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Articolo / Rassegna Stampa

26 maggio – 1 giugno

Piano “Rinasce Firenze”

“Caccia ai grandi capitali internazionali per salvare la città. A un anno esatto dalla rielezione, dopo i tre mesi che hanno cambiato il mondo, Dario Nardella eleva al massimo livello l’allerta su Firenze”: lo scrive La Repubblica il 28 maggio, dopo la presentazione del piano “Rinasce Firenze” tenuta dal sindaco nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, aperto per l’occasione “alla classe dirigente della città per presentare un piano in 9 punti per la riscossa e soprattutto per lanciare al mondo il messaggio della capitale del Rinascimento che chiede aiuto”, spiega il giornale.

 

Tramvia in centro

“Il tram al Duomo. Anzi, quasi. Dieci anni dopo l’addio che cambiò per sempre il volto della città, l’idea dell’attraversamento dei binari del centro riappare sotto nuove forme nelle carte del piano per la Firenze post Covid di Dario Nardella”: lo scrive il 28 maggio La Repubblica, spiegando che “quel che Palazzo Vecchio immagina ora è un allungamento di una tramvia già in fase avanzata di progettazione, il ‘braccio’ Fortezza-Libertà-San Marco, i cui lavori potrebbero partire alla fine dell’anno. Senza più fermarsi in San Marco, un binario o forse due potrebbero spingersi in via Cavour, più o meno fino all’altezza della Prefettura, a ridosso dell’inizio di via Martelli. In pratica a 250 metri dal Duomo. Da lì poi bussini elettrici potrebbero connettere i passeggeri all’altro capolinea della tramvia in centro, quello già esistente di piazza dell’Unità”.

 

“Quartiere post Covid”

“Il post Covid ci offre su un piatto d’argento un’occasione da non perdere: ripensare il nostro modo di abitare, in centro, come in periferia (e magari rottamando il concetto di periferia). Ovvio, quindi, che nel nuovo progetto di rinascita di Firenze presentato ieri dal sindaco Nardella una voce importante fosse dedicata al primo ‘quartiere post Covid’, cioè concepito proprio a partire dalle criticità, e dai suggerimenti, sperimentati durante la forzata reclusione domestica”, riporta ancora La Repubblica il 28 maggio. “È da qui che nasce l’idea di Palazzo Vecchio di destinare una grande area urbana da anni in attesa di ‘rigenerazione’ come le ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie, a Porta al Prato, ad un quartiere innovativo, a misura del cittadino di domani (e anzi già di oggi)”, racconta il giornale, che continua: “Come? Immaginando un quartiere con abitazioni mediamente più grandi, luminose, con spazi interni modulabili, spazi circostanti quasi interamente pedonali, con piste ciclabili e i servizi essenziali a portata di passeggiata, grandi aree verdi e servizi di marketplace di quartiere”.

 

Stadio

“C’è chi vorrebbe ristrutturare il vecchio Franchi e chi invece ha in testa solo un nuovo stadio. Anche a costo di doverlo fare leggermente fuori dal Comune di Firenze pur facendo parte della città metropolitana di Firenze (Campi Bisenzio, ad esempio)”: lo riporta il 28 maggio La Gazzetta dello Sport. “E’ sfumata da un po’ l’idea di poter costruire il nuovo impianto nell’area ‘Mercafir’ nel nord ovest della città”, prosegue il giornale, che spiega: “Ieri il sindaco di Firenze Nardella ha quindi provato a rilanciare Campo di Marte. Ovvero il quartiere dove sorge il Franchi. Riassumendo al massimo si tratterebbe di fare un profondo restyling (ma quanto potrà essere profondo visti i vincoli della Soprintendenza?) dell’impianto attuale permettendo contemporaneamente di far sorgere nei pressi nuovi spazi sportivi ed anche commerciali. Presentando il piano ‘Rinasce Firenze’ sull’argomento il sindaco ha detto. ‘Partirà un piano per la cittadella dello sport a Campo di Marte oltre alla ristrutturazione dello stesso Franchi anche grazie al lavoro che in queste ore stanno facendo i nostri parlamentari per facilitare la trasformazione di stadi che ora sono monumenti nazionali'”. Quanto a Commisso, scrive ancora La Gazzetta dello Sport, “ad ora è sempre rimasto maggiormente affascinato dall’idea di costruire uno stadio completamente nuovo. Magari proprio a Campi Bisenzio”.
Riguardo al Franchi, lo stesso giorno il Corriere Fiorentino pubblica un intervento di Francesco Gurrieri dal titolo “Non si abbatte la storia di una città”: “È passato un anno da quando si è iniziato a parlare di un nuovo stadio da farsi altrove: tutto il tempo per esperire un concorso (a cui far accedere giovani talenti), che riteniamo doveroso per la città, così come fu per una infrastruttura altrettanto importante quale la stazione di Santa Maria Novella”, è un passaggio della sua lettera.
“Incontri, sopralluoghi, carte sul tavolo ma rigoroso silenzio. A Campi sono giornate concitate per il futuro della città che sembra sempre più vicina a ospitare il nuovo stadio della Fiorentina”, racconta poi il 29 maggio La Nazione. “Messa da parte l’Area Mercafir, e appurata l’impossibilità di intervenire secondo le proprie idee sul Franchi. Rocco ha rotto gli indugi: si punta dritti su Campi”, scrive lo stesso giorno il Corriere Fiorentino.
“Ma la vera speranza di Rocco Commisso è che ora Dario Nardella si convinca davvero a sostenerlo sul piano A, l’ultima opzione che in casa Fiorentina si ritene ormai veramente possibile a Firenze: una ristrutturazione complessiva del Franchi, con l’abbattimento delle curve se sarà reso possibile dalla nuova legge parlamentare. Ma soprattutto con la possibilità di ricavare spazi commerciali e forse anche un albergo in una nuova, moderna cittadella dello sport a Campo di Marte, che potrebbe nascere nei 32 ettari intorno allo stadio, con il viale Paoli pedonale e il traffico interrato e una revisione completa degli spazi oggi occupati da campi e società sportive”, riporta La Repubblica il giorno successivo, 30 maggio.
Sul futuro del Franchi interviene anche l’ex sindaco di Firenze Mario Primicerio, con una lettera pubblicata il 31 maggio sul Corriere Fiorentino, in cui fra le altre cose scrive che “io credo che il sindaco – con l’accordo della Fiorentina – potrebbe lanciare un concorso per invito a un ristretto numero di architetti di fama internazionale, richiedendo loro di proporre una idea progettuale capace di raccogliere questa difficile sfida”.

 

Tav

“E’ fatta. Entro la fine dell’anno partiranno i cantieri. Probabilmente a novembre. Ma questa volta per davvero”, riporta il 28 maggio La Nazione, annunciando che “per il nodo fiorentino dell’Alta velocità siamo arrivati alla svolta. Ieri la firma, a mezzogiorno”. “Si apriranno, dunque, i cantieri per un’opera destinata a ridisegnare l’assetto dell’intero nodo ferroviario. Con il progetto dell’archistar Norman Foster la stazione dei Macelli diventerà un hub funzionale e moderno, a servizio non solo dell’utenza ferroviaria ma dell’intero tessuto urbano (con l’interscambio tram-bus-treno)”, scrive il giornale.

 

Movida e piazze

“La prefettura di Firenze ha approvato il piano anti assembramenti proposto dai commercianti di Firenze. Ci saranno steward di controllo nelle zone ‘calde’ del centro storico. Quelle considerate più a rischio affollamenti. In più saranno contingentati gli ingressi, per evitare numeri eccessivi nelle piazze”: lo scrive il 28 maggio La Repubblica, che spiega che gli steward “saranno presenti solo nei weekend e in cinque zone del centro: piazza Santo Spirito, piazza Strozzi, via Pellicceria, Borgo la Croce e Sant’Ambrogio”. “Daranno una mano anche gli ingressi contingentati. Si avrà un modello supermercato: dentro la piazza sarà permesso solo un certo numero di clienti alla volta. La capienza dovrebbe essere calcolata con una persona ogni 4 mq”, riporta il giornale.

 

Tavolini in strada

“Via libera del Consiglio comunale di Firenze all’aumento delle superfici occupate da tavolini di bar e ristoranti all’aperto, e alle pedonalizzazioni serali nel fine settimana di strade e piazze. Potranno avvenire su richiesta di un gruppo di esercenti della stessa zona o riuniti in un centro commerciale naturale (novità di ieri), anche con attività non legate alla somministrazione di bevande e cibo come, ad esempio, attività artigianali o commerciali”: è quanto riporta il 26 maggio il Corriere Fiorentino.

 

Equo compenso

“L’equo compenso per i professionisti è legge in Toscana. Dopo due anni dall’approvazione di una delibera finalizzata a tutelare gli emolumenti dei lavoratori autonomi, la giunta regionale ha approvato ieri la proposta di legge derivante dalla delibera del 2018: una legge sul giusto compenso delle prestazioni erogate dai professionisti nei confronti sia della pubblica amministrazione che dei privati, elaborata in sinergia con la Commissione regionale dei soggetti professionali che ricalca quella nazionale”: è quanto annuncia ItaliaOggi il 28 maggio.

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