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Articolo / Rassegna Stampa

4 – 10 agosto 2020

Uffici pubblici, la lettera dell’Ordine degli Architetti

Il 5 agosto il Corriere Fiorentino, La Repubblica e La Nazione parlano della lettera inviata al sindaco dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, “contestando modalità e tempistica degli uffici comunali, durante e dopo il lockdown”, scrive La Nazione. “Per l’Ordine degli architetti di Firenze burocrazia e smart working stanno impedendo la piena ripresa del settore”, riporta La Repubblica. “Ormai è considerato normale attendere mesi e addirittura anni per poter realizzare attività edilizie di basso impatto architettonico o perché i funzionari e i dirigenti temono speculazioni, abusi edilizi, reati, o perché vengono fatte interpretazioni ingiustificatamente restrittive, o perché, ci viene detto, c’è poco personale disponibile”, è un passaggio della lettera riportato da La Nazione. “Questa tempistica non è normale, anzi è un forte freno allo sviluppo, all’economia – afferma il consiglio dell’ordine – Peraltro la semplificazione, tanto invocata da tutti, diventa un ossimoro nel momento in cui viene normata, perché è l’esatto opposto del creare una norma in più”, riporta ancora La Nazione. “L’approccio degli uffici comunali non è compatibile con la situazione drammatica che si sta vivendo – scrivono gli architetti – Lo smart working, attualmente adottato dall’Edilizia Privata del Comune di Firenze non è giustificabile. È dannoso per chi lavora in proprio (professionisti e imprenditori). I tempi sono più lunghi, la tempestività è un miraggio”, riporta fra gli altri passaggi il Corriere Fiorentino, che pubblica anche un’intervista a Pietro Ichino. I giornali riportano anche la risposta del Comune, con i suoi numeri: “Diverso il punto di vista dell’amministrazione comunale, che attraverso l’assessore Del Re replica: ‘Anche durante l’emergenza, l’ufficio dell’urbanistica ha continuato ad essere operativo, come dimostrato dai numeri. Il settore dell’edilizia non si è fermato, con la volontà di trovare un dialogo ed una collaborazione in cui questa amministrazione crede’”, scrive La Nazione.
Il giorno successivo, 6 agosto, il Corriere Fiorentino pubblica un’intervista all’assessore Del Re, in cui fra le altre cose spiega che “nel 2010 il Comune di Firenze aveva 5.400 dipendenti diretti, oggi ne ha 3.900. È una situazione generalizzata, che riguarda tutti gli enti locali, che però diventa cruciale nel momento in cui si ragiona di come usare i fondi che arriveranno dall’Europa attraverso il Recovery fund: benissimo investirli sul territorio per potenziare infrastrutture e servizi, ma per farlo è indispensabile che ci siano abbastanza dipendenti della pubblica amministrazione per lavorare sui progetti”.
E sempre sul Corriere Fiorentino c’è un approfondimento sugli “effetti dello smart working”.
Ancora il Corriere Fiorentino pubblica poi l’8 agosto un nuovo intervento a firma del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Pier Matteo Fagnoni: “Crediamo però che si possa fare di più a livello dell’organizzazione e della gestione del personale”, è un passaggio della lettera, che prosegue: “Riteniamo quindi, con spirito costruttivo, di offrire all’amministrazione di Firenze il nostro supporto per discutere e elaborare possibili soluzioni per la gestione amministrativa delle pratiche edilizie”.
Lo stesso giorno, La Repubblica pubblica un’intervista all’assessore al personale di Palazzo Vecchio Alessandro Martini, dal titolo “Il 30% dei dipendenti in smart working entro 5 anni”.
Il 9 agosto, sul Corriere Fiorentino c’è poi la replica dell’assessore Del Re all’intervento dell’Ordine degli Architetti del giorno precedente.

Approfondimenti
Intervista su Controradio Firenze a Matteo Fagnoni, Presidente OAF
Intervento su TGT- Italia7 di Matteo Fagnoni, Presidente OAF

 

Concorsi

Il 4 agosto, La Nazione pubblica un intervento di Pier Matteo Fagnoni, come presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, sul tema dei concorsi. “Sono anni che ci battiamo per fare i concorsi. Finalmente sembra che Firenze abbia scelto questo percorso per ridisegnare la città e superare la crisi che stiamo vivendo”, inizia l’intervento, che continua: “Ci aspettiamo che i concorsi vengano strutturati come veri concorsi di progettazione in due fasi, utili ad attrarre una molteplicità di idee”. “L’Ordine degli Architetti di Firenze si rende da subito disponibile per supportare l’amministrazione per raggiungere questi risultati. Partiamo subito a settembre ed entro la prossima primavera avremo i progetti per far ripartire Firenze”, si conclude l’intervento pubblicato su La Nazione.

 

Recovery Fund

“Il Recovery Plan di Palazzo Vecchio, che coinvolge anche la Città Metropolitana, è pensato per utilizzare i fondi che arriveranno dall’Europa all’Italia attraverso il Recovery Fund. Centoventi progetti che verranno presentati a breve al governo per una richiesta complessiva di circa 2,5 miliardi”: lo scrive il 4 agosto La Repubblica, spiegando che “vengono coinvolti tutti gli aspetti della città, per quella che potrebbe diventare una vera e propria trasformazione: tra i principali obiettivi troviamo forme di trasporto più pulite, il completamento del sistema tramviario, la mitigazione dell’inquinamento acustico da traffico veicolare, garantire una migliore efficienza energetica, interventi per la ripopolazione del centro storico di Firenze, la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, sicurezza delle infrastrutture e del territorio. Tutti progetti che copriranno il quinquennio dal 2021 al 2026”. Tra i vari punti, La Repubblica riporta anche che “un intervento importante riguarda la riqualificazione dell’area di Sant’Orsola, con la realizzazione di un hub per la gestione della consegna delle merci nel centro storico”.

 

Stadio Franchi

Il 5 agosto, il Corriere Fiorentino pubblica un intervento di Paola Grifoni, ex soprintendente ai Beni architettonici e del paesaggio, dal titolo “Sul Franchi servono idee e dialogo, non emendamenti”.
“A 20 giorni dalla discussione in Senato del Dl Semplificazioni ora spuntano i testi finali dei due emendamenti già annunciati nei giorni scorsi, uno del Pd e uno di Italia Viva, per superare lo stallo che dura da mesi con la Soprintendenza, ostile alla ristrutturazione con abbattimento curve che vorrebbe fare Rocco Commisso. I Dem propongono di cambiare iter e regole privilegiando il Ministero dei beni culturali al suo distaccamento locale, la Soprintendenza, che però non verrebbe esclusa. Ma Renzi risfodera il vecchio istinto rottamatore e rilancia: niente Soprintendenza e Ministero, per abbattere e ricostruire deve bastare l’ok del solo Comune”, scrive poi La Repubblica il 7 agosto. “Mi auguro che il Parlamento rifletta bene su entrambi gli emendamenti: si rischia un precedente pericoloso”, inizia l’intervista al soprintendente Andrea Pessina pubblicata lo stesso giorno sul Corriere Fiorentino.
“Per ristrutturare il Franchi arriva il terzo emendamento: dalla Lega”, scrive poi il 9 agosto il Corriere Fiorentino, spiegando che “per superare i vincoli posti dalla soprintendenza, il testo della Lega è addirittura più netto di quello presentato da Italia viva”.

 

Loggia di Isozaki

“Dodici milioni per l’ormai leggendario progetto della Loggia Isozaki e 4,5 milioni per portare un nuovo museo della lingua italiana nell’ex caserma marescialli di Santa Maria Novella. Nel bel mezzo della complicatissima estate del Covid, con il turismo che fatica a ripartire e la crisi economica che ormai chiama la città ad un cambio radicale nel modello di sviluppo, due scosse improvvise arrivano da Roma. Dal Ministero dei beni culturali di Dario Franceschini. Un mega piano da 103 milioni di euro, tutti destinati a investimenti strategici, l’operazione si chiama ‘Grandi progetti beni culturali’. E dentro ci sono, appunto, due svolte per Firenze”: lo annuncia il 10 agosto La Repubblica. Intervistato su questo da La Nazione, il sindaco Nardella afferma di essere “contento perché Firenze sembrava una città impermeabile ai grandi architetti contemporanei”. “Basti pensare alla stazione di Norman Foster, l’uscita degli Uffizi firmata da Isozaki, alla collaborazione con Fuksas per i nuovi quartieri, a Marco Casamonti che potrebbe firmare il restyling dello stadio Franchi e a Richard Roger per il camminamento lungo l’Arno. Finalmente si sta realizzando quello che io speravo per la città, ossia che non fosse solo un museo di se stessa e che guardasse con malinconia i grandi del passato, ma che spalancasse invece le porte ai grandi artisti del tempo presente, italiani e stranieri”, dice ancora Nardella in un passaggio dell’intervista.

 

Ztl e centro

“Varchi aperti per il centro storico dalle 4 del pomeriggio invece che dalle 20, e sosta consentita fin là dove fino ad ora si poteva andare solo a piedi. L’amministrazione comunale ha deciso che l’eccezionalità del momento meritasse anche uno strappo alla Ztl, che dal 24 agosto (data da definire) fino al 31 ottobre (con step al 30 settembre) avrà orari molto più permissivi per tutti. Non sarà comunque un bomba libera tutti”: è quanto riporta La Nazione il 7 agosto, giorno in cui anche gli altri giornali annunciano le novità per la Ztl. “Tra gli elementi del piano per la ripartenza a cui sta lavorando l’Amministrazione comunale, ci sono due itinerari di ingresso alla Ztl a partire dalle 16, per accedere ai parcheggi straordinari”, spiega La Nazione, che prosegue: “Il piano ‘a tempo’ affiancherà altre iniziative già decise dall’Amministrazione per agevolare la ripresa delle attività economiche fortemente provate dalla crisi legata all’emergenza sanitaria tra cui quella delle occupazioni di suolo pubblico straordinarie, con i tavolini in piazza per capirsi. Comunque, la nuova Ztl prevede dalle 16 due itinerari di ingresso per raggiungere altrettante aree di sosta straordinaria: si tratta di piazza Ognissanti con accesso dalla porta di lungarno Vespucci e di piazza Strozzi con accesso dalla porta di via della Scala”.

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