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Articolo / Rassegna Stampa

19 – 25 maggio 2020

Cupola Fantastica

“Sono state quasi 400 le Cupole fantastiche realizzate dai bambini toscani e di diverse nazionalità che hanno accettato, durante il periodo del lockdown, la sfida lanciata dalla Fondazione Architetti Firenze e quindi aderito all’originale progetto creativo che li ha visti reinterpretare il capolavoro di Filippo Brunelleschi nel 600esimo anniversario della sua costruzione. Un vero e proprio concorso che con il patrocinio del Comune di Firenze e la partecipazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore, ieri nel giorno esatto in cui, seicento anni fa, presero avvio i lavori per la celebre opera si è concluso con l’annuncio dei vincitori”: lo racconta il 21 maggio il Corriere Fiorentino. Lo stesso giorno, anche Il Tirreno dedica un articolo all’iniziativa lanciata dalla Fondazione Architetti Firenze, di cui parlano anche molti articoli on line che pubblicano fotogallery dei lavori vincitori.

 

Stadio

“Ribadisco che la Soprintendenza auspica che la Fiorentina continui a giocare al Franchi. È un problema di progetto. L’unico a noi presentato prevedeva la demolizione del 40% del Franchi e non era accettabile. Nelle carte di Nervi però abbiamo verificato l’esistenza di una variante mai realizzata che prevedeva l’uso degli spazi sotto le curve: coperti con vetrate potrebbero ora ospitare negozi e ristoranti. Noi non facciamo i progettisti. Forse tanto il Comune, che già lo aveva in mente, quanto la Fiorentina, potrebbero ora pensare a un concorso internazionale di idee. Potrebbe essere la strada giusta”: è quanto afferma il soprintendente Andrea Pessina intervistato il 20 maggio da La Repubblica.
“Bisogna fare presto e snellire la burocrazia: non investirò nemmeno un centesimo se i miei suggerimenti saranno poi sindacati. Sono pronto al dialogo ma le mie decisioni non possono essere messe in dubbio”: sono alcune parole di Rocco Commisso a proposito del futuro del Franchi riportate il 21 maggio dal Corriere Fiorentino, che scrive anche che intanto “i suoi uomini continuano a lavorare intensamente sulle altre ipotesi (Campi Bisenzio su tutte) nell’area metropolitana. La partita insomma, è aperta”.
E sempre il Corriere Fiorentino il 23 maggio pubblica un articolo dal titolo “Franchi, le condizioni di Rocco: nuovo con la torre di Maratona”.
Il giornale torna sul “caso stadio” anche il giorno successivo, 24 maggio, con un articolo dal titolo “Franchi, la palla passa a Roma. Al ministero vertice sui vincoli”: “Alla direzione generale del ministero – scrive il Corriere Fiorentino – le carte e il percorso del procedimento che ha portato il soprintendente della Toscana, Pessina, ad emanare il decreto che dichiara monumento il Franchi con i relativi vincoli non sono state analizzate nel dettaglio, ma la prossima settimana ci sarà una riunione proprio su questo. Presto per capire l’orientamento del ministero, per fare un paragone con il sì alla demolizione di San Siro a Milano che al contrario del Franchi non è stato dichiarato monumento, ma già il fatto che tutte le carte saranno esaminate dalla direzione generale è un primo, importante, segnale politico. C’è poi l’accelerazione del disegno di legge presentata dalla parlamentare fiorentina del Pd, Rosa Maria Di Giorgi che prevede la ristrutturazione degli stadi anche se monumenti nazionali, lasciando solo parti esterne che assicurino la memoria e il segno architettonico dell’impianto”.

 

Cantieri

“La riapertura e ripartenza di una città si vede anche dai lavori che mette in cantiere. Bene, sotto questo profilo, si può dire che Firenze è già pronta con un rilancio da 35 milioni di euro (soldi comunque già stanziati sul bilancio del 2019) per i lavori pubblici nei settori antisismico, antincendio, efficientemente energetico e sicurezza degli edifici. Un piano di interventi su immobili monumentali, edifici scolastici, impianti sportivi e non solo per rendere più sicuri ed efficienti gli immobili cittadini, dando al contempo una spinta alle attività del settore edilizio, che in questo momento sta vivendo un periodo di difficoltà estrema (in realtà cominciato già prima dell’emergenza Covid)”: inizia così l’articolo pubblicato il 25 maggio su La Repubblica.

 

Uffizi due fuori dal centro

“‘Gli Uffizi due fuori dal centro’. Un nuovo grande museo per portare il turismo, quando ripartirà, su rotte nuove, capaci di arricchire tutta la città. Mai come oggi l’eterno tema di come impostare una nuova vocazione culturale di Firenze si deve ritenere attuale, dice il soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici Andrea Pessina rispondendo anche alle idee inviate dai fiorentini a Repubblica”: La Repubblica introduce così l’intervista a Pessina pubblicata il 20 maggio.
“‘Sì agli Uffizi 2 fuori dal centro, condivido l’idea del soprintendente Pessina’, dice Dario Nardella, cui subito balena in mente pure la suggestione di una location come l’ex caserma dei Lupi di Toscana. Perché un’operazione del genere sia sostenibile, tanto più in una fase come questa, serviranno grandi fondi privati, è convinto il sindaco”, riporta sempre La Repubblica il 21 maggio.
“Tanti piccoli Uffizi. Al direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, piace l’idea lanciata dal soprintendente Andrea Pessina di una ‘delocalizzazione’ di parte delle collezioni del più importante museo italiano in luoghi periferici della città e del territorio. Purché ‘si tenga presente la necessità di una diversa fruizione del patrimonio, senza rischiare di spostare anche i problemi, oltre alle opportunità’. In altri termini, ‘ben vengano gli Uffizi 2, ma anche 3, 4, 5. E cioè non una nuova mega struttura costruita per dirottare i grandi flussi dall’altra parte dell’autostrada, ma piuttosto un modello policentrico, fatto di tanti piccoli musei pensati per i cittadini, e non soltanto per i turisti'”: scrive poi La Repubblica il giorno successivo, 22 maggio.

 

Tavoli all’aperto

“Strade, piazze, giardini. Firenze si prepara ad apparecchiare l’estate. In centro e in periferia sedie e tavolini, da giugno a settembre, saranno le armi per combattere la guerra più dura: quella della ripresa economica. Ieri la giunta di Palazzo Vecchio ha approvato a tempo di record la delibera presentata dall’assessore allo Sviluppo economico Federico Gianassi con le linee guida per quella che potrebbe essere la più grande pedonalizzazione dal basso mai fatta a Firenze”: lo scrive il 20 maggio La Nazione, spiegando che “gli esercenti presenteranno i loro progetti per occupare tratti di strade, appunto, ma anche solo marciapiedi e parcheggi, e starà poi ai tecnici degli uffici mobilità dare l’assenso. Con i residenti che dovranno rassegnarsi a un’estate di pazienza per dare una mano alla ripresa”.

 

Piazze e movida

“Pronti via e stop. Quasi un testacoda per Santo Spirito. Dopo il primo sabato notte post lockdown, la piazza è già in libertà vigilata, un sorvegliato speciale. È l’eredità del suo successo o la conseguenza degli eccessi della sua movida. Se non sarà proprio a numero chiuso, poco ci manca. Il capo dei vigili urbani ha annunciato che da ieri notte si sperimenta la ‘regimentazione degli afflussi’. Traduzione: quando il livello delle presenze tracima, le forze dell’ordine possono sconsigliare gli ingressi nella piazza per una questione di sicurezza. Non si tratta di un vero e proprio divieto, almeno per ora”: lo riporta il 25 maggio La Repubblica.

 

Ex Meccanotessile

“Cinquanta appartamenti di piccolo taglio ad affitto calmierato destinati a giovani coppie, single o famiglie composte da due o tre persone nell’ex complesso del Meccanotessile. È quanto è stato stabilito dalla giunta approvando una delibera dell’assessore alla Casa Andrea Vannucci nel progetto di recupero di questa area di proprietà comunale di circa 27.500 metri quadrati, che nei piani dell’amministrazione continuerà ad avere spazi e funzioni pubbliche anche a servizio del quartiere”: è quanto annuncia La Repubblica il 21 maggio.

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