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Articolo / Rassegna Stampa

9 – 15 febbraio 2021

Stadio

“Il primo lotto di lavori di messa in sicurezza statica da 300 mila euro partirà già dalla prossima settimana. Da settembre il secondo step, altri 700 mila euro, per consentire il rientro del pubblico senza limitazioni di capienza quando le norme Covid lo consentiranno. Quindi, 2022 o 2023 per fare altri 7,5 milioni di euro di interventi per il miglioramento sismico. Nel frattempo, progettazione del restyling con concorso internazionale che sarà bandito a strettissimo giro, addirittura entro fine aprile, con la posa della prima pietra ipotizzabile entro maggio 2024”: lo scrive il 9 febbraio La Repubblica, che riporta quanto detto dal sindaco Nardella di fronte al Consiglio comunale: “Anche se la Fiorentina facesse lo stadio a Campi – e siamo pronti a vedere le carte se le presenteranno – noi andremo avanti lo stesso sul Franchi. Consegneremo alla Fiorentina uno stadio ai livelli dei migliori standard europei, da 40 mila posti, con un polo museale del calcio per portarci i turisti e nuovi volumi commerciali”. “Nardella tira dritto, ufficializza la road map e teorizza un pacchetto di investimenti da 500 milioni di euro sul Campo di Marte tra stadio (120), tramvia (250), pedonalizzazione del viale Paoli, riqualificazione dei viali intorno, parcheggio in area ferroviaria da 3 mila posti”, scrive ancora il giornale.
“La giunta regionale dovrà impegnarsi a favorire soluzioni di recupero delle volumetrie esistenti dello stadio Franchi. Lo prevede una mozione, approvata a maggioranza dal consiglio regionale”, riporta poi l’11 febbraio La Nazione.
“L’elemento più rilevante dell’audizione del soprintendente Andrea Pessina, nelle Commissioni Sport e Urbanistica di Palazzo Vecchio, è la spiegazione di come si potrà intervenire sul Franchi per il restyling: con anche ‘aggiunte leggere’, fino alla demolizione delle parti dello stadio degli anni 50 e 90”, scrive il 12 febbraio il Corriere Fiorentino. Sempre secondo Pessina “nel concorso voluto dal Comune bisogna ‘coinvolgere l’Ordine degli architetti. Per non buttare tempo e denaro, evitiamo di fare concorsi non condivisi. Io ho già dato informalmente disponibilità. E diamo indicazioni chiare nel concorso’. ‘Abbiamo coinvolto già l’Ordine degli architetti, useremo la loro piattaforma per il concorso’ risponde l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re”, aggiunge il giornale.

 

Sant’Orsola

Il 9 febbraio il Corriere Fiorentino pubblica la lettera firmata da Francesco Alberti per il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e da Marzia Magrini per Ordine e Fondazione Architetti Firenze, con il titolo “Con Sant’Orsola si può liberare il centro dal cliché passatista”, in cui viene ricordato che “Dida e Ordine degli Architetti sono stati parte attiva, come partner tecnico-scientifici, del percorso di partecipazione ‘Laboratorio San Lorenzo’, affiancando il coordinamento Santorsolaproject”, e in cui vengono individuati “i punti salienti su cui occorre lavorare nello sviluppo del progetto”. Fra questi, “un approccio all’architettura capace di conciliare antico e contemporaneo, traendo il massimo vantaggio dal carattere ibrido di Sant’Orsola”, riporta la lettera, spiegando che “nel rispetto delle parti più antiche, un linguaggio contemporaneo consentirebbe di rinnovare, occasione pressoché unica in centro, l’immagine di una Firenze che stenta a liberarsi dal cliché passatista”. “Altrettanto importante sarà la riqualificazione degli spazi ‘al contorno’, in particolare la riorganizzazione di piazza del Mercato Centrale – continua l’intervento pubblicato sul Corriere Fiorentino – La proposta elaborata con il contributo dei cittadini, coordinati da esperti Dida/Ordine degli Architetti durante il processo di partecipazione e a suo tempo trasmessa all’amministrazione comunale, ha messo in luce le grandi potenzialità di uno spazio oggi mal utilizzato. Si tratta ora di costruire un percorso per tradurre quelle idee in un progetto concreto, che dovrà misurarsi con la riqualificazione del mercato ambulante, da tempo in discussione ma tutt’oggi irrisolta, percorso che troverebbe in un concorso di progettazione la sua più naturale e auspicabile conclusione”.

 

Concorso di progettazione per la nuova scuola a Scandicci

“Rivoluzione urbanistica nell’area Turri, arriva il concorso per la progettazione. Il Comune di Scandicci ha firmato un protocollo d’intesa con l’Ordine degli architetti per condurre in porto l’operazione. I tempi sono già delineati: entro fine 2021 sarà individuato il progettista che avrà l’incarico di disegnare il nuovo volto della scuola Fermi con 6 sezioni per 450 studenti. In tutta l’area Turri saranno spostati i campi da calcio, e realizzata anche la Scuola di musica, un auditorium e due palestre”: è quanto scrive il 12 febbraio La Nazione. “Constatiamo con piacere – ha detto Pier Matteo Fagnoni, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze – che è finalmente iniziata un’importante stagione di concorsi, tema su cui ci battiamo da anni. Ricordiamo che lo strumento del concorso serve per far scegliere il miglior progetto tra molti, con le più valide professionalità in campo, da una giuria qualificata, selezionando il vincitore sulla base della qualità del progetto, nell’interesse quindi della collettività”, sono alcune delle sue parole riportate dal giornale, che spiega che “il concorso di progettazione sarà a due gradi, permettendo una partecipazione con diversi progetti tra cui scegliere il migliore, e avrà come oggetto lo sviluppo del progetto per la nuova scuola Fermi e del masterplan della riqualificazione dell’intera area Turri”.

 

Bando “Paesaggi Comuni”

“In piazza Dalla Piccola la Fondazione Architetti propone di installare strutture leggere ombreggianti su panchine e arredi e di dare vita ad attività culturali e sonore per i residenti”: inizia così l’articolo pubblicato il 14 febbraio su La Repubblica, che spiega che “sono tante le proposte arrivate da associazioni e comitati di cittadini per riqualificare le aree verdi cittadine e le piazze contenute nei 23 progetti vincitori della seconda edizione del bando ‘Paesaggi Comuni’ di Fondazione Cr Firenze, con il supporto del Comune di Firenze”. Anche il Corriere Fiorentino e La Nazione parlano del progetto “In Between” della Fondazione Architetti Firenze per piazza Dalla Piccola.

 

Moschea

“Scintille tra Comune e Comunità islamica per la moschea. All’indomani delle dichiarazioni dell’imam Izzeddin Elzir a Repubblica, in cui accusava il sindaco di ignorare la questione (ribadite anche ieri ‘serve un impegno politico reale, la comunità stanca e la pazienza ha un limite), Palazzo Vecchio esprime il proprio stupore per le frasi di Elzir e risponde con una nota affidata agli assessori Cecilia Del Re e Alessandro Martini: ‘Siamo stati noi, come amministrazione, a chiedere un incontro all’imam la settimana scorsa per capire come mai la comunità islamica non avesse presentato alcun contributo in vista del nuovo Piano Operativo, e per dare dunque la nostra disponibilità a un percorso per individuare uno spazio più grande che possa accogliere la comunità nella preghiera del venerdì’. Secondo Elzir però, il primo passo non starebbe alla comunità islamica ma al Comune, anche se a Palazzo Vecchio la pensano diversamente”: è quanto scrive il 9 febbraio il Corriere Fiorentino.

 

Ex Gover e Lupi di Toscana

“Per l’area ex Gover di via Pistoiese si avvicina la trasformazione nel nuovo ‘Parco Florentia’. Ieri la giunta di Palazzo Vecchio ha approvato il ‘trasferimento’ dei poco meno di 10mila metri quadrati di volumi demoliti nell’area della vecchia fabbrica nella ex Caserma dei Lupi di Toscana al confine con Scandicci dove sta per essere realizzato un grande intervento di housing sociale”: lo scrive il 10 febbraio La Nazione. “Andiamo avanti per realizzare il grande progetto di parco attraverso la trasformazione e riqualificazione dell’area del Poderaccio e dell’ex-Gover – ha spiegato l’assessore Cecilia Del Re – con un intervento che si propone di avvicinare la periferia al centro”, sono alcune delle sue parole riportate dal giornale, che spiega anche che l’assessore ha sottolineato che “i volumi che saranno demoliti nell’area di via Pistoiese potranno essere recuperati nell’area della ex caserma Lupi di Toscana, dove nascerà il primo quartiere post Covid della città con una vocazione residenziale che darà risposte al bisogno di casa”.

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