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Articolo / Rassegna Stampa

5 – 11 maggio 2020

Attività professionali

Il 6 maggio La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Le attività professionali bloccate dalle norme anti-contagio”, in cui annuncia: “Costi alti per le sanificazioni e selva di prescrizioni: migliaia di studi di architetti, avvocati, psicologi rischiano di non riaprire”. “‘Un dramma, non so come altro definirlo’. È perentorio Ivo Liserani, presidente di Confprofessioni, l’associazione che rappresenta 18 libere professioni in ambito sanitario, tecnico, economico e giuridico, alle prese in questi giorni con uno stillicidio di SOS, e che ha appena diffuso fra i suoi associati (110 mila in Toscana) una nota di chiarimenti”, inizia l’articolo. “Decine di professionisti di ogni categoria, con studi piccoli, o poco avviati, preferiscono non riaprire in attesa di tempi migliori. ‘Siamo vittime del solito vizio italiano di burocratizzare tutto, rendendo le norme inapplicabili’, dice il presidente di Confprofessioni, che ha chiesto alla Regione un tavolo dove discutere di ‘semplificazioni'”, prosegue il giornale.

 

Centro storico e residenza

All’Accademia delle Arti del Disegno, “le due classi di Architettura e di Discipline Umanistiche e Scienze hanno elaborato congiuntamente un documento operativo, da offrire alla città come contributo per osservazioni e confronto, da cui scaturire analisi, proposte, idee, progetti”: lo racconta il 6 maggio La Nazione, spiegando che “gli Accademici si soffermano sul centro storico, dove a loro avviso il problema non è più quello del controllo di un turismo di massa disordinato che si impadronisce degli spazi, costringendo i cittadini ad andarsene, ‘ma appare, quasi all’opposto, quello di ridar vita a un centro storico oggi abbandonato dal turismo, svuotato da attività e servizi, spopolato dai residenti'”. “Serve il recupero di complessi dismessi per abitazione sociale sul modello delle ex Murate – prosegue il documento – . Pensiamo anche al complesso di Sant’Orsola. Ma vanno mantenute anche le attività artigianali tradizionali”, scrive ancora il giornale.

 

Tavoli all’aperto ed Estate fiorentina

“Più suolo pubblico per tavolini e sedie. E’ la richiesta dei ristoratori di piazza Santo Spirito che si sono rimboccati le maniche e insieme ad alcuni professionisti hanno preparato un progetto, già inviato al sindaco Nardella, che gli consentirebbe di poter aprire le proprie attività e salvare i posti di lavoro”, riporta La Nazione il 7 maggio.
Mentre le categorie “stanno preparando un lungo elenco di strade dove vorrebbero far mettere i tavolini fuori ma soprattutto sono intenzionate a porre un paio di condizioni destinate a far rumore: la prima è della sola Confcommercio con Aldo Cursano ed è quella che quest’anno non vengano autorizzati chioschi e ristoranti dell’Estate fiorentina come la spiaggina di San Niccolò o lungarno del Tempio, per evitare altra concorrenza; la seconda è condivisa anche da Confesercenti ed è quella che quest’anno non venga rimessa la ztl notturna estiva a partire da giugno”, racconta lo stesso giorno La Repubblica.
“‘I nostri uffici sono al lavoro per la redazione di un piano che consenta uso di sedie e tavolini all’aperto per ripartire e per farlo in sicurezza’ spiega l’assessore allo Sviluppo economico Federico Gianassi”, scrive l’8 maggio il Corriere Fiorentino.

 

Stadio

“La politica sta prendendo coscienza della necessità di favorire le società, piccole e grandi, che hanno la volontà di restaurare i vecchi stadi o di realizzarne di nuovi. Un’accelerazione sul fronte impianti è arrivata da Dario Nardella, Sindaco di Firenze e firmatario della Legge sugli stadi ancora in vigore. È stato lui a riconoscere che il suo testo va cambiato, anche in maniera profonda”: è quanto scrive il 7 maggio La Gazzetta dello Sport. “In Parlamento è già stata depositata a firma della senatrice Pd Rosa Maria De Giorgi una Proposta di Legge che interviene sul restyling degli stadi di interesse storico”, continua il giornale, che sul tema pubblica lo stesso giorno anche un’intervista a Nardella.
“E all’improvviso rispunta fuori il restyling del Franchi. Lo ha svelato il sindaco Nardella in un’intervista alla Gazzetta dello sport. O meglio, ha spiegato che una modifica alla sua legge sugli impianti sportivi potrebbe sbloccare in tempi rapidi la situazione del Franchi e di qualche altro stadio monumentale, come il Dall’Ara ad esempio”, scrive il giorno successivo, 8 maggio, La Repubblica.
“Negli ultimi giorni la politica cittadina ha tirato in ballo il restyling del Franchi auspicando l’arrivo di una nuova legge sugli stadi, eppure Commisso è tornato a spingere sull’idea del nuovo stadio, anche fuori dal Comune di Firenze, magari nella zona di Campi Bisenzio”, riporta poi il 10 maggio il Corriere Fiorentino.

 

Ex area Fiat di Novoli

“Dopo decenni di abbandono (il complesso è stato dismesso negli anni ’80) anche l’ultimo ritaglio dell’ex area Fiat di Novoli diventerà un pezzo di città, acquistando un nuovo significato architettonico e urbanistico. L’ex centrale termica del vecchio stabilimento, con la sua ciminiera, sarà presto trasformata in spazio pubblico polifunzionale (che sarà poi dato in gestione a privati con un bando), articolato su tre livelli, con un’area informativa al piano terreno, un centro espositivo culturale al primo piano, e in cima una grande terrazza panoramica con ristorante”: così La Repubblica descrive il progetto il 7 maggio. “‘Grazie a questo recupero’, ha detto l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re, ‘la Centrale termica di Novoli, con le sue funzioni pubbliche e di servizio, unica memoria rimasta dell’insediamento produttivo preesistente, diventa un luogo simbolico di passaggio dal passato al futuro della città, affiancandosi al nuovo viadotto della tramvia per trasportare sempre più il quartiere di Novoli nella modernità'”, riporta il giornale.

 

Piazze e cantieri

“Firenze riparte, o almeno ci prova. E riparte da dove aveva lasciato il lavoro ancora non finito. Tra le tante cose sospese di questo periodo straordinario ci sono anche i cantieri di rifacimento delle piazze fiorentine. Quelli interrotti per la crisi del coronavirus e poi ripartiti. Tre piazze, gestite dall’assessore Cecilia Del Re: cioè piazza Indipendenza, piazza della Vittoria e piazza Pier Vettori”: inizia così l’articolo dal titolo “Riaprono i cantieri in tre piazze. Indipendenza sarà color rosa” pubblicato l’8 maggio sul Corriere Fiorentino.

Intanto, “riparte a Firenze il cantiere per il completamento del Teatro del Maggio musicale – annuncia il 9 maggio La Nazione – La speranza di Palazzo Vecchio è che i due mesi di stop per il lockdown possano essere recuperati dal momento che festival ed eventi sono rimandati, così da rispettare i tempi previsti: nuovo auditorium completato nel 2021, fine di tutti i lavori a primavera 2022″.

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