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Approvata la legge sull’equo compenso

Comunicato stampa della Rete Toscana delle Professioni Tecniche

Un grande passo in avanti, ma la nostra attenzione resterà alta fino a quando la legge non entrerà in vigore dopo la stesura delle linee guida, un ulteriore passaggio di cui non comprendiamo bene la necessità soprattutto in un momento come questo, spiega la Rete Toscana delle Professioni Tecniche che conta 45.000 iscritti e che ha partecipato attivamente al percorso di stesura della legge. “Disponibili a dare ancora il nostro contributo, ma non perdiamo tempo”.

 

“Un passaggio storico e fondamentale per i professionisti, ma la nostra attenzione resterà alta fino a quando la legge non sarà entrata in vigore, dopo la stesura delle linee guida. Ribadiamo tutta la nostra disponibilità a dare un contributo anche in questo passaggio, ma non deve essere perso altro tempo”: con queste parole Alessandro Jaff, coordinatore della Rete Toscana delle Professioni Tecniche, commenta la legge “Disposizioni per la tutela delle prestazioni professionali rese a favore della pubblica amministrazione regionale e locale e della committenza privata nell’ambito dei procedimenti amministrativi”, ovvero la legge sull’equo compenso e la certezza dei pagamenti approvata ieri (dal Consiglio Regionale della Toscana.

“È una norma che restituisce dignità al lavoro dei professionisti e in particolare a quello dei giovani, che troppo spesso non vedono riconosciuto il valore del proprio lavoro. Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che si sono impegnati con grande determinazione per raggiungere questo storico risultato”, continua Jaff a proposito della legge, che contiene alcuni importanti principi volti a tutelare le prestazioni dei professionisti e la loro qualità, ponendo in sostanza attuazione al dettato dell’articolo 36 della Costituzione che dispone il principio secondo cui il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del suo lavoro.

La legge regionale rende obbligatoria la dichiarazione, da parte di chi presenta la pratica, di aver sottoscritto una lettera di affidamento d’incarico già prevista per legge, e che ogni istanza resa a una pubblica amministrazione (ad esempio per lavori di ristrutturazione) contenga la dichiarazione che gli obblighi contrattuali siano stati assolti. La norma pone dunque una “doppia” tutela: sia per il cittadino (o per qualsiasi altro committente) che sarà garantito nella prestazione resa, sia per il professionista, nel riconoscimento del proprio corrispettivo in tempi certi.

La Rete Toscana delle Professioni Tecniche, costituita da tutte le rappresentanze ordinistiche tecniche toscane e che conta circa 45.000 lavoratori iscritti, ha partecipato in maniera attiva nel percorso di stesura della legge, intervenendo nei suoi passaggi istituzionali.

“Lascia un po’ di amaro in bocca il fatto che all’ultimo momento sia stato presentato un emendamento che subordina l’entrata in vigore della legge alla stesura di linee guida. Non comprendiamo bene la necessità di questo ulteriore passaggio, a maggior ragione ora che dobbiamo impegnarci a semplificare norme e procedure. Su tutti i tavoli stiamo chiedendo di sfrondare il sistema da inutili complicazioni che determinano aggravi e costi per la collettività – spiega Jaff – la Rete Toscana delle Professioni Tecniche è comunque disponibile a dare il proprio contributo anche nella stesura delle linee guida, e continuerà a porre la massima attenzione perché non ci siano slittamenti oltre i 60 giorni previsti e perché questi ulteriori passaggi non finiscano per rendere vana l’applicazione della legge. La nostra battaglia, insomma, non è ancora finita”.

La legge approvata ieri – ricorda infine la Rete Toscana delle Professioni Tecniche – ha un corpo normativo costituito da 5 articoli e altre regioni prima della Toscana hanno approvato leggi simili senza l’introduzione delle linee guida.

Comunicato stampa del 27 maggio 2020

 

Documenti scaricabili:
Proposta di legge
Emendamento

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