Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze
Articolo / Rassegna Stampa

12 – 18 gennaio 2021

Stadio

“‘L’Unione Internazionale degli Architetti, Union Internationale des Architectes (Uia), ha scritto al sindaco Nardella di Firenze chiedendo di conservare e ripristinare lo stadio Artemio Franchi!’. Così sulla propria pagina Facebook la Fondazione Pier Luigi Nervi Project ha reso noto la lettera arrivata a Nardella e che coinvolge anche il ministero dei Beni culturali chiamato a dire quali sono gli elementi intoccabili del Franchi e cosa si può fare nello stadio vincolato. La lettera è partita da Parigi, dove ha sede l’Uia, un’organizzazione non governativa che rappresenta architetti di 124 Paesi aderenti, fondata a Losanna nel 1948, e riconosciuta da molte delle agenzie delle Nazioni Unite, tra le quali l’Unesco”: a scriverlo è il Corriere Fiorentino il 13 gennaio.
Il 16 gennaio i giornali riportano la risposta del ministero dei Beni culturali sul Franchi, con le varie reazioni. “Fiorentina e Comune (che aveva allegato una propria lettera di sostegno alla richiesta) avevano chiesto quali fossero gli ‘elementi testimoniali’ da preservare, in base alla nuova legge sugli stadi. La risposta lascia pochi spazi, almeno rispetto all’idea di ‘sostituzione edilizia’ che voleva Rocco Commisso, cioè demolire e ricostruire. Praticamente, tutti gli elementi sono da preservare. Non solo Torre di Maratona, scale elicoidali, tribuna sospesa. No: anche le curve, per le quali sono possibili ‘interventi di replica delle gradinate in parallelo a quelle attuali’. Cioè, si può solo costruire curve sopra le preesistenti”, scrive il Corriere Fiorentino, che spiega che tra gli “elementi testimoniali” da conservare “c’è anche ‘l’anello strutturale originario delle campate standard’ che danno ‘l’aspetto esterno dello stadio’. Tradotto: quell’opera è da tutelare nel suo complesso”. “L’Ordine degli Architetti chiede ‘un percorso di progettazione urbanistica dell’intera area di Campo di Marte’ e sullo stadio”, scrive ancora il Corriere Fiorentino, che come La Repubblica e La Nazione riporta l’intervento sulla questione dell’Ordine degli Architetti di Firenze. “La reazione della Fiorentina arriva dopo il ‘no comment’ del sindaco Dario Nardella: il Franchi è un ‘tema chiuso’. Rocco Commisso ‘ringrazia tutti quelli che si sono interessati’ al ‘nuovo stadio per la città di Firenze’. Ed esprime amarezza, perché sperava che la nuova legge fosse utile a tutto il sistema calcio”, racconta ancora il Corriere Fiorentino. “Pur foriero di aperture su tanti fronti, di fatto l’atto ministeriale è uno stop alle ambizioni fin qui note di Rocco Commisso. Tanto alle velleità di abbattere e spostare più verso i campini il Franchi quanto a quelle di buttar giù e ricostruire la Fiesole e la Ferrovia più vicine al campo da gioco”, scrive La Repubblica, che spiega che “l’idea che si fa strada in Palazzo Vecchio è adesso quella di tentare un’operazione con la regia pubblica. Provare a reperire risorse per ristrutturare e magari coprire l’impianto sfruttando fondi propri ma anche statali. Si sta tentando di capire se anche i denari del Recovery Fund potrebbero essere in parte sfruttati. Ma anche capitali privati potrebbero essere coinvolti. Per adesso è più che altro una suggestione. L’inizio di una riflessione. Ma il sindaco Dario Nardella ha iniziato a farla con i suoi. Del resto il decreto del Mibact – al netto di impugnazioni che pure potrebbero arrivare spingendo la questione al Tar e poi alla Consulta – la porta ad una ristrutturazione la apre. E l’idea del Comune è quella di non perdere la chance. Presto comunque per decidere. Prima il sindaco vuole confrontarsi con Commisso”.
Il giorno successivo, 17 gennaio, La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Un nuovo Franchi con fondi pubblici”, spiegando che “il sindaco lavora all’ipotesi di un piano con mutui del Credito Sportivo e altri istituti, forse l’Art bonus e per le opere collaterali le risorse del Recovery Fund”. “Ventiquattro ore dopo il parere del Mibact una complicata operazione per un restyling del Franchi con un mix di denari pubblici e privati è diventata oggetto di valutazione”, scrive il giornale. “Nuove aree? Il Ridolfi? La Perotti? Opzioni complicate. E Campi Bisenzio? Il sindaco Fossi attende”, continua La Repubblica.
“Mi auguro che anche alla luce del dibattito internazionale che c’è stato i fiorentini abbiano capito il valore dell’opera di Nervi, l’importanza del loro stadio”, sono alcune parole del soprintendente Andrea Pessina intervistato lo stesso giorno da La Repubblica. “Sono soddisfatto. È stata sposata completamente la nostra relazione. Ma non mi sento vincitore no, perché c’è ancora il rischio che si sia tutti vinti, se non troviamo un’intesa per il futuro dello stadio Franchi”, è un altro passaggio dell’intervista.

Ulteriori approfondimenti sull’argomento
Artribune
La Nazione
 

Cancellata in Santo Spirito

“A distanza di mesi dalle polemiche per le manifestazioni, e di mezzo anno dalla presentazione della mozione, il Consiglio comunale vota per la prima volta sulla possibilità di installare una cancellata intorno alla Basilica di Santo Spirito. E vota contro: o meglio, vota contro persino alla possibilità di ‘un concorso di idee per la realizzazione di una cancellata artistica che recinga nottetempo tutta la Basilica di Santo Spirito pur consentendo l’accesso ai fedeli alle funzioni religiose e a quanti intendono visitare il sacro edificio'”: lo riporta il 12 gennaio il Corriere Fiorentino.
“Il no del Consiglio comunale alla cancellata per il sagrato di Santo Spirito (la mozione è stata portata in aula dal capogruppo della Lega Federico Bussolin) ha di nuovo scaldato gli animi dei residenti dell’Oltrarno che ora si dicono pronti a nuove azioni, ‘anche eclatanti’, per salvare lo spazio antistante la basilica del Brunelleschi da degrado e mala movida”, scrive il giorno successivo, 13 gennaio, sempre il Corriere Fiorentino, che spiega che “alcuni residenti, che non vogliono darsi per vinti, stanno ragionando su una petizione da far girare in tutto il centro storico per poi consegnarla nelle mani del sindaco”, e che ricorda anche che la comunità agostiniana di Santo Spirito “nei mesi scorsi aveva perfino interpellato un architetto e un artigiano per la progettazione e la realizzazione della recinzione”.

 

San Salvi

“Il sindaco Dario Nardella ha effettuato ieri mattina un sopralluogo all’ex ospedale psichiatrico di San Salvi. Con lui gli assessori della giunta e il dg dell’Asl Morello. In un twitter successivo, il sindaco ha annunciato la volontà di ‘lavorare al piano di recupero dell’area e in via Lungo l’Affrico dove studiamo gli interventi per migliorare marciapiedi, segnaletica, pista ciclabile e spazi verdi’”: lo scrive il 14 gennaio La Nazione. “Ora il recupero di San Salvi dovrà essere compreso nel nuovo Piano operativo 2020-2025 che il Comune di Firenze si appresta a varare prima dell’estate”, aggiunge il giornale.

 

Tramvia e cantieri

“Terminati i saggi archeologici sui viali, dai quali non sono emersi ritrovamenti, la soprintendenza fiorentina già oggi potrebbe dare disco verde all’inizio dei cantieri di Publiacqua prima e della tramvia dopo, tra viale Spartaco Lavagnini e viale Matteotti. Nessun ritardo quindi sulla tabella di marcia ipotizzata”: è quanto riporta il 14 gennaio il Corriere Fiorentino.
Lo stesso giorno, La Repubblica pubblica un articolo dal titolo “Rischio ritardi per la tramvia. Il ricorso di Razzanelli al Tar potrebbe allungare i tempi”, in cui spiega che “il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Mario Razzanelli ha presentato ricorso al Tar contro la delibera comunale del 20 ottobre che ha deciso di non assoggettare a Valutazione di impatto ambientale il progetto, sulla base dei pareri richiesti a tutti gli organi ambientali interessati”. “Il Comune si mostra tranquillo. Dice l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti: ‘Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare. Nei prossimi giorni discuteremo del ricorso ma stiamo costituendoci con la nostra memoria al Tar. E la Tram farà lo stesso'”, riporta ancora La Repubblica.

 

Musei

“Radicale, sperimentale ed aperta al futuro. E’ nel ricordo della celebre storica dell’arte fiorentina Lara Vinca Masini, scomparsa qualche giorno fa, che domani si apre il primo convegno online dallo scoppio della pandemia interamente dedicato alle prospettive e alla valorizzazione dei musei: il confronto, intitolato ‘More Museum: il futuro dei musei tra crisi e rinascita, cambiamenti e nuovi scenari’, è organizzato dal Comune di Firenze in collaborazione con il MUSE e il Museo del Novecento”: lo annunciava il 13 gennaio La Nazione, spiegando che “dalla conservazione del patrimonio esistente alle nuove forme di mediazione e diffusione della conoscenza attraverso le piattaforme digitali, sono numerosi i temi al centro di un dibattito che sarà introdotto dalle prolusioni del Ministro della Cultura Dario Franceschini”.
“I musei scaldano i motori. Non sono mai stati fermi in realtà, neanche nelle settimane in cui sono rimasti chiusi in seguito al dpcm del 3 novembre, tra chi ne ha approfittato per accelerare o dare il via a lavori di riallestimento e ristrutturazione e chi si è focalizzato su una programmazione a distanza che ha contribuito a mantenere vivo il rapporto con il pubblico. E poi ieri la svolta: il ministro Franceschini, intervenendo al convegno online ‘More Museum’ – racconta il 15 gennaio La Repubblica – ha annunciato la sua proposta di riaprire i musei nelle regioni a zona gialla, ma solo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì”. “E dunque a ripartire si stanno preparando in queste ore i musei fiorentini”, prosegue il giornale.
“Aperture alla spicciolata nei musei fiorentini: tra gli statali il Bargello con le Cappelle Medicee e Palazzo Davanzati per primo, già lunedì, Boboli martedì. San Marco giovedì. Uffizi e Palazzo Pitti hanno ancora bisogno di tempo. Mentre l’Accademia rimanda tutto al 13 febbraio, per poter concludere nel frattempo i lavori di ristrutturazione”, riporta il 16 gennaio il Corriere Fiorentino, annunciando anche che “i musei civici ripartono (quasi) tutti in blocco da lunedì 18 gennaio”.

 

“Uffizi 2”

“Il presidente della Regione Eugenio Giani già li chiama ‘gli Uffizi 2’. Ieri ha svolto il primo sopralluogo alla Villa Medicea di Careggi insieme al direttore degli Uffizi Eike Schmidt. E ha annunciato che per l’autunno 2022 vedremo operativa la villa, seppur parzialmente. ‘Opere delle Gallerie degli Uffizi andranno nella villa medicea di Careggi, residenza preferita di Lorenzo il Magnifico, aperta ai toscani, ai turisti e ai pazienti in cura del Meyer e di Careggi’ scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione”: lo racconta il 14 gennaio il Corriere Fiorentino, che spiega che “sono tre le location principali individuate per il progetto degli ‘Uffizi diffusi’. La Villa dell’Ambrogiana a Montelupo, le Terme del Corallo a Livorno e appunto la villa di Careggi”.

GIUGNO 2021
  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27