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Articolo / Rassegna Stampa

8 – 14 settembre 2020

Edilizia/1

“Scongiurato un nuovo blocco dell’edilizia. Il Consiglio di Stato non ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’associazione Italia Nostra nel ricorso contro il Regolamento urbanistico di Firenze. I giudici amministrativi hanno deciso che si esprimeranno nel merito. I primi a dare la notizia sono stati gli architetti fiorentini. ‘Evitato il rischio di una nuova paralisi. Continueremo a batterci per il futuro del settore e della città’ il consiglio dell’Ordine in una nota. Conferma l’assessore all’Urbanistica di Palazzo Vecchio, Cecilia Del Re: ‘Resta in vigore la variante urbanistica’”: è quanto riporta il 12 settembre il Corriere Fiorentino. “Ci siamo battuti insieme alla Consulta interprofessionale mettendo in campo tutte le nostre energie per evitare che potesse ripetersi una situazione come quella del 2019 e che Firenze potesse tornare nell’incertezza di diritto con tutte le conseguenze per l’attività edilizia”, sono altre parole dell’Ordine degli Architetti di Firenze riportate lo stesso giorno da La Nazione.

 

Edilizia/2

“Sorpresa. Nel generale allarme per l’economia toscana dell’era Covid dà inaspettatamente segnali di ripresa proprio il settore più in difficoltà, ovvero l’edilizia”: ad annunciarlo l’11 settembre è La Repubblica, che spiega che “a luglio e agosto i lavori edilizi pubblici e privati aumentano, rispettivamente del 7,6% e del 38,5% rispetto agli stessi mesi del 2019 che pure erano stati i migliori in dieci anni”.

 

Uffici e smart working

“Smart working dimezzato. ‘Siamo già al lavoro per la fase 4 con più lavoro in presenza’. I dipendenti del Comune di Firenze sono pronti a tornare in ufficio. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Pd, Dario Nardella, è la riorganizzazione della macchina comunale, con un massimo del 20% dei 4 mila dipendenti in smart working tutta la settimana o solo in alcuni giorni”: è quanto scrive il 9 settembre ItaliaOggi, che ricorda che “all’inizio di agosto l’Ordine degli architetti del capoluogo toscano aveva denunciato il blocco degli uffici comunali causato dallo smart working”. “Adesso, però, è tempo di rientrare tra colleghi e scrivanie. Sinora, sui 4 mila addetti comunali, 1.400 erano in smart working. Con l’accelerata del Comune al ritorno in lavoro in presenza non saranno più di 800, vale a dire circa la metà dei dipendenti che oggi lavora da casa”, continua ItaliaOggi.
“Obiettivo almeno 30% di dipendenti in smart working stabile, ma solo nei settori in cui il telelavoro è possibile”, riporta lo stesso giorno il Corriere Fiorentino, che racconta che le Rsu di Palazzo Vecchio “ieri hanno incontrato l’assessore al Personale Alessandro Martini. L’obiettivo, ha spiegato l’assessore, è sfruttare lo smart working come opportunità sia per i lavoratori che per i cittadini. Ergo: gli uffici devono riaprire, tutti, al massimo della funzionalità”.

 

Stadio

“La soprintendenza ‘applicherà la legge’ ma il Comune e la Fiorentina si ricordino che avranno la ‘responsabilità di presentare un progetto che non sia devastante sul Franchi: diversamente si assumeranno la paternità di un eventuale scempio’. Il soprintendente Andrea Pessina mette le mani (anzi le braccia) avanti, dopo che il Senato ha approvato, in prima lettura, la nuova norma (sintesi degli emendamenti Pd, Italia Viva e Lega) che consente di intervenire sugli stadi vincolati, come il Franchi, mettendo prima l’esigenza di mantenerli utilizzabili per le competizioni sportive professionistiche rispetto ai ‘paletti’ architettonici”: è quanto scrive l’8 settembre il Corriere Fiorentino. “Spero che sul progetto si possa lavorare insieme, la disponibilità della sovrintendenza c’è, e bisogna vedere anche quali sono le proposte che arrivano”, sono altre parole di Pessina riportate dal giornale. “Le parole di Pessina non preoccupano – scrive ancora il Corriere Fiorentino – il sindaco Dario Nardella: ‘Apprezzo l’atteggiamento corretto istituzionale del soprintendente. Credo che nessuno, nemmeno i tifosi, voglia che il Franchi venga completamente raso al suolo. Questo è un impegno che mi sento assolutamente di prendere perché ogniqualvolta sono emerse proposte, idee, progetti da parte della Fiorentina sullo stadio, non ho mai sentito parlare di distruzione o di devastazione del Franchi'”.
“‘Nessuno scontro con la Soprintendenza. Non sosterremmo mai progetti che devastino lo stadio Franchi’. Rosa Maria Di Giorgi, membro dell’Ufficio di Presidenza del Pd alla Camera dei Deputati e della Commissione Cultura e Sport della Camera, interviene sull’emendamento sblocca stadi e sullo scontro tra il soprintendente Andrea Pessina e il senatore Matteo Renzi”, riporta il giorno successivo, 9 settembre, il Corriere Fiorentino. Mentre La Nazione scrive che “una proposta arriva da Marco Nervi”, nipote di Pier Luigi Nervi: “A Firenze vorremo proporre ciò che stiamo facendo a Roma con lo stadio Flaminio – sono alcune delle sue parole riportate dal giornale –, perché il Franchi ha analoghe esigenze di conservazione e ristrutturazione. A Roma abbiamo individuato un percorso virtuoso, che sta mettendo insieme tutti i soggetti interessati per arrivare a una soluzione condivisa”. “Secondo il nipote dell’ingegnere che ha progettato il Franchi, ogni decisione sarebbe più ponderata se si partisse da una conoscenza storico-artistico-architettonica dell’edificio”, spiega ancora La Nazione.
“Una firma per evitare agli stadi italiani ‘lo smantellamento, il sezionamento, l’alterazione, il decadimento del vincolo in tempi veloci e certi’. Come si rischia che avvenga per l’Artemio Franchi. Maurizio de Vita, presidente della prestigiosa Sira (Società Italiana Restauro dell’Architettura), ha inviato a 140 docenti di restauro e a persone vicine al mondo della conservazione un appello per il Mibact ‘contro l’emendamento stadi’”, annuncia poi La Nazione il 10 settembre.
E l’11 settembre il Corriere Fiorentino scrive che “il voto favorevole anche alla Camera, dopo quello del Senato, alla norma ‘Sblocca stadi’ apre un’autostrada per un nuovo stadio a Campo di Marte. E lo stesso club viola, dopo la cautela dei giorni scorsi, rompe gli indugi e dopo aver espresso ‘la propria soddisfazione’ e ringraziato ‘tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti’, dà il via alla fase 2, quella della progettazione e soprattutto della trattativa col Comune che si preannuncia ‘fast, fast, fast’ in alcuni punti, ma complessa per altri”.

 

Piazze, movida e cancellata

“Occupare le piazze della mala movida con esibizioni letterarie, musicali e teatrali. È questo il piano che già mercoledì, alla prossima riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, potrebbe essere presentato da Palazzo Vecchio ai vertici delle forze dell’ordine e al prefetto Laura Lega, preoccupata dalla piega che avrebbero preso le notti fiorentine in piazza Santo Spirito, Sant’Ambrogio, Santa Croce e piazza Strozzi”: è quanto annuncia il 13 settembre il Corriere Fiorentino, spiegando che “l’intento dell’amministrazione comunale sarebbe quello di trasformare i luoghi del caos in luoghi della cultura con concerti, rappresentazioni, serate a tema e performance”. Intanto per Santo Spirito “il capogruppo della Lega in Comune Federico Bussolin è tornato a proporre una cancellata per proteggere il sagrato della chiesa del Brunelleschi: ha depositato già un ordine del giorno in questo senso in Consiglio comunale”, racconta ancora il Corriere Fiorentino.

 

Scuola

“Un milione e 300mila euro di spesa e una corsa contro il tempo col ticchettìo dell’orologio che incombe su amministratori e dirigenti scolastici. Manca meno di una settimana allo squillo della campanella e lo sforzo congiunto di istituti superiori e Città metropolitana per trovare gli spazi che consentano il rispetto dei criteri anti-contagio non si è ancora fermato, anzi: gli interventi di ristrutturazione, i cantieri per ricavare nuove aule e le contrattazioni con i privati per reperire spazi alternativi adeguati proseguono in una rincorsa finale che, nelle intenzioni, dovrebbe permettere a studenti e insegnanti un rientro il più possibile in condizioni di normalità”, scriveva l’8 settembre La Repubblica, spiegando che “al momento sono sessantaquattro in tutto le nuove aule ricavate per gli istituti”.
“In quindici superiori del territorio faranno ricorso anche alla didattica a distanza con modalità diverse come stabilito dai singoli consigli di istituto, alcune solo per il primo periodo in attesa dell’allestimento di altre aule”, riporta poi La Nazione il 12 settembre.

 

Pareti verdi

“Arrivano le pareti verdi e puntano a fare di Firenze un laboratorio mondiale della rigenerazione ambientale”: lo scrive il 10 settembre La Repubblica, specificando che “si comincia nelle scuole che saranno attrezzate da ottobre con edera e vite americana che cresceranno in un anno”. “Il progetto, ‘per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’effetto isola di calore’ come lo presenta Nardella, si regge su cinque pareti esterne di altrettante scuole, una per quartiere – prosegue il giornale – ma si estenderà ad altri 30 istituti scolastici, e poi si passerà alla realizzazione dei tetti verdi, come quello dell’ospedale pediatrico Meyer”.

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