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Articolo / Rassegna Stampa

3 – 9 novembre 2020

Le misure contro la pandemia

“La Toscana rientra tra le regioni ‘gialle’, quelle cioè per le quali sono valide le misure di base introdotte dal nuovo Dpcm”: lo annuncia il 5 novembre La Repubblica, spiegando ad esempio che “quindi sui mezzi pubblici del trasporto locale la capienza tornerà al 50% dall’80% di adesso” e che “dalle 22 alle 5 inoltre ci sarà il coprifuoco”. “Altra misura prevista per le zone gialle è la chiusura dei musei e delle gallerie d’arte, spazi culturali che erano rimasti aperti dopo la chiusura dei giorni scorsi di cinema e teatri. Ancora, nel fine settimana chiuderanno i negozi all’interno dei centri commerciali”, scrive il giornale, che aggiunge che sono “molto importanti le misure che riguardano le scuole. In tutti gli istituti superiori si farà la didattica a distanza al 100%” e che “alle amministrazioni locali è data la possibilità di decidere se chiudere strade o piazze dove c’è un alto rischio di assembramenti”.

 

Musei e monumenti

“‘Se dovremo chiudere di nuovo, ne approfitteremo per portarci avanti con i lavori e con i grandi cantieri, per rendere il museo ancora più funzionale e più bello di quanto non lo sia già’. Lo ha detto la direttrice della Galleria dell’Accademia Cecilie Hollberg”: è quanto riportava il 3 novembre La Nazione.
“Sedici milioni di euro persi a causa dell’emergenza Covid, pari a tre o quattro anni di restauri che rischiano di non poter essere finanziati. Per l’Opera di Santa Maria del Fiore, che gestisce il museo e i monumenti del complesso del Duomo, la nuova chiusura decisa dal governo – scrive il 5 novembre La Repubblica – aggiunge ulteriore angoscia a un panorama a tinte fosche. E a farne le spese potrebbe essere proprio la manutenzione di alcuni dei simboli della città, dalla Cattedrale (aperta al culto) alla Cupola del Brunelleschi”.
“Viste le disposizioni del decreto il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ieri alle 13 ha chiuso personalmente il portone di accesso alla Galleria”, racconta lo stesso giorno La Nazione, spiegando che “insieme agli Uffizi hanno chiuso i portoni tutti gli altri musei, statali e civici”.

 

Ruota panoramica al piazzale Michelangelo

“Una ruota panoramica su piazzale Michelangelo. Che dovrà avere un’altezza di 35 metri, ed essere originale e ricoperta da un ‘ornamento elegante e festoso visibile, di giorno e di sera, dalla città’. È questa l’idea partorita dall’Ufficio del sindaco ‘per attrarre turisti e ampliare l’offerta culturale delle famiglie’, ma anche per rimpinguare il Fondo per la Rinascita di Firenze”: a scriverlo è il 5 novembre il Corriere Fiorentino, che spiega che “Palazzo Vecchio ha pensato di lanciare un bando pubblico esplorativo – con scadenza il 23 novembre alle 12.30 – per trasformare quell’area, dal primo dicembre al 15 gennaio, in una sorta di villaggio del divertimento e del food, con iniziative culturali, addobbi e decorazioni e una zona destinata ad alcuni stand per la vendita di crepes, popcorn e street food. Al Fondo Rinascita andrà una percentuale del biglietto della ruota panoramica”.
“Bocciata. Sia dai fiorentini sui social sia dalla stessa soprintendenza che ne avrebbe dovuto autorizzare l’installazione”, riporta poi il giorno successivo, 6 novembre, sempre il Corriere Fiorentino, in un articolo dal titolo “Scontro con Pessina sulla ruota ‘Accordi diversi, così non va’”. “Sul progetto ‘Ruota Panoramica Piazzale Michelangelo’ bisogna infine registrare il fuoco di fila da parte delle opposizioni in Consiglio comunale”, è un altro passaggio dell’articolo.

 

San Lorenzo

“‘Abbiamo zero clienti, tanto vale chiudere’. È quanto hanno pensato quasi 150 bancarellai del mercato di San Lorenzo che, dopo l’annuncio del nuovo Dpcm e il calo quasi totale dei turisti nel capoluogo toscano, hanno deciso di non aprire il proprio banco. E così San Lorenzo è diventata deserta. Niente banchi in via dell’Ariento, niente banchi in piazza del Mercato centrale, niente banchi in via Panicale e neppure in via Sant’Antonino. Soltanto una quarantina di banchi, a partire dallo scorso lunedì, sono rimasti aperti”: è quanto racconta il 5 novembre il Corriere Fiorentino.

 

Ospedali

“Operazione ‘ospedali d’emergenza’. La seconda ondata del Covid polverizza ieri anche il record dei ricoverati di marzo-aprile e la Regione accelera la caccia a spazi dove allestire posti letto Covid. Non ‘parcheggi’ o strutture per tenere i contagiati sotto osservazione ma veri e propri ospedali. Aree di grandi dimensioni per accogliere tra 1.500 e 2.000 pazienti che arrivino a necessitare anche di casco per l’ossigeno. Mille posti letto saranno allestiti nell’area dell’Asl Toscana centrale, due grossi immobili da 500 posti l’uno sono già stati trovati”: lo riporta il 4 novembre La Repubblica.

 

Professionisti

“Da sei mesi senza alcun aiuto o incentivo. Ingegneri, avvocati, architetti e commercialisti toscani alzano la voce con le istituzioni per ottenere soccorsi economici. ‘Nei vari decreti Cura Italia, Rilancio, Semplificazioni e Ristori, i professionisti sono stati per lo più dimenticati’, dice chiaramente il presidente di Inarsind, Roberto Rezzola, l’associazione sindacale che rappresenta ingegneri ed architetti. Nelle rimostranze dei professionisti si fa presente che sino a oggi il profilo mantenuto è stato basso per permettere alle istituzioni di soccorrere i settori ‘per i quali era necessario procedere in modo immediato ed urgente’, come quello sanitario. Ma adesso il tempo – avvertono – è scaduto anche per loro. La platea riguarda più quarantamila iscritti in Toscana agli ordini professionali, persone che, a differenza di un’idea diffusa, nella gran parte dei casi non sono benestanti”: è quanto scrive il 7 novembre il Corriere Fiorentino. “Così i professionisti chiedono oggi ‘con forza e decisione di porre la dovuta attenzione ad un comparto di così grande rilevanza sociale’. Un appello rivolto alla Regione e al governo”, riporta ancora il giornale.

 

Arno e alluvione

“L’Arno sicuro e da vivere sarà uno dei progetti di sviluppo della città che Palazzo Vecchio sosterrà attraverso il Recovery Fund, mentre prende il via il percorso verso il ‘Patto dell’Arno’ e la costruzione della candidatura di Firenze a ospitare il decimo Forum mondiale dell’acqua. Lo ha spiegato ieri in consiglio comunale l’assessore all’Ambiente Cecilia Del Re durante il ricordo dell’Alluvione del 1966. ‘Un progetto chiave di sviluppo e di rilancio dell’Arno da supportare con il Recovery Fund che vede nella sicurezza e vivibilità del fiume uno strumento di ripartenza e lavoro per la città'”: lo scrive il 3 novembre La Nazione.
“Oggi ricorre il cinquantaquattresimo anniversario dell’alluvione di Firenze”, riporta poi sempre La Nazione il 4 novembre, spiegando che “ogni anno ricordarla serve anche a non dimenticare le opere idrauliche ancora necessarie per mettere in sicurezza Firenze e il suo immenso patrimonio artistico”.
“Oggi l’Arno è più sicuro che nel 1966, ma si può fare di più. L’ammonimento arriva in occasione della cerimonia per l’anniversario dell’alluvione del 4 novembre di 54 anni fa”, scrive La Repubblica il giorno successivo, 5 novembre, spiegando che “un deciso passo avanti nel frattempo arriva dalla firma del nuovo protocollo sul sistema di allertamento per la messa in sicurezza dei beni culturali, che viene allargato a nuovi soggetti”.

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