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Articolo / Rassegna Stampa

2 – 8 giugno 2020

Emergenza sanitaria e trasformazione della città

L’8 giugno La Repubblica pubblica un intervento di Duilio Senesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, dal titolo “Puntiamo sull’architettura di qualità per tutta l’area metropolitana”. “Potremmo partire dal riconoscere la dimensione nuova della Città di Firenze coincidente con la conurbazione che si è formata a partire dagli anni ’60 e che coinvolge undici Comuni. Effettuare sinceramente questo riconoscimento sarebbe una svolta epocale. Aprire la città di Firenze a questa nuova dimensione, a una progettualità che investa l’intera area omogenea, facendosi carico gli uni degli altri, cercando insieme le soluzioni, condividendo oneri e onori, rappresenterebbe un cambio di passo incredibile. Finita la stagione dell’espansione urbana è necessario concentrarsi sulla città costruita, sul riuso, su completamenti strategici, sulle dotazioni infrastrutturali, su interventi contemporanei di qualificazione architettonica. Questo deve valere per tutte le parti del territorio, dobbiamo superare il concetto stesso di periferia, perseguendo la qualità possibile in ogni zona”, è un passaggio dell’intervento.

 

Stadio

“Addio per sempre alla Mercafir, ora il sindaco rischia davvero tutto sul Franchi. Non sul solo restyling ma su un rilancio complessivo dei trenta ettari del Campo di Marte, dove a Commisso potrebbe esser data la possibilità di realizzare negozi e anche un hotel, in deroga rispetto a divieti: ‘Sul Franchi andrò avanti ad oltranza con Soprintendenza, Parlamento, ministero, governo. Ci sono vincoli assurdi, quello degli stadi italiani intoccabili è uno scandalo internazionale’ tuona e rilancia Dario Nardella, senza tuttavia la chance di offrire garanzie alla Fiorentina, né sull’abbattimento delle curve né sui tempi”: a riportarlo il 4 giugno è La Repubblica, che aggiunge anche che “mentre l’opzione prende quota, cadono i veti su Campi Bisenzio, contro cui sei mesi fa dichiarò di volersi ‘battere con tutte le forze’. ‘Io per una soluzione dentro Firenze farò sempre il possibile ma la Fiorentina ha la libertà di valutare qualunque ipotesi e presentare qualsiasi progetto, io non lo contesterò mai’ dice ora il sindaco”.
“Un nuovo Franchi al centro di un nuovo Campo di Marte. Con il viale Paoli pedonalizzato, che potrebbe trasformarsi in un grande corridoio alberato, e una revisione completa di tutte le funzioni intorno allo stadio”, scrive ancora La Repubblica il giorno successivo, 5 giugno, illustrando “nei dettagli la proposta del sindaco alla Fiorentina per evitare il trasloco della squadra a Campi”. “Il sindaco Nardella del resto ci vuol provare davvero. Mette sul piatto di Commisso la suggestiva chance di guidare da coprotagonista una rivoluzione urbanistica nei 30 ettari del Campo di Marte. Una nuova ‘cittadella dello sport'”, continua il giornale.
Il 6 giugno il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “Anche Carrai sta con Commisso: ‘Servono sia lo stadio che la pista’”, riportando che accanto all’ingresso passeggeri del Vespucci è stato appeso lo striscione “Io sto con l’aeroporto e con Rocco e la Fiorentina” e alcune parole di Marco Carrai: “Le due opere non sono in contraddizione, nessuno ci farà litigare con la Fiorentina: lo dico da cittadino, da presidente e da tifoso”.
“‘Abbiamo firmato un’opzione di acquisto per i terreni nel Comune di Campi Bisenzio’, ha annunciato il patron americano, lasciando comunque più che aperta la porta del restyling del Franchi”, riporta poi il 7 giugno La Repubblica, in occasione dei primi dodici mesi di Rocco Commisso presidente della Fiorentina. “Commisso ha poi parlato di quattro opzioni: la zona di Campo di Marte (‘Ma non metterò soldi se dovrò sottostare alle leggi della sovrintendenza’), un nuovo stadio non di proprietà al 100 per cento, un’altra possibilità a Firenze (‘Ho sentito delle Cascine, per esempio’) e Campi Bisenzio”, spiega il giornale.

 

Lupi di Toscana

Il 3 giugno La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Viale e piazza pedonali intorno 350 alloggi così rinasce la Gonzaga”, annunciando che “l’ex caserma dei Lupi di Toscana diventerà un quartiere post Covid con molto social housing e anche un nuovo museo”. “Dopo l’Ogr, i Lupi di Toscana. Con l’epidemia che ormai sembra svoltare verso una fase meno severa la progettazione urbanistica di Palazzo Vecchio riaccende i fari sulla città futura alla ricerca di una svolta dopo l’esperienza del Covid”, spiega il giornale, aggiungendo che “nei giorni scorsi la giunta ha deciso di riavviare la progettazione affiancando il team di architetti e urbanisti che hanno presentato il progetto vincitore del concorso sul recupero dell’area nel 2018”.

 

Alberghi

“Un no ed un sì, nel nuovo regolamento urbanistico, per cercare di riportare funzioni e residenti nel centro di Firenze. Il no è a nuovi alberghi (sopra i 2 mila mq) non più solo nell’area Unesco ma in tutta la città. Il sì è l’unica possibilità per poter trasformare immobili preesistenti in alberghi: si potrà ma solo trasferendo licenze dal centro in un’altra zona della città, e l’immobile lasciato in centro dovrà obbligatoriamente essere destinato a funzioni residenziali o uffici”: è quanto riporta il 2 giugno il Corriere Fiorentino, spiegando che “lo stop ai nuovi hotel viene annunciato dall’assessora all’Urbanistica Cecilia Del Re, a sorpresa, in Consiglio comunale. Mentre l’aula vota due varianti per trasformare due caserme: approva la trasformazione totale in resort dell’ex Caserma Costa San Giorgio, adotta un mix di funzioni in cui ci sono il 50% di residenze e l’altra metà di posti per il ricettivo nell’ex ospedale militare di via San Gallo, con un progetto che prevede anche alcune piazze interne, percorsi tra via Cavour e via San Gallo e diversi negozi di vicinato”.

 

Tavolini all’aperto

“La carica dei tavolini non si ferma. Alle 100 richieste arrivate lunedì scorso in Comune per ottenere la concessione gratuita di suolo pubblico, ieri se ne sono aggiunte 75. E altri progetti, più strutturati, verranno inviati nei prossimi giorni: è il caso di piazza dei Ciompi, di piazza Pitti e di Sdrucciolo de’ Pitti (con un progetto unitario che contemplerebbe anche la pedonalizzazione), di piazza Pier Vettori e anche del Galluzzo”: inizia così l’articolo che il Corriere Fiorentino dedica al tema il 5 giugno.

 

Santo Spirito

“Santo Spirito non trova pace”, scrive il 5 giugno La Nazione, raccontando che “il sagrato della piazza simbolo dell’Oltrarno, è stato di nuovo vandalizzato. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti, hanno imbrattato la facciata laterale ma anche il portone che si affaccia alla rampa per disabili e le mura delle stradine limitrofe”. “Padre Giuseppe, il priore di Santo Spirito, è furibondo. Lui con i suoi fedeli e gli altri religiosi più volte ha lanciato l’sos e hanno chiesto aiuto”, racconta ancora il giornale, ricordando che “sempre il priore ha lanciato l’idea di proteggere la Basilica con una cancellata il cui progetto, che dovrà essere approvato dalla Soprintendenza, è in corso di definizione”.

 

Piazza della Signoria

“Una pietra di Piazza Signoria con nome e cognome, per ricordare l’amore verso Firenze, ma soprattutto la generosa donazione devoluta alla rinascita della città. E’ quanto promette il sindaco Dario Nardella a tutti i mecenati e filantropi, italiani e stranieri che nelle prossime settimane vorranno aprire il loro portafoglio e aiutare la capitale della cultura e dell’arte a rimettersi in marcia dopo il lockdown. L’invito, insomma, è ad acquistare una sorta di ‘stella’ in una delle piazze più celebri del mondo”: lo scrive il 3 giugno La Nazione.
Un’idea – riporta La Repubblica il giorno successivo, 4 giugno – su cui “gli esperti si dividono: sì del sovrintendente, contrari altri storici dell’arte”.

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