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Articolo / Rassegna Stampa

26 gennaio – 1 febbraio 2021

Stadio

“Tentazione Campi. Non parla ancora ufficialmente, Rocco Commisso. Studia scenario e prospettive. Si sta consultando con tecnici e strateghi prima di fare la prossima mossa. La pazza idea di provare a sondare l’ipotesi Campi Bisenzio però pare lo stia sfiorando realmente”: lo scrive il 26 gennaio La Repubblica. Per quanto riguarda Nardella, “il sindaco ha messo il suo staff a lavoro per mostrare a Rocco una road map sul Franchi particolarmente rapida. ‘Acceleriamo’ è l’input trasmesso agli uffici. Tappe serrate sul concorso internazionale, sui lavori, sul piano economico e finanziario”, scrive ancora il giornale, che per quanto riguarda Campi riporta che “occorre trovare il modo di non interferire con la nuova pista dell’aeroporto”.
“Un grande polo sportivo – quale in buona parte già è – potenziato da collegamenti pubblici, nuovi spazi per le attività e una lunga e larga area pedonale. Questa, a grandi linee, l’idea che Palazzo Vecchio ha in mente per l’area del Campo di Marte. Tutto ruota intorno alla tramvia che verrà”, scrive il 28 gennaio La Nazione.
Il 30 gennaio, La Nazione parla poi della tavola rotonda sul recupero architettonico e strutturale dello stadio Franchi organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, a cui hanno partecipato diversi ospiti, fra cui il presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Pier Matteo Fagnoni: “La procedura concorsuale attirerà moltissimi competitors”, è un passaggio del suo intervento riportato dal giornale.
Il soprintendente Andrea Pessina “alla Manifattura Tabacchi ha aperto la mostra La struttura della bellezza dove si racconta la potenza innovatrice di Nervi attraverso modellini e progetti di 12 opere iconiche, tra cui il Franchi. Nessun dubbio per Pessina: ‘Dobbiamo proseguire quanto fatto da lui. E lo stadio è un impianto troppo grande per non pensare di dover intervenire su tutta l’area di Campo di Marte, che sarà riqualificata e valorizzata – riporta La Repubblica sempre il 30 gennaio – Auspichiamo che al Franchi si possa continuare a giocare a calcio, e che ci siano altre funzioni che lo tengano in vita’”. “Ora si apre la fase 2: ‘Ho già dato la disponibilità all’amministrazione comunale per scrivere insieme questo capitolo fondamentale. Bisogna progettare, bisogna studiare come incontrare le esigenze di tutti'”, scrive ancora La Repubblica riportando altre parole di Pessina.
“Non ci sono ancora date certe per l’incontro fra il sindaco Dario Nardella e il patron della Fiorentina Rocco Commisso sulla possibile collaborazione per il restyling dello stadio Artemio Franchi. Anche ieri però su questo fronte il sindaco ha ostentato tranquillità: ‘Stiamo cercando le risorse pubbliche, faremo il concorso internazionale di progettazione: non è più in discussione l’ipotesi di fare o no il Franchi nuovo, lo faremo, rispettando tutti i criteri di conservazione ma anche tutti gli standard per avere uno stadio di assoluta modernità dal punto di vista ambientale e funzionale'”, riporta poi La Nazione il 31 gennaio. “Fra le alternative in campo c’è sempre la possibilità di costruire lo stadio ex novo nell’area di Campi Bisenzio che è già stata opzionata dalla Fiorentina. L’opzione scade a giugno, ma ci sono già stati accordi verbali per proseguire l’impegno fino a dicembre. I tempi allungati potrebbero consentire a Commisso la presentazione di quello studio di fattibilità che ancora potrebbe riaprire la partita”, prosegue il giornale.

 

Tramvia e pali

“Dopo mesi di preparazione, ecco il primo viaggio a batteria. Nella notte tra giovedì e venerdì il primo Sirio adattato, con le ‘pile’ (litiotitanato) collocate nell’incavo del tetto per non rubare spazio ai passeggeri, ha percorso il primo tratto sui binari della tramvia fiorentina. Un passo in avanti di un percorso complesso che ha come punto d’arrivo l’addio alla selva di pali nel centro storico. Anche se non tutto è risolto: serviranno nuovi test, capire i costi, firmare i contratti. L’eliminazione di una parte dei pali alla stazione – il sindaco Dario Nardella si era spinto a dire l’80% – arriverà dopo: ma ora è possibile, dopo anni di critiche”: a raccontarlo il 30 gennaio è il Corriere Fiorentino, che intervista anche l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti: “Vogliamo usare questi Sirio a batteria prima possibile: già per il prolungamento della tramvia verso piazza San Marco, per evitare altri pali e linee aeree”, sono alcune delle sue parole.

 

Superciclabile Firenze–Prato

“Da Firenze a Prato in sella a una bici, con una superciclabile a disposizione. In tutto 12 chilometri che buone gambe potranno percorrere in circa 30 minuti. E la via di collegamento più sostenibile della piana. Partenza da via Perfetti Ricasoli (altezza Nuovo Pignone) e arrivo al Centro Pecci a Prato. Sette lotti per realizzare i lavori e sette stazioni di collegamento con i mezzi pubblici perché sia possibile un costante interscambio”: è quanto scrive il 27 gennaio La Nazione, spiegando che “per tre lotti (7,1 chilometri in totale) i lavori inizieranno entro la fine di quest’anno e saranno terminati nel 2022”.

 

Ex Panificio militare

Il 30 gennaio La Nazione pubblica un articolo dal titolo “Ex Panificio militare, via alla riqualificazione. Si comincia dagli alberi e dalle aree verdi”. “Inizia la riqualificazione attorno all’ex Panificio militare, nella zona tra via Mariti e via Ponte di Mezzo. L’intervento porterà alla trasformazione di un complesso chiuso e dismesso in un’area aperta ai cittadini, con vocazione commerciale, ma fortemente caratterizzata dal verde pubblico con 5mila metri quadri di giardino per i cittadini. Un intervento a ‘volumi meno di zero’ con una riduzione della superficie da ricostruire da 10mila a 8mila metri quadrati. Ed è dal verde che si comincia. Tra qualche mese partirà il cantiere vero e proprio per la realizzazione di parcheggi, rifacimento di strade, marciapiedi e piste ciclabili. Ma intanto si inizia con la messa a dimora degli alberi che dovranno far parte del giardino e degli spartitraffici”, è un passaggio dell’articolo.

 

Nuova moschea

“Riproviamoci con l’ex Aula bunker di Santa Verdiana. Oppure, che sia il Comune a indicare un’area idonea. E stavolta, niente ambiguità: 30 mila fedeli invocano da anni un luogo di culto degno di questo nome ed è a loro che adesso va data una risposta. Più o meno con questa posizione la comunità islamica fiorentina guidata dall’imam Izzeddin Elzir si presenterà lunedì ad un vertice in Palazzo Vecchio con due ‘inviati’ del sindaco Dario Nardella, gli assessori all’urbanistica Cecilia Del Re e al patrimonio non abitativo Alessandro Martini”: lo scrive il 30 gennaio La Repubblica, spiegando sul tema che “proprio il Covid lo spinge ora di prepotenza ai primi posti dell’agenda pubblica: la moschea-garage di Borgo Allegri, già da anni insufficiente ad accogliere i fedeli in tempi normali, con le misure di sicurezza e di distanziamento è diventata quasi inagibile. Per di più il Comune è al lavoro sul nuovo Piano operativo, cioè sull’atto urbanistico più importante dell’amministrazione, dove si individuano funzioni e volumetrie”.
“Il tema di una nuova moschea a Firenze torna in primo piano. E subito si accende la discussione politica”, riporta il giorno successivo, 31 gennaio, sempre La Repubblica.

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