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Articolo / Rassegna Stampa

6 – 12 ottobre 2020

Santo Spirito e movida

In un’intervista al Corriere Fiorentino del 7 ottobre, il sindaco Dario Nardella parla anche di Santo Spirito: “L’ho già detto al prefetto, lanceremo un concorso di idee per progetti di protezione del sagrato e delle scalinate della basilica”, sono le sue parole. E sull’ipotesi di una cancellata risponde che “non c’è nessun tabù ma si possono trovare forme diverse. Coinvolgeremo la soprintendenza nel concorso”.

“Arriva la stretta contro la movida a rischio contagio, e Santo Spirito mette il lucchetto. Dal prossimo fine settimana, ogni venerdì e sabato sera – scrive La Repubblica l’8 ottobre – nella piazza regina degli assembramenti del popolo della notte, prima di una serie che comprenderà, presto, altre aree di malamovida del centro storico (come Sant’Ambrogio, Borgo la Croce, via Pellicceria), scatterà il numero chiuso. In altri termini, non si potrà più entrare a piacimento, ma si dovranno rispettare alcune rigide regole di ingresso”.

Lo stesso giorno, La Repubblica pubblica anche un’intervista al presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Pier Matteo Fagnoni, secondo cui le cancellate sul sagrato della basilica – riporta il giornale – “servono solo a spostare più in là il problema”. “Perché, piuttosto, si chiede il presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Pier Matteo Fagnoni, non affrontare con un nuovo paradigma il problema dell’uso improprio degli spazi pubblici? E, invece di pensare a interdizioni fisiche, non intervenire in positivo, offrendo alternative di vivibilità allo strapotere della malamovida?”, scrive La Repubblica. Invocare le cancellate, spiega Fagnoni, è “una scorciatoia inutile, che crede di evitare il degrado di un luogo impedendone la fruizione, che è un controsenso, perché una piazza nasce proprio come luogo di scambio e incontro. Si tratterebbe, piuttosto, di lanciare nuove visioni degli spazi”, sono altre sue parole riportate nell’intervista.

“Mille persone, tante sono quelle che potranno entrare in piazza Santo Spirito nei weekend (il venerdì e sabato) del mese di ottobre. Ieri il sindaco ha firmato l’ordinanza che istituisce per la prima volta il numero chiuso nella piazza e nelle vie limitrofe: dalle 19 alle 2 del mattino”, scrive poi La Nazione il 9 ottobre. “Il filtraggio sarà svolto con transennamenti e punti di accesso controllati”, continua il giornale, spiegando che “tutte le misure sono state concordate con il Cosp, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e tengono conto dell’incontro del sindaco con i residenti e i commercianti della piazza. Tra gli interventi previsti ce ne sono alcuni che richiedono tempi più lunghi fra i quali l’individuazione (con un concorso di idee) della gestione del sagrato e della scalinata della Basilica di Santo Spirito”.

“Un picco di circa settecento persone, verso la mezzanotte, poi il numero si è stabilizzato intorno a trecento, trecentocinquanta, con un massimo di quattrocento, mentre alle due i presenti erano circa duecento. La prima notte contingentata a mille ingressi in piazza Santo Spirito è scivolata via senza particolari problemi, anche dopo le due il sagrato della basilica e le sue scalinate sono rimaste vuote in un contesto assolutamente irreale per la piazza”, racconta l’11 ottobre La Repubblica, aggiungendo che “il problema degli assembramenti non è stato risolto però da altre parti della città. In particolare in un’altra zona particolarmente ‘calda’ della notte, quella di piazza Sant’Ambrogio-Borgo la Croce”. “Difficile dire se la gente che non è andata in Santo Spirito si sia spostata in questo altro fazzoletto centrale di Firenze, fatto sta che la situazione alla fine è risultata spesso insostenibile”, scrive ancora il giornale, che spiega che “da Palazzo Vecchio trapela che tutte queste altre situazioni sono sotto osservazione e che verrà valutato il da farsi nei prossimi giorni”.

Pensilina di Santa Maria Novella

“Non ci furono feriti per fortuna allora, anche perché la pensilina cadde verso le due di notte. Era il 26 luglio del 2019 quando crollò una parte della tettoia della stazione di Santa Maria Novella, sul lato che guarda l’ex pensilina demolita di Cristiano Toraldo. Salve le persone, ferita rimase invece la stazione di Michelucci. E lo resta pari pari, come se il tempo si fosse fermato, dopo un anno e due mesi”: inizia così l’articolo che La Repubblica dedica alla questione il 12 ottobre, in cui ripercorre le tappe della vicenda.

Uffizi e Forte Belvedere

“L’idea proposta da Eugenio Giani nella sua intervista a Repubblica di utilizzare la villa medicea di Careggi per realizzare gli Uffizi 2 è stata approvata anche da Dario Nardella: ‘Mi piace molto – commenta il sindaco a Rtv38 – l’ho lanciata più volte in passato e il fatto che la Regione sia disponibile a condividere questo progetto è molto positivo. La galleria ha così tante opere che si possono fare gli Uffizi due, tre, quattro. È proprio l’idea di un museo diffuso che mi affascina, per questo con il direttore Eike Schmidt abbiamo parlato del progetto di Montelupo e altri che interessano la città'”: è quanto riporta La Repubblica il 6 ottobre. “E poi c’è sempre un vecchio progetto nella testa del sindaco che vorrebbe realizzare con Giani: ‘A me piacerebbe che Eugenio riprendesse in mano anche l’idea che aveva lanciato e che avevo condiviso: il collegamento con il Forte Belvedere attraverso un sistema di scale mobili'”, continua il giornale.

L’11 ottobre La Repubblica pubblica un’intervista a Eike Schmidt sul progetto degli “Uffizi diffusi”. “Da 7 mesi – scrive il giornale – il direttore del più importante museo italiano sta lavorando alle prime tappe di una ‘delocalizzazione’. Dentro le mura di Firenze (vedi la Villa Medicea di Careggi, idea lanciata dal neo presidente della Regione Giani sempre sulle nostre pagine e avallata con entusiasmo dal sindaco Nardella) ma anche fuori. Un’operazione che definisce rivoluzionaria sia per i turisti che per i cittadini”. “Fino ad oggi sono una ventina le realtà che ho potuto toccare con mano, con cinque siamo a un buon punto di progettazione. Ma credo che si potrebbe arrivare, con tutta tranquillità, a una cinquantina di spazi diffusi in regione, che così saranno valorizzati”, sono alcune parole di Schmidt riportate dal giornale.

Loggia di Isozaki

Riguardo alla Loggia di Isozaki, il 7 ottobre il Corriere Fiorentino scrive che il sindaco Nardella “è sicuro, si farà”: “Ci sono tutte le condizioni, ed i soldi, per farla e stiamo organizzando una video conferenza con l’architetto ed il ministero”, sono le sue parole riportate dal giornale, che spiega anche che il sindaco giudica questo “un fatto positivo perché la città deve aprirsi all’architettura contemporanea”.

Nuovo centro sportivo della Fiorentina

“Un investimento da 75 milioni di euro – scrive l’8 ottobre La Nazione presentando il progetto – circa la metà di quanto ha speso la Juventus per realizzare il suo Stadium. Giusto per dare l’esatta dimensione di quello che sarà il ‘Viola Park’, la nuova casa della Fiorentina che sorgerà a Bagno a Ripoli”. “Il club viola, dai primi di gennaio del 2022 (i lavori inizieranno a inizio 2021) potrà contare su di un centro sportivo all’avanguardia europea, probabilmente mondiale se restiamo nell’ambito del calcio”, prosegue il giornale. Il “Viola Park” – spiega La Nazione – “coprirà una superficie di 25 ettari, 22 utilizzati tra foresterie, aree fitness e terapia, ristorante, uffici della società, due mini stadio (uno da 3mila persone, l’altro da 1500) e parcheggi. Sono previsti dieci campi in sintetico e in naturale, riscaldati e con illuminazione”. “Dal punto di vista della viabilità, il centro sportivo avrà 400 parcheggi (all’interno si potrà usare solo con veicoli elettrici) e sarà collegato alla tramvia che verrà”, riporta ancora il giornale.

Meccanismo dell'”atterraggio”

“Via alla demolizione dei vecchi capannoni abbandonati di via Confalonieri. Al loro posto nascerà un giardino pubblico”: è quanto annuncia il 9 ottobre La Nazione, spiegando che “il piano di recupero era stato adottato a dicembre scorso dalla giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore Del Re. ‘Utilizziamo per la prima volta il meccanismo previsto dal regolamento urbanistico – ha spiegato Del Re – che consente di intervenire eliminando situazioni di abbandono urbano e di aumentare al tempo stesso le strutture in aree della città che ne sono carenti, in particolare parcheggi e verde pubblico’. Così ci sarà un giardino in via Confalonieri al posto dei capannoni fatiscenti e abbandonati mentre al Gignoro ci sarà spazio per nuova residenza con parcheggi e verde. ‘Un’operazione – ha concluso l’assessore – coerente con il nostro piano strutturale a volumi zero'”.

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