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Articolo / Rassegna Stampa

16 – 22 febbraio 2021

Stadio

“Il mio primo obiettivo è quello di dare alla città, ai tifosi e alla squadra uno stadio moderno, funzionale e redditizio. Sul tavolo oggi c’è lo stadio Franchi, che è la casa della Fiorentina. Se Commisso vuole fare uno stadio nuovo in un’altra zona dell’area metropolitana è libero di farlo. Nessuno gli metterà mai il bastone tra le ruote. Quando ci sarà un progetto di fattibilità tecnica ed economica, come prevede la legge, anche in un’altra area della città metropolitana noi ci impegneremo ad analizzarlo con la massima collaborazione”: è quanto detto dal sindaco Nardella a Radio Bruno, riportato il 17 febbraio da La Repubblica. “Oggi siamo convinti che il Franchi debba essere riqualificato per il calcio, poi la proprietà farà le sue valutazioni. È giusto coinvolgere i più grandi architetti e progettisti, perché stiamo parlando di uno stadio con una grande storia”, sono altre parole del sindaco riportate dal giornale.
“Diecimila metri quadrati di commerciale dentro lo stadio più altri quindicimila fuori, al posto degli attuali campini. E una road map super accelerata tra consolidamento e ristrutturazione, con gli operai già a lavoro sotto la Maratona per la prima tranche da 2 milioni di euro e il concorso internazionale di progettazione pronto a scattare il 30 aprile”: lo scrive poi il 19 febbraio sempre La Repubblica, che racconta il sopralluogo fatto al Franchi dal sindaco Nardella.

 

Santa Maria Novella

“Venti milioni di euro (di cui 8,5 già in cassa). E quattro anni di lavori. Che, per dirla come Dario Nardella, trasformeranno il complesso di Santa Maria Novella ‘nelle super Murate, in un nuovo quartiere in pieno centro storico con un hub polifunzionale unico in Europa’, al cui interno troveranno spazio una cinquantina di appartamenti in social housing per giovani coppie, spazi espositivi, una biblioteca, un archivio, un polo della creatività, il museo della Lingua Italiana. E pure una Stazione dei carabinieri, aperta 24 ore su 24, che verrà inaugurata nella prossime settimane dal comandante generale dell’Arma Teo Luzi. Vista l’imponenza del progetto e della superficie (25 mila metri quadrati), Palazzo Vecchio ha deciso di realizzare gli interventi a tappe”: inizia così l’articolo pubblicato il 17 febbraio sul Corriere Fiorentino.

 

Archivio Alinari

“Da Villa Fabbricotti al complesso di Santa Maria Novella. L’Archivio storico Alinari avrà una sede per le collezioni sulla collina di Montughi. E un suo museo, con ampi spazi espositivi, all’interno del monumentale convento domenicano di fronte alla stazione”: è quanto scrive il 17 febbraio La Nazione.

 

Stazione di Santa Maria Novella

“Ci vorranno nove mesi di lavori per ricostruire la pensilina della stazione di Santa Maria Novella, crollata nel luglio del 2019 e da allora transennata e impacchettata. Grandi Stazioni fa sapere di aver presentato un nuovo progetto alla Soprintendenza – che aveva bocciato il precedente perché non in linea con la filosofia artistica del Michelucci) e di essere in attesa del nulla osta per far partire i cantieri a maggio (con termine febbraio 2022). Il gruppo Ferrovie stavolta si aspetta il disco verde dal soprintendente Andrea Pessina, perché il nuovo piano di restauro e riqualificazione terrebbe conto di tutte le osservazioni arrivate sia da lui che dal tavolo convocato dalla soprintendenza a cui hanno preso parte esperti in restauri e l’Ordine degli Architetti di Firenze“: lo scrive il 19 febbraio il Corriere Fiorentino. “Il progetto – prosegue il giornale – prevede che la pensilina di Santa Maria Novella venga ricostruita fedelmente, utilizzando materiali, colori e disegno uguali all’originale, verrà però demolito il controsoffitto, perché troppo pesante, per sostituirlo con uno più leggero”.

 

Moschea

“La nuova moschea non sorgerà nell’aula bunker. È quanto spiegato dall’assessore al Patrimonio non abitativo e ai Rapporti con le confessioni religiose Alessandro Martini in Consiglio comunale”: lo scrive il 16 febbraio La Repubblica, riportando le sue parole: “Abbiamo incontrato la presidente del tribunale per chiedere la disponibilità dell’aula bunker. Purtroppo la risposta è stata negativa perché gli spazi vengono utilizzati dal ministero della giustizia per tutti i maxi processi del Paese e, ultimamente, per altri procedimenti con più persone coinvolte”. “Non ci sono muri, il Comune ha in corso da anni una interlocuzione con la comunità islamica per individuare un luogo di culto più idoneo. È necessario però ribadire che per arrivare alla conclusione di questo percorso che tutti noi auspichiamo è imprescindibile il contributo della comunità stessa”, sono altre parole, riportate dal giornale, dell’assessore, che poi ha concluso: “Abbiamo chiesto noi all’Imam un incontro per capire se ci potessero essere nuovi spazi di preghiera anche in vista dell’adozione del nuovo piano operativo: nessun contributo a riguardo ci è stato però presentato”.

 

San Salvi

“Rigenerare luoghi urbani attraverso il potere dell’arte: è questo l’obiettivo della seconda edizione di ‘Spacciamo Culture’, iniziativa della compagnia teatrale Chille de la Balanza”: lo scrive il 18 febbraio La Nazione, spiegando che “il progetto, dal sottotitolo ‘Spazio recluso, spazio liberato. Rigenerazione, arte e spazi pubblici nell’ex manicomio di San Salvi’, intende offrire a giovani artisti e architetti l’opportunità di realizzare delle opere partendo da materiali di recupero e avendo l’occasione di ascoltare le storie di ex testimoni del manicomio”. Sull’iniziativa, realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Architetti Firenze, ci sono articoli anche su La Repubblica e sul Corriere Fiorentino.

 

Turismo e città d’arte

“Il turismo sarà il primo tavolo di confronto tra Palazzo Vecchio ed il governo. È quello che si augura il sindaco Dario Nardella, dopo aver sentito il riferimento del presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso per la fiducia al Senato. L’ex capo della Bce ha individuato il futuro del settore nel ‘modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento delle nostre attività economiche’. Con due chiavi: prima affrontare l’emergenza, con misure di ristoro. Poi, indicando chiaramente un nuovo modello di sviluppo perché ‘il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni’. Per questo Nardella ha chiesto subito un incontro a Draghi e al neo ministro (con portafoglio) del Turismo Massimo Garavaglia. Un confronto come sindaco di Firenze e coordinatore Anci delle Città metropolitane: una delle prime richieste sarà una legge per regolamentare gli affitti brevi turistici”: è quanto scrive il 18 febbraio il Corriere Fiorentino, che riporta anche alcune parole di Nardella: “È condivisibile il richiamo alla costruzione di un modello di turismo sostenibile e basato sulla qualità, collegato alle città d’arte”.
“‘Non esiste una ricetta semplice per restituire i centri storici delle nostre città d’arte a chi ormai non li abita più da troppo tempo’. Non usa mezzi termini l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras che di centri deserti non vede solo quello fiorentino. ‘Dobbiamo avere la capacità di ripensare le funzioni nelle nostre città – spiega – cercando di dare il via a un rinascimento legato alla conoscenza. Penso alle scuole di alta formazione, alle università, alla ricerca’. Attività complesse che siano in grado di proiettare i nostri spazi cittadini in una dimensione anche futura. Perché è evidente che non c’è una data certa per il ritorno dei turisti e non è detto che la pandemia non finisca per trasformare anche il modo di viaggiare. ‘Quella che dobbiamo cercare è una forte integrazione nell’uso di quegli spazi che sono stati dedicati all’ospitalità, al turismo, con l’intero territorio cittadino – sottolinea Marras – in modo diverso da quanto abbiamo fatto finora’”, riporta poi il 21 febbraio La Nazione.

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