari e industriali, geologi, agronomi e chimici.
“Giovedì è arrivata l’ordinanza del governatore Rossi per la ripresa in sicurezza dei cantieri, grandi e piccoli, e tutto il settore edile è pronto alla ripartenza, dopo due mesi di blocco praticamente totale”, riporta poi il 26 aprile il Corriere Fiorentino, che pubblica un’intervista al presidente di Ance Confindustria Toscana Stefano Frangerini dal titolo “Ma per far ripartire i cantieri non basterà un decreto”.

 

Mobilità e trasporti

“Un nuovo piano per la mobilità cittadina. Il sindaco Dario Nardella l’aveva annunciato, i tecnici sono al lavoro e le novità sono parecchie. Prima di tutto le fasce orarie. Dopo una giornata di riunioni l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti ne ha in mente tre. Ed è su queste che imprese, uffici, aziende dovranno riprogrammare la partenza dopo il 4 maggio. Perché è impensabile che la città possa tornare a muoversi tutta insieme e perché è fondamentale l’organizzazione di spostamenti sicuri utilizzando i mezzi pubblici. Il ritorno massiccio all’uso dell’auto privata bloccherebbe la città”: è quanto annuncia La Nazione il 21 aprile. “Non basta, Palazzo Vecchio sta lavorando anche sul trasporto alternativo, attraverso bici elettriche e monopattini”, continua il giornale.
“Ecco la prima certezza: nella Firenze post pandemia il sistema dei trasporti pubblici dovrà essere radicalmente ripensato”, scrive il 22 aprile il Corriere Fiorentino, che sulle tramvie aggiunge: “Saltano così i piani finanziari per il futuro, forse anche le scelte sulle linee da costruire andranno riviste, da Bagno a Ripoli al passaggio in centro”.
“La realtà dei numeri convince anche il sindaco Dario Nardella. Sulla tramvia occorre ‘ripensare il modello organizzativo-gestionale e dal punto di vista finanziario’. Il sindaco, sollecitato da Lady Radio, conferma che le nuove linee ‘si faranno’ ma ‘il progetto della tramvia si regge su un rapporto pubblico-privato con determinati obiettivi di profitto. Il finanziamento per la costruzione si basa anche su soldi pubblici, da Regione e Comune: dobbiamo capire quali saranno le nostre disponibilità economiche. Il mio obiettivo è recuperare il più possibile il tempo perso’. Ma intanto c’è una certezza: i lavori per il collegamento dal centro (il proseguimento dalla Fortezza a San Marco passando dai viali) non partiranno in estate. Doveva partire prima di luglio, se ne riparla più avanti, annuncia il sindaco”, riporta ancora il Corriere Fiorentino il 23 aprile.
E sempre sul Corriere Fiorentino va avanti il dibattito sul futuro di Firenze dopo il coronavirus, con vari interventi pubblicati sul giornale: il 26 aprile c’è quello dell’ex assessore all’Urbanistica Gianni Biagi.

 

Ex Poste di via Pietrapiana e residenza in centro

“Residenza in centro, prima scossa. Dopo un’istruttoria degli uffici durata più di un anno Palazzo Vecchio approva la convenzione urbanistica per il rilancio di un immobile simbolo, le ex Poste di via Pietrapiana, gioiello dell’architettura di Giovanni Michelucci, coi suoi piani sfalsati e i volumi sovrapposti. Niente alberghi e niente mega suites di lusso stavolta ma appartamenti pensati per le famiglie, uffici che, al netto della crisi, potrebbero attrarre nuove aziende e al pian terreno spazi commerciali di medie dimensioni. Non solo: con gli oneri di compensazione che il Comune incasserà una volta che l’intervento verrà autorizzato – circa 1 milione – sarà completata la pedonalizzazione di via Pietrapiana e di fatto, sul lato dell’edificio, oggi invaso di motorini e parcheggi, nascerà una nuova grande piazza con percorsi ciclabili. Di modo da rendere l’operazione più attrattiva per chi vorrà comprare casa in centro”: è quanto scrive La Repubblica il 25 aprile. “Il palazzone all’incrocio perfetto tra Santa Croce e Sant’Ambrogio si candida ora a diventare primo esempio del nuovo modello verso cui il sindaco Dario Nardella ha detto di voler andare col prossimo Regolamento urbanistico”, continua il giornale.

 

Spazio pubblico e dehors

“Raddoppiare gli spazi di suolo pubblico per locali e ristoranti nel periodo estivo, senza far pagare un euro in più ai proprietari dei dehors. Ecco come ripartire, rispettando le norme di distanza sociale imposte dall’emergenza Covid. E’ quanto contenuto in un dossier riservato allo studio di Palazzo Vecchio, che contiene le prime linee d’azione per gestire la ripartenza delle attività economiche così duramente colpite dalla crisi”: lo racconta La Nazione il 24 aprile. “Raccogliendo il grido di allarme degli operatori, il Comune sta lavorando ad un piano che consenta nel periodo estivo e in orari predefiniti la possibilità di concedere il raddoppio dello spazio pubblico con sedie e tavolini ai locali all’aperto”, continua il giornale, che spiega anche che “ci sono però degli scogli da affrontare, ed è quanto si farà nei prossimi giorni. Prima di tutto, per le zone del centro storico serve il parere della Sovrintendenza. Inoltre, ad eccezione delle aree pedonali, vanno fatte verifiche di compatibilità col traffico e la sicurezza stradale. Necessario infine un confronto con i residenti”.

 

Aiuti e professioni

“Le prime facce nuove sono state colf e badanti. Poi sono arrivati dipendenti di bar, ristoranti, alberghi. Gli operai dell’edilizia e del tessile in attesa della cassa integrazione. I parrucchieri. I giostrai. Commercianti con le attività chiuse. Artigiani. Anche avvocati, architetti, odontotecnici, amministratori di condominio e proprietari di immobili in affitto turistico oggi deserti e senza altra fonte di reddito si sono ritrovati a chiedere aiuto e spesso le loro richieste sono anche state respinte”: lo riporta il 23 aprile La Repubblica, spiegando che “è una fotografia inedita quella che arriva dai Comuni toscani che stanno gestendo i circa 22 milioni di euro arrivati dallo Stato come contributo per la spesa. La gelata economica del coronavirus ha cambiato lo scenario, disegnando nuove fasce sociali a rischio povertà in settori fin qui al riparo”.

 

Stadio

In un’intervista alla Gazzetta Sportiva del 26 aprile, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso parla anche della questione stadio. Sul progetto del nuovo impianto “rispetto a dieci mesi fa, quando siamo arrivati, forse abbiamo fatto un passo indietro. E questo nonostante una miriade di riunioni che hanno visto protagonisti il sottoscritto, Joe Barone e i nostri avvocati e architetti. Lo Stato vuole aiutare il calcio? Allora cambi leggi vecchie. Aiuti i privati a costruire impianti o a ristrutturare stadi già esistenti superando certi vincoli”, sono alcune delle sue parole.

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