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Articolo / Rassegna Stampa

17 – 23 novembre 2020

Stadio

“Fiorentina e Palazzo Vecchio si sono mosse in un’unica direzione e ieri sera hanno spedito un plico, contenente una lettera della società viola in cui si descrive per linee generali quello che sarà il progetto per il nuovo Franchi dell’architetto Marco Casamonti; in cui poi si chiede formalmente di individuare gli elementi strutturali, architettonici o visuali di cui sia strettamente necessaria a fini testimoniali la conservazione o la riproduzione dell’opera creata da Pier Luigi Nervi, oltre a una seconda lettera del sindaco Dario Nardella. L’indirizzo è Roma, uffici del Mibact, all’attenzione del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini”: lo racconta il 17 novembre La Repubblica. “Alla lettera del sindaco è allegata una relazione predisposta dagli uffici tecnici del Comune con tutte le informazioni utili sulle criticità degli elementi strutturali e sulle carenze impiantistiche che necessitano di essere risolte per garantire la fruibilità in sicurezza dello stadio”, continua il giornale. “Tutto questo mentre l’Associazione Pier Luigi Nervi Project e da Do.Co.Mo.Mo Italia lanciano il loro appello per salvare lo stadio Franchi dalla possibile distruzione – scrive ancora La Repubblica – Con questo fascicolo, quindi, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso vuole capire veramente fino a che punto può spingersi con i lavori di ristrutturazione, prima di passare alla realizzazione di un progetto concreto e realizzato fino ai minimi dettagli”. Della lettera della Fiorentina parla lo stesso giorno anche il Corriere Fiorentino, che spiega che “la domanda contenuta nella lettera è sapere quali sono gli elementi ‘testimoniali’, imprescindibili, per mantenere vivo il segno architettonico di Pierluigi Nervi, con una operazione di abbattimento e ricostruzione”. “Il ministero risponderà, pare entro un mese, dando gli elementi richiesti. E allora si capirà fino a dove il progetto può spingersi e Rocco Commisso deciderà se il gioco vale la candela. Altrimenti, sposterà le sue mire altrove: Campi o Ridolfi”, riporta il Corriere Fiorentino.
Il 19 novembre, La Repubblica riporta poi quanto detto da Commisso in un’intervista a Lady Radio: sullo stadio “sono ottimista fino a un certo punto – dice Commisso – ma spero che lo Stato italiano faccia la cosa giusta”. “Non capisco come possano considerarlo un monumento, visto che comunque è vissuto ogni giorno dai tifosi – è un altro passaggio dell’intervista – C’è anche la possibilità che lo stadio non si faccia, voglio essere chiaro”. “Se il Franchi non si può fare come voglio io, i soldi li possono mettere loro. Credo che Franceschini lì a Roma ne abbia”, sono altre sue parole riportate da La Repubblica.
“Il ministro Dario Franceschini che proprio in questi giorni deve analizzare e valutare che tipo di ristrutturazione autorizzare sul Franchi applicando il nuovo decreto Salva-stadi, non ha gradito la lunga intervista del patron viola, Rocco Commisso a Lady Radio. La registrazione del lungo intervento dagli States pare sia stata ascoltata più volte a Roma e Franceschini non ha nascosto la sua irritazione”, racconta il giorno successivo, 20 novembre, La Nazione, che spiega anche che “di fatto ci vorranno ancora almeno un paio di settimane prima che da Roma arrivino le risposte tecniche necessarie al secondo passaggio: la presentazione del nuovo progetto da parte della società viola”.

 

Il sondaggio sulla Firenze del futuro

“Come dovrà essere la Firenze del futuro? Per i residenti dovrà avere più aree pedonalizzate (tranne nel centro storico dove secondo chi ci vive ce ne sono fin troppe), più verde, più spazi di aggregazione, più parcheggi. E con lo stadio Artemio Franchi trasformato in un contenitore multifunzionale dove organizzare eventi, congressi, e con al suo interno le attività commerciali. Lo dice il sondaggio Firenze Prossima, redatto dall’Agenzia Lama, e che fotografa la città che verrà secondo le aspirazioni di chi la vive: una campagna di ascolto voluta dal Comune che – scrive il 17 novembre il Corriere Fiorentino – fornisce idee e proposte in vista dell’adozione del nuovo Piano Operativo dell’amministrazione Nardella”. “A partecipare al sondaggio sono stati più i residenti del centro (1885) rispetto a quelli degli altri quartieri, secondo cui la priorità dell’amministrazione deve essere quella di riportare le persone a vivere nell’area Unesco”, spiega il giornale.

 

Piazze

“Dieci piazze da rifare in quattro anni. È questo il compito che è stato affidato dal sindaco Dario Nardella alla neo assessora ai Lavori pubblici Elisabetta Meucci. E l’esponente di Italia Viva, entrata in giunta nell’ultimo rimpasto, si è già messa all’opera. Partendo dai quartieri. Anzi, dal Quartiere 4, con un sopralluogo assieme al presidente Mirko Dormentoni. Cioè dove a dicembre, ‘se tutto va bene – spiega l’assessora – completeremo la ristrutturazione di piazza dell’Isolotto'”: è quanto riporta il 17 novembre il Corriere Fiorentino, spiegando che “non si tratterà solo di piazze note, ma anche di slarghi, piazze ‘banalizzate’ perché diventate solo rotatorie. L’obiettivo è insomma quello di ‘far tornare vivi spazi pubblici, per i cittadini’ dice Meucci”.

 

Lavori per la tramvia Fortezza-San Marco

Il 23 novembre La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Tramvia Fortezza-San Marco si parte con la rivoluzione traffico”. “Dai primi di dicembre i saggi archeologici richiesti dalla Soprintendenza cominceranno a invadere il viale Lavagnini in 3-4 punti e poi anche piazza Libertà (lato Cavour). A ruota scatteranno i lavori preparatori in viale Milton. Tra il 15 e il 20 dicembre, comunque prima di Natale, vedremo anche la più grossa operazione di viabilità funzionale ai cantieri della nuova linea Fortezza-Libertà-San Marco: cambierà senso di marcia via Lorenzo il Magnifico, che da direttrice verso la Fortezza si trasformerà, all’opposto, in corsia di scorrimento in direzione Libertà. Una bella rivoluzione per il traffico”, inizia l’articolo. “A un anno e mezzo dall’entrata in servizio delle linee 2 e 3 per aeroporto e ospedale di Careggi il primo dei Sirio del futuro vede ormai il via”, scrive ancora La Repubblica.

 

Superstrada ciclabile Firenze-Prato

“Un altro passo in avanti verso la realizzazione della superciclabile che collegherà Firenze a Prato. Ieri il progetto ha infatti ottenuto il via libera del Consiglio comunale con l’adozione della variante urbanistica semplificata su proposta dell’assessora all’Ambiente Cecilia Del Re e dopo l’ok della giunta delle scorse settimane. ‘Si tratta di una vera e propria superstrada ciclabile che unirà le città di Firenze e Prato – spiega il sindaco Dario Nardella – con caratteristiche che la differenziano in modo sostanziale dalle piste ciclabili ordinarie presenti sul territorio italiano. Un’infrastruttura progettata per diventare un grande asse di collegamento della piana fiorentina, in grado di innovare il sistema della mobilità incentivando forme alternative rispetto al mezzo motorizzato'”: lo scrive il 17 novembre La Repubblica.

 

La città e la pandemia

Il 18 novembre il Corriere Fiorentino pubblica un articolo dal titolo “La resa di bar e ristoranti in centro. I consumi crollano in doppia cifra”, spiegando che “molti nell’area Unesco di Firenze non hanno retto alla stretta: solo un locale su 5 è ancora aperto, meglio nel resto della città”. “Il rapido arrivo della Toscana in zona rossa ha peggiorato ancora la situazione sul fronte dei consumi. Una crisi particolarmente grave a Firenze – dove tanti bar e ristoranti hanno deciso di non restare aperti dopo l’ultima stretta del governo – e nella sua area metropolitana, in cui turismo e servizi sono una parte essenziale della produzione di ricchezza e lavoro”, scrive il giornale.
“Una nuova ordinanza, a Firenze, per mettere una ‘fascia di sicurezza’ di 50 metri per consumare i cibi e le bevande da asporto”: lo annuncia il 19 novembre sempre il Corriere Fiorentino, spiegando che “i vigili urbani, nei vari controlli per verificare il rispetto dei divieti previsti per la ‘zona rossa’, hanno verificato che si mangiava ancora troppo vicino” e che “assembramenti sono stati notati anche in aree verdi o nelle piazze limitrofe. I vigili lo hanno scritto in una relazione, consegnata a Palazzo Vecchio. Ed ecco perché il sindaco Dario Nardella ha firmato l’ordinanza”.
“Industria, turismo, terziario, servizi. Per la prima volta una crisi colpisce tutti i settori dell’economia toscana, anche chi arriva da anni di crescita, trasformando i nostri punti di forza – come la moda e l’export – in punti di debolezza. Anche per questo la Toscana fa peggio dell’Italia e i tempi per tornare ai livelli pre Covid saranno lunghissimi, secondo l’analisi dell’Irpet dovremo attendere il 2027”, scrive in un altro articolo il Corriere Fiorentino il 19 novembre.
“Un’impresa su quattro non riaprirà al termine di questa seconda tornata di chiusure: la ‘zona rossa’, anche se in versione soft rispetto al lockdown della scorsa primavera, rischia di condannare a morte il 25% delle piccole e piccolissime aziende artigiane toscane. La stima è del presidente di Cna Toscana, Luca Tonini”, riporta ancora il Corriere Fiorentino.
Per quanto riguarda la mobilità, “la Regione, a cui il trasporto pubblico fa capo, ha deciso di ‘rimodulare’ i servizi. Ossia di spostare i bus da zone dove prima erano urgenti ma dove, con la Dad, non servono più in quel numero, per esempio intorno ai grandi plessi scolastici. Per trasferire, i mezzi in avanzo là dove ce n’è maggiore necessità: verso i treni pendolari, gli ospedali, i grandi poli di scambio, le zone a bassa richiesta quasi totalmente abbandonate”, spiega il 20 novembre La Repubblica.

 

Turismo

“Firenze è l’unica città italiana inserita da Lonely Planet nella classifica ‘Best in travel 2021’ per due categorie: il capoluogo toscano si è infatti aggiudicato il doppio riconoscimento per ‘sostenibilità’ e ‘comunità'”: lo annuncia il 18 novembre La Repubblica. “L’assessore al turismo di Palazzo Vecchio Cecilia Del Re ha sottolineato l’impegno ‘negli ultimi due anni per la promozione di un turismo sempre più sostenibile, rispettoso del nostro territorio e della sua comunità, e che guardasse oltre al centro storico. Le vie di Dante rappresentano tutto questo'”, riporta il giornale.

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