Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

19 – 25 gennaio 2021

Stadio

“Ora Nardella fa da solo. Sarà il Comune a intervenire, sia sul Franchi che sull’area di Campo di Marte”: lo annuncia il 19 gennaio il Corriere Fiorentino, che spiega che “ora Nardella dovrà provare a trovare i fondi per l’operazione. Nei prossimi due anni si affronteranno le emergenze, cioè gli interventi sulla sicurezza statica e sismica (si parte a febbraio, 800 mila euro già finanziati, i 7 milioni per l’antisismica ‘si troveranno nel bilancio di quest’anno’). Ma in contemporanea Palazzo Vecchio comincerà a lavorare per il ‘concorso internazionale’ per il Franchi”. “Il 2020 sarà speso per l’attività tecnica preparatoria al bando. ‘Poi passeremo a pubblicare il concorso internazionale’ e sarà una ‘commissione di architetti, esperti, rappresentanti degli Ordini degli architetti e degli ingegneri nazionali a valutare’. Il vincitore sarà scelto tra un piccolo gruppo di finalisti, tra il 2022 e il 2023”, riporta il giornale. “Il Comune farà un nuovo piano urbanistico ‘per tutta Campo di Marte'”, scrive ancora il Corriere Fiorentino.
Lo stesso giorno La Nazione pubblica su questo tema un intervento di Pier Matteo Fagnoni, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze: “Apprezziamo e condividiamo la scelta annunciata dal sindaco Nardella di realizzare un concorso internazionale di progettazione per il restauro dello stadio Artemio Franchi. Abbiamo sempre sostenuto che questa potesse essere la strada migliore da percorrere per portare Firenze ad avere uno stadio unico al mondo, unendo la valorizzazione della parte monumentale dell’opera di Nervi all’inserimento di segni contemporanei”, è un passaggio dell’intervento, in cui viene sottolineato anche anche che “come Ordine degli Architetti di Firenze, ci mettiamo fin da subito a disposizione per supportare il Comune in questo percorso virtuoso che ha deciso di intraprendere”. Anche La Repubblica e il Corriere Fiorentino riportano la reazione dell’Ordine degli Architetti di Firenze alla scelta annunciata da Nardella.
“Il Fai ha accolto con grande soddisfazione le decisioni del ministero della Cultura e del Comune di Firenze sul futuro dell’impianto”, scrive poi il 20 gennaio il Corriere della Sera.
“Se da una parte il sindaco di Firenze, Dario Nardella, lavora al restyling del Franchi, dall’altra Rocco Commisso non vuole lasciare intentata nessuna strada e prosegue nei suoi incontri privati con i sindaci dell’area Metropolitana. Dopo il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini (con cui ha riparlato del centro sportivo) ieri è stato il giorno di Campi, con Emiliano Fossi – racconta il 23 gennaio il Corriere Fiorentino – Sul tavolo l’idea di uno stadio di proprietà e tutto nuovo in grado di far aumentare i ricavi della società. A fine anno scadrà la convenzione sui terreni di proprietà privata, individuati per l’eventuale costruzione del nuovo stadio, e per questo il presidente viola è tornato a fare il punto per poi scegliere se affidarsi al sindaco Nardella sul Franchi oppure andare avanti sull’ipotesi di un impianto nella Piana”. Lo stesso giorno La Nazione parla di “una lettera finita sulla scrivania del sindaco Dario Nardella in cui l’Unione internazionale degli architetti, l’Uia che raggruppa professionisti di 124 Paesi del mondo, spiega che un’eventuale demolizione dell’impianto disegnato da Pier Luigi Nervi alla fine degli anni ’20 del secolo scorso sarebbe ‘a great cultural loss’ e cioè una ‘grandissima perdita culturale'”.
“Franchi priorità per tutti. Ma se Commisso volesse davvero andare a Campi, che tiri fuori uno studio di fattibilità tecnico-economica”, scrive il giorno successivo, 24 gennaio, La Repubblica, in un articolo dal titolo “Patto a tre sullo stadio. ‘Commisso vuole Campi? Tiri fuori un progetto'” in cui parla del “vertice tra Giani, Nardella e Fossi per valutare le ipotesi e sancire un patto di ‘non belligeranza’. Ma la priorità resta il restyling del Franchi”.

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Architettura razionalista

Il 20 gennaio il Corriere Fiorentino pubblica un “viaggio nelle mutazioni dell’architettura razionalista a Firenze”, dal titolo “La Manifattura e gli altri: i ‘fratelli’ del Franchi che hanno cambiato vita”. “Proprio l’architettura razionalista degli anni Trenta ha insegnato che si può sempre iniziare una ‘seconda vita’. Prendiamo la Manifattura Tabacchi per esempio: passata dal produrre tabacchi, appunto, a ospitare arte contemporanea e intrattenimento. ‘Senza perdere la propria memoria storica’ nonostante le profonde trasformazioni dei 30 ettari della fabbrica-città, come sottolinea il presidente dell’Ordine degli architetti fiorentini, Pier Matteo Fagnoni”, scrive il giornale. “Quando parliamo di architettura razionalista ci riferiamo a una serie di edifici che ‘oggi rappresentano la storia, ma all’epoca erano totale innovazione anche nella funzione che ospitavano, perché la interpretavano in maniera diversa’”, riporta ancora il Corriere Fiorentino, che sul tema ha intervistato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Fagnoni.

 

Sant’Orsola

“Tre piazze (di cui una da mille metri quadri) nasceranno al pian terreno di Sant’Orsola”, annuncia il 20 gennaio il Corriere Fiorentino, in seguito all’illustrazione del progetto. “Artea è una società francese specializzata in rigenerazione urbana che ha firmato con la Città metropolitana, proprietaria del complesso, un ‘atto di valorizzazione e gestione'”, scrive il giornale, che aggiunge: “Ma oltre alle piazze (che in realtà sono i tre cortili, dell’orologio, del Tabacco e della Speziera, dove verranno coltivate piante aromatiche e verdure) cosa ci sarà dentro? Il fulcro è la scuola di istruzione superiore a cui è legata una foresteria per gli studenti (e per gli artigiani ed artisti che verranno ospitati in altri spazi, e che come tutte le foresterie nei mesi senza scuola sarà utilizzabile come ostello)”. Il progetto “prevede inoltre un’area fitness, una ludoteca, un museo, laboratori per artisti e artigiani e ovviamente spazi commerciali e di ristorazione nei cortili”, scrive ancora il Corriere Fiorentino, spiegando anche che “via via che saranno completati gli spazi, il complesso sarà già accessibile. Nei tre cortili ci saranno concerti ed eventi”.
“Incontro ieri mattina in Palazzo Medici Riccardi tra il Santorsolaproject, i rappresentanti del dipartimento di architettura dell’università e dell’ordine degli architetti, che sono stati i promotori del ‘Laboratorio San Lorenzo'”, racconta poi il 22 gennaio La Nazione, spiegando che “in particolare si è discusso in merito alla natura della scuola di formazione che avrà sede nell’immobile”.
“Battaglia sulla foresteria – scrive il 23 gennaio La Repubblica – Gli albergatori protestano per la possibilità che il gruppo francese Artea avrà di sfruttare per tre mesi l’anno la foresteria prevista nel piano di recupero per l’ex convento come ostello aperto a tutti i turisti, non solo agli studenti”.

 

Ex caserma Lupi di Toscana

“Un altro pezzo della Firenze da riqualificare va incontro a nuova vita. Nel segno della sostenibilità, del social housing e del verde. L’ex caserma dei Lupi di Toscana si trasformerà in un vero e proprio quartiere, con la sua area da 53.000 metri quadrati. Il progetto ora entra nel vivo, con la partenza della valutazione ambientale strategica (vas) approvata dalla giunta di Palazzo Vecchio. L’elemento centrale del progetto è l’housing sociale, che interesserà il 70% della superficie, per un totale di circa 500 appartamenti”: lo racconta il 22 gennaio La Repubblica. “Dopo la Manifattura Tabacchi, il ‘buco Belfiore’, Santa Maria Novella e Sant’Orsola – spiega il sindaco Dario Nardella – parte un nuovo progetto di recupero e riqualificazione per una rinascita profonda della città”, sono alcune delle sue parole riportate dal giornale.

 

Mercato di Sant’Ambrogio

“Pilastri in acciaio, con finiture color ghisa come le colonne del mercato; tetto con linee moderne dello stesso materiale eccetto per l’ingresso dove la copertura sarà trasparente per lasciare visibile l’entrata del mercato coperto; asfalto speciale per delineare lo spazio riservato al mercato; luci a led per il risparmio energetico, accese anche di notte. Palazzo Vecchio ha presentato agli operatori del mercato di Sant’Ambrogio il progetto, rivisto, per le nuove pensiline e la riqualificazione dell’area esterna al mercato ottocentesco”: lo riporta il 24 gennaio il Corriere Fiorentino.

 

Tav

“A febbraio, verso la metà del mese, riprenderanno i lavori per la stazione sotterranea dell’Alta velocità tra via Circondaria e viale Belfiore, conosciuta come stazione Foster, dal nome del progettista della sua silhouette coperta dalla grande vela in vetro e acciaio, ma ormai ribattezzata Stazione Firenze AV – viale Belfiore”: è quanto scrive il 24 gennaio La Repubblica, spiegando anche che “a metà estate, a agosto, è previsto poi di riprendere lo scavo del tunnel di sette chilometri”.

 

Polo scolastico Meucci-Galilei

“Un campus dall’architettura innovativa, realizzato secondo i criteri della bioedilizia, aperto al quartiere ed alla città. Verrà realizzato da qui a cinque anni il nuovo polo scolastico Meucci – Galilei. Ampi spazi verdi, palestre, auditorium, biblioteca, laboratori e spazi comuni: il nuovo campus potrà accogliere fino a 2400 studenti”: è quanto riporta il 21 gennaio La Nazione. “Quasi la metà del polo sarà a verde. Ancora, 2300 metri quadrati saranno dedicati allo sport. E poi 6mila metri quadrati per i parcheggi ed una serie di strutture, quali campi sportivi, auditorium, biblioteca e spazio coworking, saranno a disposizione della città. Come per la Dino Compagni, l’idea moderna di scuola prevede una struttura aperta al territorio”, continua il giornale.

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