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Articolo / Rassegna Stampa

21 – 27 luglio 2020

Centro sportivo e stadio

“Per il nuovo centro sportivo della Fiorentina niente via libera della Sovrintendenza, che ha ritenuto insufficienti le modifiche al progetto richieste in precedenza. Risultato: tutto rimandato, probabilmente a settembre”: è quanto annuncia il 21 luglio La Repubblica, che spiega che “Commisso sta attendendo novità anche sul fronte del nuovo stadio. L’ipotesi di Campi Bisenzio è reale ma un orecchio è sempre puntato sul decreto semplificazione e sui suoi risvolti anche in ottica grandi opere e stadi per eventualmente ristrutturare il Franchi”.
“Due ore di confronto ed è tornato il sereno sul nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli. Nella sede della soprintendenza, a Palazzo Pitti, ieri pomeriggio è andata in scena la riunione che ha messo tutti d’accordo. Da una parte il dg viola Joe Barone insieme a Joseph, il figlio del presidente Rocco Commisso. Dall’altra il soprintendente Andrea Pessina e con loro anche il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini”, racconta poi il 25 luglio ancora La Repubblica, spiegando che “l’obiettivo è quello di concludere l’iter amministrativo a settembre: poi ci sarà una nuova conferenza dei servizi, l’atto finale in consiglio comunale, la pubblicazione ufficiale e l’ottenimento dei permessi per costruire il centro sportivo. Se tutto andrà bene i lavori potranno iniziare a gennaio 2021”. E sempre La Repubblica, a proposito del Franchi, racconta che Marco Casamonti e Massimiliano Fuksas “potrebbero lavorare insieme a un nuovo progetto di ristrutturazione dello stadio, superando la fase di stallo in cui l’operazione Campo di Marte è finita. La collaborazione tra i due architetti potrebbe portare al superamento dei dubbi della soprintendenza”.

 

Scuole

“Settembre si avvicina e anche il suono della campanella. Ma come si stanno organizzando le scuole per far fronte alle regole del distanziamento sociale? I nostri edifici pre-Covid saranno sufficienti ad accogliere i ragazzi in sicurezza? Come si riusciranno a organizzare mense e scuolabus? Poco tempo e tanti problemi da risolvere. Nel 15 per cento delle scuole toscane oggi non è scontato garantire lo spazio previsto dai parametri anti-contagio secondo ‘Scuole APP-erte’, l’applicativo presentato dalla Regione”: lo scrive La Nazione il 21 luglio. “Quasi tutti i problemi – spiega l’assessore regionale Cristina Grieco – sono risolvibili con interventi minimi. Ringraziamo le scuole che hanno lavorato in modo eccezionale non solo per mappare la situazione, ma anche per trovare soluzioni. A volte saranno sufficienti piccole modifiche agli arredi, in altre sono stati individuati locali alternativi”, riporta ancora il giornale. “Considerando il parametro del metro lineare – ha detto Roberto Curtolo, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – e guardando le singole scuole e non i Comuni, le criticità riguardano circa il 30 per cento delle aule. È un dato positivo: possono essere riadattate e riutilizzate con interventi strutturali o di natura organizzativa della didattica da parte delle scuole”, sono alcune delle sue parole riportate da La Nazione.
“‘A settembre tutti a scuola. Che sia nella classe di sempre oppure in uno spazio nuovo da ricavare all’interno degli istituti o in strutture esterne, ogni alunno avrà il proprio banco per studiare’. Una promessa, quella che arriva dall’assessora all’Educazione del Comune di Firenze Sara Funaro, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai genitori. Almeno a quelli che hanno figli che frequentano scuole dell’infanzia, elementari o medie. Sì, perché per le superiori, la cui competenza è della Città Metropolitana, il discorso cambia completamente”, scrive il 23 luglio La Repubblica, che il giorno successivo pubblica un articolo dal titolo “Scuola, l’appello dei sindacati ‘Un piano contro le lezioni a distanza’”.

 

Orientarsi al futuro

La Camera di Commercio ha “coinvolto 36 soggetti tra enti pubblici, ordini professionali, associazioni di categoria, di consumatori e organizzazioni sindacali, oltre al’Ufficio scolastico regionale e provinciale con una ventina di istituti e un migliaio di studenti degli istituti superiori della Città Metropolitana, nell’edizione 2020-2021 del progetto ‘Orientarsi al futuro’. Oggetto della convenzione, sottoscritta da tutti questi soggetti, è dunque l’attività di orientamento rivolta alle scuole secondarie del territorio, offerta gratuitamente dal network, al fine di fornire agli studenti spunti e riflessioni utili per le future scelte sia di lavoro che di studio”: è quanto racconta il 23 luglio La Repubblica. Anche il Corriere Fiorentino e La Nazione dedicano articoli a questo progetto, a cui Ordine e Fondazione Architetti Firenze hanno aderito anche per il prossimo anno scolastico e nel cui ambito presenteranno agli studenti la professione dell’architetto.

 

Lungarno Acciaiuoli e pedonalizzazioni

“Stop alle auto sotto gli Uffizi. Stop ai quasi 8 mila veicoli al giorno che ci passavano di media, 2 milioni e mezzo l’anno, camion, motorini, macchine”: lo riporta il 23 luglio La Repubblica, spiegando che “nel bel mezzo dell’estate più dura di sempre Dario Nardella annuncia una svolta storica, destinata a far discutere ma anche a segnare un’epoca. Se non quanto il Duomo, quasi. Dal primo settembre diventano pedonali i lungarni da piazza dei Giudici a ponte Santa Trinita”.
“Palazzo Vecchio parla di ‘rinascita’. La pedonalizzazione di lungarno Acciaiuoli, che comprenderà poi anche lungarno de’ Medici e Archibusieri, decisa al termine della ripavimentazione in pietra, sarà sicuramente anche una rivoluzione: per il traffico”, scrive lo stesso giorno il Corriere Fiorentino, che aggiunge: “Gli effetti sul traffico si vedranno poi, ma in tanti criticano già la scelta”.
Il giorno successivo, 24 luglio, La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Lungarno ai pedoni, i dubbi di Santo Spirito ‘Qui da noi ci sarà il caos'”. “Dopo l’annuncio di Nardella, il timore dei commercianti che il traffico si trasferisca sul lato opposto del fiume”, scrive il giornale.

 

Bassilichi: “La Ztl? Una barriera del passato”

Ha fatto discutere un’intervista al presidente della Camera di Commercio di Firenze al Corriere Fiorentino del 26 luglio: “In una situazione straordinaria – ha dichiarato – servono coraggio e misure appunto in contraddizione con quello che si è sempre fatto e con la visione a medio e lungo termine che deve essere di una città sostenibile, con più mobilità dolce ed elettrica e meno caos nel traffico, più vivibile, con più residenti in centro. Così, non è certo la medicina di tutti i mali ma è una medicina, vorrei oggi non vedere la Ztl, che è una barriera e frena l’economia. Dobbiamo superare le barriere del passato almeno temporaneamente, che significa anche intervenire sui costi. Le imprese hanno bisogno delle persone, dei residenti che il giorno devono poter arrivare senza problemi in centro. Sulla pedonalizzazione di Lungarno Acciaioli: “Oggi quel lungarno è bellissimo ma se è necessario per l’economia lo apro [al traffico, ndr]. Tutto va messo in discussione per gli interventi a breve. Serve pragmatismo”.

 

Corridoio Vasariano

“Dieci milioni di spesa, 18 mesi di lavori e avvio del cantiere all’inizio del 2021. E ancora 73 finestre da riaprire e 30 sculture antiche da collocare lungo il tragitto. Sono alcuni numeri del Corridoio più famoso al mondo: il Vasariano, secondo il progetto di riapertura che va in appalto con gara europea. Il bando è online da ieri, con scadenza il 22 settembre”: a scriverlo è La Nazione il 22 luglio. “Chiuso alle visite dal 2016 per ragioni di sicurezza, quando riaprirà al pubblico il Corridoio Vasariano sarà interamente riallestito con un biglietto speciale”, continua il giornale, spiegando che “quanto agli allestimenti, non faranno più parte dell’itinerario gli oltre 700 dipinti” e che “verranno riaperte le 73 finestre collocate lungo il percorso, molte delle quali oscurate a protezione dei dipinti, in modo da offrire la suggestiva visuale del camminamento”.

 

Parco del Mensola, “come un deserto”

Il secondo giardino pubblico più grande di Firenze dopo le Cascine, aperto da circa un anno, rischia già di morire. La Repubblica del 26 luglio ha dedicato un approfondimento alla situazione del Parco del Mensola. “Era nato come nuovo «polmone verde» della città […]. L’area, aperta ormai da circa un anno, evoca a tratti uno scenario africano: il terreno è quasi completamente brullo, l’erba, nei pochi punti in cui ne spunta qualche ciuffo, secca. E molti degli esili alberelli piantati appena un anno fa — filari di pioppi, lecci e qualche “ciliegio da fiore del Giappone” — sembrano tristemente avviati verso la stessa fine”.

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