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Articolo / Rassegna Stampa

12 – 18 maggio 2020

Città d’arte

“Firenze e le altre città d’arte ‘rischiano il default’. Dario Nardella e i sindaci di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Palermo, Rimini lo scrivono così, senza troppi giri di parole, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, subito dopo aver letto la bozza del decreto legge Rilancio. I sette sindaci protestano in particolare per il mancato riferimento al ristoro dell’imposta di soggiorno”, scriveva il 12 maggio il Corriere Fiorentino, aggiungendo: “Se il governo non accoglierà le richieste ‘ponderate e motivate’ dei sindaci, ‘le nostre città rischieranno seriamente il default e l’impossibilità oggettiva di spingere il sistema paese nella ripresa economica e turistica’”.
Per ora “nemmeno i musei civici, e in primis il simbolo della città per eccellenza, Palazzo Vecchio, potranno riaprire i battenti. Firenze non può permetterselo”, annuncia il 13 maggio La Nazione, spiegando che “ieri Nardella ha messo in fila i servizi essenziali che, senza i 49 milioni di euro della tassa di soggiorno, sarà costretto a rivedere”.
Lo stesso giorno il Corriere della Sera pubblica un’intervista al sindaco Dario Nardella: “Ho creato un gruppo di esperti per predisporre un piano che si chiama ‘Rinasce Firenze’, che punta a rivoluzionare il modello attuale. Vogliamo recuperare un turismo più sostenibile. Il nuovo regolamento urbanistico riporterà le funzioni nel centro di Firenze, per cercare di liberarlo dalla schiavitù del turismo di massa e restituirlo ai residenti”, è una delle risposte di Nardella.
“Il giorno dopo il decreto ‘Rilancio’ è il momento dei commenti e delle considerazioni, anche se ancora non è stato pubblicato. Ma per il sindaco Nardella basta e avanza per fare due conti che almeno per adesso per Firenze non tornano. ‘Abbiamo ottenuto la creazione di un fondo ad hoc per ristorare i comuni sulla mancata entrata dell’imposta di soggiorno, che abbiamo stimato in 700 milioni. In questo fondo voluto da Franceschini ci sono solo 100 milioni: è un primo passo, ma non basta, continueremo la nostra battaglia in parlamento'”, scrive La Repubblica il 15 maggio.
“Sì al ritorno dei turisti ma no al ritorno del turismo di massa a cui eravamo abituati. Per centrare l’obiettivo, nuovi musei e aree super pedonali in periferia, modello ‘superillas’ di Barcellona, in grado di attrarre arte, cultura, commercio”: così La Repubblica introduce poi l’intervista all’assessore all’urbanistica, al turismo e all’ambiente Cecilia Del Re, pubblicata il 17 maggio.

Il 16 maggio il Corriere Fiorentino pubblica invece un’intervista all’assessore Sacchi dal titolo “Finiti i soldi, si cambia moneta. Nel nuovo centro largo all’arte”. “Musei chiusi, teatri chiusi, concerti silenziati, turismo assente. Ma al contempo la volontà – per ora solo annunciata dal sindaco Dario Nardella – di avviare una ‘rivoluzione urbanistica e culturale’ per dare a Firenze un futuro diverso. Ma come? ‘Quando non ci sono più soldi da spendere – premette l’assessore fiorentino alla Cultura Tommaso Sacchi – occorre cambiare moneta, e quella che Firenze ha da spendere sono i suoi spazi'”, scrive il giornale.

Centro e Ztl

“Aprire il centro per salvare le piccole aziende e riportare i fiorentini a vivere il cuore della città. Per negozianti, ambulanti, ristoratori e gestori di locali abolire la zona traffico limitata è l’unica soluzione per salvare migliaia di posti di lavoro nati per servire milioni di turisti che ogni anno arrivano in città. ‘No Ztl’ è la proposta messa nero su bianco da diversi esercenti che da ieri hanno cominciato a esporre cartelli sia all’interno che all’esterno delle proprie attività”, riporta il 14 maggio La Nazione.
“Di certo c’è che una novità piuttosto grossa in merito è arrivata ieri con il blocco della Ztl estiva (quella che andava dalle 23 alle 3 di giovedì e venerdì con il no stop del sabato) annunciato dall’assessore alla mobilità di Palazzo Vecchio Stefano Giorgetti. ‘Un provvedimento provvisorio dettato dall’emergenza. – spiega – Per il momento di notte si potrà continuare a entrare, nessun blocco. Poi valuteremo più avanti se prolungarlo o meno'”, scrive sempre La Nazione il giorno successivo, 15 maggio.
“Tornare in centro. Per far ripartire i negozi, i ristoranti che riusciranno a riaprire con le nuove norme e senza turisti. Così, per dare una spinta a Firenze nelle prossime due settimane sarà possibile parcheggiare gratuitamente in quattordici autorimesse private del centro”: annuncia poi il 17 maggio ancora La Nazione, spiegando che si tratta di “un’intesa raggiunta dall’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti con i rappresentanti di un gruppo di garage per dare il via alla fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid-19”. “La Ztl diurna – ha aggiunto Giorgetti – resta in vigore per tutelare i residenti a fronte della mancanza di parcheggi in strada. Ma abbiamo lavorato per dare una opportunità di sosta per chi vuole recarsi in centro”, riporta il giornale.

Tavoli all’aperto

“Da una decina di giorni Palazzo Vecchio sta lavorando sulle linee guida cercando di semplificare la procedura anche se sarà il consiglio comunale a dover approvare il piano”, scrive il 18 maggio La Nazione, aggiungendo che “di problemi da risolvere ce ne sono ancora parecchi: tavolini e sedie (senza ombrelloni) potranno facilmente occupare le aree già pedonali o i marciapiedi cittadini abbastanza larghi, ma laddove sarà necessario pedonalizzare o comunque cancellare parcheggi per le auto per apparecchiare i tavoli la procedura potrebbe complicarsi. Gli uffici tecnici stanno raccogliendo le proposte: per ora ne sono arrivate una trentina”.

Mobilità

Il 16 maggio La Repubblica intervista l’assessore Giorgetti, a cui sottopone le idee per la Firenze futura che il giornale ha chiesto di inviare ai lettori lanciando una nuova iniziativa. “La maggior parte delle proposte dei nostri lettori riguardano la mobilità a 360°: piste ciclabili, tramvia, ztl, isole pedonali. Tra quelle realizzabili e quelle meno praticabili, l’assessore alla mobilità e trasporto pubblico locale Stefano Giorgetti risponde”, scrive La Repubblica introducendo l’intervista dal titolo “Entro l’anno avremo piste ciclabili per Sesto e Scandicci”.

Porte di ingresso alla città

Il 17 maggio il Corriere Fiorentino pubblica un intervento dell’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re dal titolo “Nuove porte d’ingresso, con concorso mondiale”. “Lavorare sulle porte d’ingresso della città, infatti, vuol dire allargarne il cuore, estendendo anche alla città più moderna la dignità che troppo spesso viene ahimè riconosciuta alla sola città storica. Nella variante di medio termine al Regolamento Urbanistico approvata lo scorso mese in Consiglio comunale, abbiamo iniziato a farlo, allargando l’orizzonte anche oltre i confini comunali”, è un passaggio dell’intervento. “Il più grande pregiudizio da superare, infatti, è in realtà proprio quello di continuare ad identificare Firenze nel suo solo centro storico. Per questo, occorrono nuovi simboli della città da cui ripartire per ampliare i nostri orizzonti ed anche la sua narrazione”, scrive ancora Del Re.

Stadio

“Un gruppo di consiglieri regionali e comunali, con i tre ex candidati sindaci di Firenze Andres Lasso, Fabrizio Valleri e Antonella Bundu ha scritto una lettera al numero uno viola. Nel documento citano gli esempi di Bergamo e Bologna, dove lo stadio è stato e sarà ristrutturato. E indicano proprio quelli come modelli da seguire in questa fase di ripartenza”: lo riporta il 15 maggio il Corriere Fiorentino in un articolo dal titolo “Un appello a Commisso: punta sul Franchi”. “Il gruppo – continua il giornale – è convinto che se Commisso fosse disposto a rivedere la portata dei propri progetti ‘con un bando internazionale, i migliori architetti del mondo sarebbero entusiasti di cimentarsi’ nell’ammodernamento dello stadio. Da parte sua il presidente viola insiste sulla questione vincoli: ‘Non considero il Franchi un monumento, è uno stadio dove le persone vanno a vedere le partite. Nessuno si deve arrabbiare per questo. Si sta rovinando il paese con il fatto di considerare gli stadi dei monumenti'”.

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