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Articolo / Rassegna Stampa

29 dicembre 2020 – 4 gennaio 2021

Stadio

“Il 2021 sarà l’anno dello stadio Franchi. E’ una delle certezze del sindaco Dario Nardella che – ammette – non può permettersi un’attesa più lunga”: lo scrive il 29 dicembre 2020 La Nazione. “Non posso permettermi, come sindaco prima di tutto – ha detto – di passare un altro anno senza una soluzione definitiva per il Franchi, soluzione che porteremo avanti insieme alla Fiorentina, qualunque essa sia”, sono alcune parole di Nardella riportate dal giornale. “In ogni caso il sindaco ha messo le mani avanti: ‘Non posso comunque escludere altre opzioni se la Fiorentina le volesse prendere in esame'”, scrive ancora La Nazione.
Il 31 dicembre il Corriere Fiorentino riporta alcune parole di Rocco Commisso, intervenuto su Radio Bruno sul 2020 viola, su vari aspetti fra cui lo stadio: “Del Franchi dico: va spostato, è troppo vicino al viale. Dico a Nardella, Giani e a Fossi (sindaco di Campi Bisenzio, ndr) che si mettano in moto per trovare qualche altra soluzione, visto che a me e a mia moglie le cose vecchie non piacciono”. “Con i soldi di Rocco si fa quello che dice Rocco – sono altre sue parole riportate dal Corriere dello Sport – Stadio – Se non si può spostare e realizzare la mia idea, allora non lo faccio io. Opzione Campi Bisenzio? Fra un po’ scadrà intanto aspettiamo che arrivi la risposta sullo stadio”.

Approfondimento sul tema
intervista del 29 dicembre da Lady Radio a Matteo Fagnoni, Presidente OAF 
(dal minuto 11.22)

 

Tramvia e infrastrutture

‘La prima cura per questa crisi economica senza precedenti scatenata dal Covid sono le infrastrutture, è il momento in cui dobbiamo spingere sull’acceleratore’. Palazzo Vecchio ha chiesto al Governo di finanziare al più presto le prossime linee della tramvia. ‘Noi – ha detto ieri il sindaco Dario Nardella – andiamo avanti con i cantieri delle tramvie e annuncio che abbiamo chiesto al Governo di finanziare anche le prossime linee, a cominciare dal secondo lotto della linea Piagge-Campi Bisenzio'”: è quanto riporta La Nazione il 29 dicembre 2020. “Ma le infrastrutture non solo i binari della tramvia. ‘Non cancelliamo dalla nostra agenda – ha ribadito il primo cittadino – né lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze né l’alta velocità’. A gennaio infatti si ricomincerà a scavare alla stazione Foster. Ad agosto dovrebbero invece partire i lavori per il tunnel dell’alta velocità”, prosegue il giornale.
“Firenze-Piana-Prato, mega patto sulle tramvie”, scrive poi il 4 gennaio 2021 La Repubblica, spiegando che “Eugenio Giani mette mani al nodo dello sviluppo dell’area metropolitana fiorentina”. “Il prolungamento dei binari dalle Piagge a Campi e l’allungamento della linea 2 fino a Sesto Fiorentino, progetti già in fase preliminare che insieme valgono 450 milioni di euro, saranno al centro delle richieste della Toscana per l’accesso ai 209 miliardi del Recovery Fund che l’Italia attende. Ma non solo. Pure il metro-treno da Peretola al museo Pecci ora accelera”, riporta il giornale.

 

Cantieri

“Semaforo verde. Il primo giorno della nuova viabilità a Firenze, attorno a piazza della Libertà, si rivela quasi senza ingorghi. Da domenica il Comune ha dato vita a una rivoluzione in tutta l’area, per far spazio ai cantieri di Publiacqua e soprattutto a quelli che realizzeranno la nuova tramvia. La linea che nel 2023 collegherà piazza San Marco alla Fortezza. Tra maltempo, zona arancione e festività le strade sono ancora in gran parte deserte”: lo racconta il 29 dicembre 2020 La Repubblica, spiegando che “per il momento gli automobilisti hanno avuto vita facile. Per tutta l’area è però un grosso cambiamento”.

 

Firenze nel 2021

Il 31 dicembre 2020 La Nazione pubblica la lettera del sindaco Nardella alla città con gli auguri per il 2021: “Firenze non chiede l’elemosina, vuol essere protagonista di un piano strategico di rinascita del Paese, a partire dalle città d’arte e turistiche. A gennaio chiameremo a raccolta tutte le forze sociali e produttive della città – imprese, sindacati, mondo bancario e finanziario, sindaci – per siglare un ‘patto metropolitano per lo sviluppo. Spingiamo l’acceleratore sui progetti e puntiamo sull’unità del territorio, con attenzione massima all’ambiente come declinazione di un modello di sviluppo e non come clava per bloccare tutto. Il lavoro e le opere pubbliche sono le leve di azione, per questo non ci fermiamo con i cantieri: tramvia, alta velocità, riqualificazione dei grandi hub come Manifattura Tabacchi, Belfiore e Santa Maria Novella”, è un passaggio della lettera.
E sempre La Nazione il 3 gennaio 2021 fa il punto sulle “sfide della città” per il nuovo anno.

 

Città post pandemi

“Perdute per ora le masse dei turisti, per di più alla fine di un anno caratterizzato da una forte contrazione demografica oltre che economica e con un 2021 che spalanca l’urgenza di darsi una nuova strategia per tentare un rilancio, Palazzo Vecchio si gioca una carta a sorpresa: provare a trasformarsi in meta attrattiva non solo per nuove aziende innovative ma per lavoratori da remoto”: ad annunciarlo il 3 gennaio 2021 è La Repubblica, che spiega che “gli uffici dell’assessora all’urbanistica Cecilia Del Re lavorano a un ‘Piano operativo’ (quello che un tempo si chiamava Regolamento urbanistico) dove saranno stoppate le destinazioni turistico-ricettive e le grandi strutture di vendita e previste quote record di nuovo industriale-artigianale e direzionale realizzabili. Quasi il doppio rispetto al piano del 2015, non solo in centro ma anche nei quartieri della prima periferia ora collegati con le tramvie. E questo per tentare di portar qui imprese hi tech, terziario avanzato e start up che il post Covid spinge verso la ricerca di spazi non necessariamente nelle zone industriali ma dove conti più la qualità della vita. Ma pure giovani smart workers e startuppers diventano un obiettivo ora”.

 

Arno

“Un Arno vivibile e percorribile a piedi e in bici, dall’Indiano a Varlungo. Con un obiettivo finale: renderlo balneabile e navigabile. Non appena il cantiere di lungarno Diaz sarà terminato – la Regione prevede ancora un paio di mesi di lavori – Palazzo Vecchio tornerà alla carica con il ‘Progetto Arno’, che porta la firma dell’architetto Richard Rogers”: lo spiega il 29 dicembre 2020 il Corriere Fiorentino, che aggiunge: “Palazzo Vecchio infatti sembra aver individuato una strada per accedere alle risorse: ‘Lo abbiamo inserito nei progetti da finanziare con il Recovery Fund – annuncia l’assessore Cecilia Del Re – perché risponde ai criteri dettati dall’Europa: sostenibilità ambientale e messa in sicurezza del fiume'”.

 

Mercati storici

“Nell’anno del disastro turistico da Covid 19 Firenze rilancia la riqualificazione dei suoi mercati storici. Solo prodotti locali, fiorentini, o al massimo toscani e italiani. E sempre nel nome di una rinascita ‘bella’, venduti su nuovi banchi rivisti e corretti che rendano onore alla città del bello. Sono i due principali tasselli della riqualificazione dei mercati del centro nel più ampio piano del commercio su area pubblica in tutta la città”: è quanto riporta La Nazione il 30 dicembre 2020. “Una commissione di Palazzo Vecchio approverà entro 6 mesi un modello di banco architettonico che dovrà essere realizzato entro due anni. Ma il regolamento introduce anche tutele forti per la tradizione e l’identità dei mercati al coperto di Sant’Ambrogio e San Lorenzo”, scrive ancora il giornale.

 

Tavolini all’aperto

“Una boccata di ossigeno per i locali fiorentini, sempre più in sofferenza per la pandemia”: lo scrive il 2 gennaio 2021 La Repubblica, che spiega che è stato “prorogato fino al 31 gennaio, attuale termine stabilito dal governo per la fine dello stato di emergenza per la pandemia, il piano straordinario per tavolini e sedie gratuiti fuori dai locali, lanciato lo scorso maggio per aiutare la ripresa economica post Covid e per garantire maggiore sicurezza ai clienti di bar e ristoranti. A stabilirlo è una delibera dell’assessore al Commercio Federico Gianassi, approvata mercoledì dalla Giunta comunale, che concede una proroga di un mese (dopo quella concessa fino al 31 dicembre 2020) al regolamento di concessione del suolo pubblico per il ristoro all’aperto straordinario, prevedendo peraltro anche la possibilità di una ulteriore proroga fino al 31 marzo 2021, se dovesse essere ulteriormente allungato lo stato di emergenza a livello nazionale”.

 

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