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Articolo / Rassegna Stampa

16 – 22 giugno 2020

Stadio

Il 16 giugno, il Corriere Fiorentino pubblica un intervento del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze. “Se non vogliamo infilarci in un altro vicolo cieco, la questione va affrontata con molto pragmatismo, e in questo senso è impossibile non tener conto del valore del Franchi nella storia dell’architettura e dell’ingegneria moderne: dimenticarlo non porterebbe molto lontano, perché non è immaginabile poter demolire in grande parte un impianto come questo. Ma non va nemmeno dimenticato che il concetto di restauro non prevede solo piccoli ritocchi, bensì anche interventi molto rilevanti, come l’aggiunta di importanti segni contemporanei: possiamo immaginare un intervento che, mettendo al centro la valorizzazione dell’opera esistente, e quindi integrando e non distruggendo, possa portare a contemperare le esigenze della società con quella del monumento, e Firenze ad avere uno stadio unico che nessun’altra città potrebbe vantare. Da parte nostra, torniamo a sottolineare l’esigenza di un confronto serrato fra il Comune, la Soprintendenza e l’investitore, per mettere sul tavolo una volta per tutte vincoli ed esigenze imprescindibili e trovare un punto di equilibrio. Un confronto che allarghi lo sguardo a tutto Campo di Marte”, è un passaggio della lettera.
Intanto “è andato in scena un altro incontro tra il sindaco di Campi Emiliano Fossi e il direttore generale viola Joe Barone. Un faccia a faccia nel quale il club di Rocco ha consegnato al Comune la lettera contenente la manifestazione d’interesse per la realizzazione del nuovo stadio nell’area da 36,5 ettari adiacente a Via Allende. Un passaggio formale, ma determinante”, racconta il 17 giugno sempre il Corriere Fiorentino.
“Ruspe sotto il Franchi, fumogeni, lacrime: c’è di tutto nel corteo di protesta organizzato ieri dai tifosi della Fiorentina. Quasi mille persone di ogni età hanno rispolverato dopo tre mesi grinta e bandiere per chiedere a gran voce una cosa sola: ‘Vogliamo il nuovo stadio’. Un messaggio univoco senza schieramenti tra Campi Bisenzio o Campo di Marte. E per lasciare un’immagine ancora più indelebile i tifosi hanno portato un parco mezzi di demolizione sotto la Maratona del Franchi: otto camion da lavoro e tre ruspe”: riporta La Repubblica il 20 giugno.
E ancora La Repubblica il 21 giugno racconta che “l’operazione Campi sbarca in Regione. Dopo la formale manifestazione d’interessi della Fiorentina per la costruzione dello stadio nei terreni di viale Allende il sindaco Emiliano Fossi varca gli uffici della Regione Toscana per la prima riunione col requisito della formalità sul tema fiorentino più caldo dell’anno. È per martedì, l’appuntamento è negli uffici dell’assessorato all’urbanistica e dei trasporti di Vincenzo Ceccarelli. Sarà la prima occasione per discutere di pianificazione”. Lo stesso giorno, La Repubblica riporta anche alcune parole del soprintendente Andrea Pessina: “Noi ci auguriamo che possa essere il Franchi la scelta della Fiorentina. Devo però dire quanto alla demolizione delle curve che deve essere semmai molto parziale: il progetto deve prevedere un sacrificio contenuto, non può stravolgere il Franchi. Poi sta ai progettisti portarci delle ipotesi”.

 

Città metropolitana

“L’accordo c’è. Il forum dei sindaci della città metropolitana si farà, non appena verrà concordata la data, che sarà fra la fine di giugno e l’inizio di luglio”: lo scrive il 16 giugno La Nazione, portando avanti il dibattito sul tema e spiegando che “in ballo c’è il destino del territorio, da rilanciare all’indomani della crisi causata dall’emergenza Covid. La posta in gioco è così alta, che la sindaca di Empoli Brenda Barnini – seguita da Fallani – ha lanciato l’idea di un patto fra i comuni, con al centro Firenze, con la sua forza e il suo appeal internazionale, in modo da creare la sinergia per una rinascita metropolitana, dove tutto il territorio partecipa e beneficia dei risultati che si potranno raccogliere”. “La mission del ‘turismo da spalmare’ per far rifiatare il Ponte Vecchio è un mantra vecchio ma sempre in voga. Solo che un piano vero non scatta mai. Che il prossimo forum della Metrocittà sia l’occasione giusta per dare davvero il la a questo progetto? Secondo il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi è possibile, anzi auspicabile”, riporta ancora La Nazione il 18 giugno.
Sul tema, il 19 giugno La Nazione pubblica poi l’intervento del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Duilio Senesi: “Servono coraggio e visione per aprire Firenze e la Città Metropolitana a una prospettiva nuova. L’urbanistica, il governo del territorio, i progetti, la gestione dei servizi, sono tutti impigliati in questa vecchia rete di confini amministrativi”, riporta la lettera. “La prosperità della nuova Firenze deve essere di traino per tutti i territori. Per aprirsi a una prospettiva nuova, non è sufficiente il dialogo tra le amministrazioni comunali, occorre coinvolgere la società, la politica, le migliori forze intellettuali e produttive in un progetto innovativo e avvincente. Nella nuova Firenze tutti debbono percepire i vantaggi e le opportunità, sia chi sta nel vecchio centro e soffre la congestione sia chi abita nelle aree marginali e si sente escluso”, è un altro passaggio dell’intervento.

 

Firenze del futuro

Il 21 giugno, Toscana Oggi pubblica un’intervista al presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Duilio Senesi, dal titolo “La Firenze del futuro? Una città che ha bisogno di nuovi spazi”. “Per la città di Firenze potrebbe essere un passaggio molto importante, dovuto sì a un’emergenza, ma in grado di sollecitare dei cambiamenti. Riflettevamo su come questa città, piccola e singolare, fin dal Rinascimento, si sia un po’ adagiata nel proprio passato; quando invece occorre un’energia adeguata per vivere il contemporaneo”, è un passaggio dell’intervista. “Un’idea potrebbe essere quella di spostare alcuni flussi turistici in dei luoghi attrattori, lontani dal quadrilatero Unesco. Ricollocare i flussi, nell’ottica di allargarne la maglia, potrebbe essere utile oltreché salutare – sono altre parole di Senesi riportate nell’intervista – Cominciare a collocare funzioni di questo tipo, in certe zone, equivale a innescare dei meccanismi di riqualificazione urbana e dello spazio pubblico”.

 

Sant’Orsola

“Spunta a sorpresa un investitore per l’ex convento buco nero di San Lorenzo”: è quanto annuncia il 21 giugno La Repubblica. “Le nuove speranze sono ora affidate ad un gruppo immobiliare francese – racconta il giornale – interessato ad un recupero non alberghiero e non residenziale ma basato sull’idea di una scuola di alta formazione internazionale con annessa foresteria e spazio ristorazione a cui affiancare un centro culturale dedicato alla Monnalisa, una biblioteca, spazi di coworking per il quartiere. E nel chiostro dovrebbe nascere una grande piazza pubblica”.

 

Tavolini in strada e suolo pubblico

“Tavolini boom. Con le periferie alla riscossa. Un mese dopo l’annuncio del sindaco e mentre i ristoranti tornano timidamente a ripopolarsi l’operazione di Palazzo Vecchio del suolo pubblico gratis per aiutare i locali in crisi dopo il Covid entra nel vivo. A centinaia si sono fatti avanti col Comune chiedendo di sfruttare la possibilità di mettere tavoli e sedie fuori e dai conti degli uffici comunali salta fuori che il grosso sono proprio trattorie, bar e pizzerie fuori dal centro”, riporta il 16 giugno La Repubblica, aggiungendo che “su 470 richieste complessive arrivate a Palazzo Vecchio oltre 300 sono relative all’area fuori dal centro Unesco” e che “sulle 470, 81 sono richieste di pedonalizzazioni o di ‘progetti speciali’. Significa piazze, slarghi, zone trafficate”.
Sempre La Repubblica il 22 giugno pubblica un articolo dal titolo “Tavolini, è sempre più boom di richieste. E il Comune mette uno stop in centro”. “Sono 660, specie in periferia. Bar e ristoranti respirano, ma ci sarà un limite nell’area Unesco”, annuncia il giornale.

 

Movida

“Approvate le linee guida anti-assembramenti dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura”, annuncia il 18 giugno La Repubblica, spiegando che “si tratta di un disciplinare predisposto dal tavolo tecnico istituito apposta per supportare la città nella migliore gestione degli spazi pubblici”. “Le linee guida, che saranno estese ai Comuni dell’area metropolitana, offrono una serie di indicazioni sulla cui base gli enti potranno predisporre i propri piani per regolare l’afflusso delle persone nei luoghi di ritrovo della notte”, continua il giornale. “In base al disciplinare, i Comuni individuano le aree più frequentate, valutano il massimo affollamento sostenibile anche per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e regolano gli accessi ricorrendo a personale delle associazioni del terzo settore oppure attraverso gli addetti alla sicurezza messi in campo dagli esercenti – scrive La Repubblica – Il disciplinare prevede anche la possibilità di ricorrere a sistemi di rilevazione numerica progressiva”.
“Palazzo Vecchio conferma la presenza delle pattuglie di polizia municipale all’ingresso delle aree più critiche al fine di monitorare l’afflusso di persone ed evitare gli assembramenti, un’azione alla quale parteciperanno anche gli steward dei locali e dei ristoranti”, sono alcune parole dell’assessore alla Sicurezza urbana Andrea Vannucci riportate il giorno successivo, 19 giugno, dal Corriere Fiorentino. “L’assessore chiarisce ‘che le linee guida decise in Prefettura non sono vincolanti ma aprono a delle possibilità ulteriori che intraprenderemo qualora fosse necessario attraverso un confronto con le parti interessate a iniziare dalle categorie economiche'”, scrive ancora il giornale.
Intanto, “la piazza diventa una parte del museo e viceversa, con le persone invitate a passeggiare nella grande sala in mezzo alle sculture, dove conversare, ascoltare musica, partecipare agli eventi. E’ la proposta di movida alternativa, divertente ma non molesta, lanciata dal museo Marino Marini che ha chiesto al Comune l’utilizzo di piazza San Pancrazio, davanti alla struttura”, racconta La Nazione sempre il 19 giugno.

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