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Articolo / Rassegna Stampa

16 – 22 marzo 2021

Piano operativo Firenze

Il 17 marzo il Corriere Fiorentino pubblica un resoconto del nuovo piano operativo del Comune di Firenze: “Rimarrà – si legge – il limite minimo di 50 metri quadri per appartamento, così da evitare un eccessivo frazionamento degli immobili, e sarà totale lo stop ai nuovi alberghi del centro storico, che oggi possono essere realizzati sotto i duemila metri quadrati di dimensione”. Come sottolineato dal sindaco Dario Nardella “l’area Unesco è già satura di strutture ricettive, preferiamo svilupparne in altri quartieri, anche per favorire un decentramento dei flussi turistici. Per attirare nuove imprese useremo anche la leva fiscale come l’azzeramento dell’Imu. A Firenze vogliamo che tutto sia fruibile in 10 minuti per i cittadini, dai servizi ai negozi alla sanità”. Quelle su appartamenti e hotel sono le principali novità del piano urbanistico (che ora si chiama piano operativo) su cui ora partirà il percorso partecipativo insieme a quello sul primo piano del verde a Firenze. Proprio sul piano del verde ci saranno tre mesi di incontri e due siti internet dedicati. Palazzo Vecchio ascolterà cittadini e associazioni professionali. Obiettivo, raccogliere proposte e suggerimenti che, se coerenti con il quadro già disegnato dall’amministrazione, contribuiranno alla redazione finale dei due strumenti di programmazione della città che entro l’anno il Comune vuole approvare.

 

Aeroporti Firenze-Pisa

Sul Tirreno il neo segretario del Pd Enrico Letta parla dei due scali toscani di Firenze e Pisa. Secondo Letta “per chiudere la disputa dei due aeroporti sarebbe” l’idea è quella di creare una metropolitana “Firenze-Pisa”. Sullo stesso tema è intervenuto, il 22 marzo e sempre sul Tirreno, il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Condivido – ha detto – al cento per cento la proposta di Letta e credo sia positivo che il segretario del Pd parli della sua Toscana. Da qualche anno soffrivamo di una mancanza di attenzione. Sono contento che si guardi a una maggiore integrazione fra centro e costa, un processo avviato con la società unica degli aeroporti ma che andava completato con le infrastrutture. Da troppi anni parliamo di un collegamento veloce, ma non c’è mai stato un impegno concreto. Il dialogo è cruciale, perché se queste città litigano ne guadagnano gli scali di Roma e Bologna”.

 

Decalogo Firenze-Venezia

“Firenze e Venezia alleate per rilanciare le città d’arte. Da una parte il sindaco Dario Nardella, dall’altra Luigi Brugnaro, uniti nelle difficoltà causate dal Covid e pronti a dare il loro al premier Mario Draghi con dieci proposte, sintetizzate nel documento ‘Città d’arte #nonmetterledaparte’, per superare il momento di crisi e ripartire”. E’ quanto scrive Repubblica Firenze il 16 marzo.
“Il decalogo – si legge – si divide in tre capitoli, ognuno dei quali è composto da più proposte di rilancio. Il primo è dedicato alla salvaguardia della filiera del turismo e si compone di quattro proposte: sostegno economico per lavoratori e aziende; incentivi per il turismo in Italia; attività, tour ed experience nelle mani dei professionisti e norma per le guide turistiche. Il secondo affronta il tema dei trasporti con due proposte: incremento del
fondo nazionale per il Tpl e sviluppo del settore del trasporto turistico pubblico non di linea,
come taxi e ncc. Nel terzo si parla di residenziali con quattro azioni: norme per gli appartamenti destinati agli affitti brevi; norme speciali per la limitazione delle attività commerciali o dei prodotti in libera vendita; norme per la tutela del decoro e la sicurezza urbana e sviluppo delle Smart control room per la gestione intelligente della città”. Italia Nostra. “Una nota delle due associazioni dei tifosi viola, Atf e Accvc, per ribadire il totale appoggio alla Fiorentina sulla realizzazione del nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli, il Viola Park, e così difendere questa opera con ‘tutte le possibili azioni legali contro Italia Nostra e chi la rappresenta, al fine di proteggere il progetto per la realizzazione del Viola Park’. Un comunicato ufficiale che arriva dopo il ricorso dell’associazione Italia Nostra presentato al Presidente della Repubblica”. E’ quanto scritto da Repubblica Firenze il 16 marzo. Il 17 marzo il Corriere Fiorentino ricorda che “il Comune di Bagno a Ripoli ha deciso di opporsi al ricorso che Italia Nostra ha presentato al Presidente della Repubblica contro la variante che ha consentito i lavori per il Viola Park”.

 

Stadio Franchi

“Si apre un nuovo scenario. Il restyling dello stadio Artemio Franchi grazie ai soldi del Recovery Fund. Per ora non c’è niente di scritto, ma sul tavolo politico viene posata una carta importante che fino a due giorni fa era solo una delle tante opzioni. Dario
Franceschini, ministro della Cultura, ha aperto alla possibilità di inserire il Franchi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il programma d’investimenti che l’Italia presenterà alla Commissione europea per ottenere i fondi in risposta alla crisi pandemica”. Lo scrive Repubblica Firenze il 18 marzo, riportando le parole di Franceschini.
Il sindaco Dario Nardella ha “ringraziato a nome della città il ministro Franceschini, i parlamentari Nencini, Nardelli, Toccafondi, Sgarbi e tutti quelli fiorentini che si sono attivati per arrivare a questo risultato. Finalmente le istituzioni tutte unite prendono un impegno forte e chiaro per dare un nuovo futuro allo stadio di Nervi. Attendiamo fiduciosi la formalizzazione”. Il 20 marzo Corriere Fiorentino e La Nazione parlano dello scontro tra Nardella e il leader di Azione e candidato sindaco a Roma Carlo Calenda, proprio sul destino del Franchi.
Sul Corriere Fiorentino, il 21 marzo, è lo stesso Nardella a parlare in un’intervista: “Io ho perso – ha detto – cinque anni per realizzare lo stadio nuovo alla Mercafir, come deciso con i Della Valle. Ora non voglio più perdere tempo. In città c’è solo l’opzione del Franchi.
C’erano due modi per arrivare a una soluzione: o con il mercato o con lo Stato. Con il mercato non è stato possibile perché l’unica condizione era la distruzione dello stadio. A questo punto non rimane che lo Stato. E difendo con orgoglio il fatto che ci vogliano
contributi pubblici per realizzare il nuovo stadio Franchi. Per come sono andate le cose mi aspetterei da Commisso più visione e ambizione, perché il restyling del Franchi è una sfida molto più bella e difficile che fare uno stadio nuovo. Lo stadio nuovo lo sanno progettare tutti, il restyling del Franchi è per persone visionarie e coraggiose”.

 

Progetto ‘Pinqua’

Il 18 marzo il Corriere Fiorentino racconta che “la Città metropolitana di Firenze ha chiesto 90 milioni di fondi statali (progetto ‘Pinqua’) per sostenere 54 progetti di riqualificazione urbana in 52 diversi Comuni. Oltre ai due del capoluogo (ex Lupi di Toscana ed ex scuola carabinieri di Santa Maria Novella) ce ne sono altri aggregati in tre zone: Valdarno, Mugello e Empolese. Ci sono progetti noti e fermi da tempo, come quello sull’ex Casa del Fascio a Barberino del Mugello, ma anche gli ex Macelli di Dicomano, fino all’ex Montecatini a Castelfiorentino. La gran parte dei progetti prevede la realizzazione di edilizia popolare o di ‘social housing’, case in affitto a prezzi inferiori a quelli di mercato. I Comuni, complessivamente, aggiungeranno ai 90 milioni richiesti altri 13 milioni di finanziamenti già previsti”.

 

Affitti

Su questo tema il sindaco di Firenze Dario Nardella ha rilasciato un’intervista il 21 marzo. “Sono molto preoccupato – ha affermato -, soprattutto se penso che la gran parte dei proprietari di immobili in questa città è locale. Io da sindaco ho il dovere di fare un appello a tutti: basta anteporre solo il proprio interesse a quello della città. Perché se la città risorge da questa crisi, risorgiamo tutti, ma se la città non risorge ci rimettiamo tutti. Mantenere ancora canoni di affitti commerciali uguali a quelli di anni fa è irresponsabile e inaccettabile. Per rispondere a questa cultura autoreferenziale della rendita passiva, con la Fondazione Cr abbiamo gettato le basi per costruire un soggetto, che si chiamerà Fondazione Firenze. Dentro a questo progetto faremo confluire Rinasce Firenze, che per forza di cose si è fermato a causa del protrarsi della pandemia. Modello Lisbona: per intervenire sull’housing e acquistando fondi commerciali per portare nuove attività in centro”.

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