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Articolo / Rassegna Stampa

20 – 26 aprile 2021

Architetti

Il 21 aprile Repubblica parla dell’econobus 110%, con il titolo “Ecobonus 110% più ombre che luci. Troppe difficoltà, aperti 835 cantieri”. All’interno dell’articolo, a firma Ernesto Ferrara, si trovano le dichiarazioni del presidente dell’Ordine degli Architetti Pier Matteo Fagnoni. “Riscontriamo – dice – grande difficoltà ad avere appuntamenti con gli uffici urbanistici del Comune per via della mole di tecnici in smart working. E l’altro grande problema è che spesso i privati prima di rivolgersi a tecnici come architetti o ingegneri perdono settimane con soggetti che si stanno proponendo sul mercato garantendo il successo delle pratiche senza aver fatto i conti con l’oste, cioè permessi difficili e banche non sempre disposte ad anticipare tutto il credito”.
Sul sito online de La Nazione, il 21 aprile, si trova un’intervista a Egidio Raimondi con la proposta dell’Ordine degli Architetti: “Recupero di scarti – si legge – e coltivazioni ad hoc su terreni non destinati alla produzione di derrate alimentari per produrre pannelli da isolamento termico, elementi di arredo, bioplastiche, oggetti di design, resine, tessuti e pitture. Il tutto nell’ottica della sostenibilità, del riciclo, e dell’economia circolare. E’ la proposta dell’Ordine degli architetti alla Regione Toscana”. A chi gli chiedeva perché la Regione dovrebbe essere interessata Raimondi ha così risposto: “Riteniamo che le politiche agricole regionali possano cogliere le opportunità che la ricerca mette in luce per creare nuove filiere produttive, che possano integrare quelle agricole esistenti ed allargare il campo a una nuova imprenditoria agricola, accogliendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità, in ottica di valorizzazione, miglioramento e valorizzazione ambientale, economica e sociale”. Il 25 aprile si trovano sul Corriere Fiorentino le parole del presidente Fagnoni in riferimento allo smart working negli uffici comunali: “La prima data disponibile – dice – per parlare, online, con un tecnico di Palazzo Vecchio è per l’8 giugno. Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo di pandemia, il Comune non si sia ancora organizzato”.

 

Costa San Giorgio

Repubblica del 21 aprile parla della nuova destinazione urbanistica per il complesso della ex Caserma Vittorio Veneto in costa San Giorgio, comprato dal magnate argentino Lowenstein per farne un resort e della lettera dello storico fiorentino Franco Cardini al sindaco di Firenze Dario Nardella: “Ripensiamoci, valutiamo, discutiamo – si legge -. Magari siamo davanti a una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella vita: a un taxi che passa una volta sola. Non ti chiedo di farlo saltar per aria. Ti chiedo solo se non c’è un mezzo per farlo ritardare un po’”. Cardini sottolinea che “si parla di una fetta dell’Oltrarno ch’è un’autentica meraviglia, un tesoro inestimabile. Capisco che ci sia chi ambisce a utilizzarla per vacanze di sogno adatte agli happy few. Mi rendo conto che sarebbe un business arcimiliardiario e che tanta ricchezza così mobilitata avrebbe una discreta ricaduta anche sulla città nel suo insieme. Mi pongo però un serio problema del rapporto costi-ricavi. E i costi, come i ricavi, non sono mai soltanto economici o finanziari”. Su La Nazione, sempre il 21 aprile, si trovano le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella sul tema: “Per recuperare un bene tale valore – dice – non era possibile stabilire a priori le destinazioni d’uso e per questo fu deciso di imporre al privato l’espletamento di un concorso internazionale di idee per individuare le funzioni compatibili. Il concorso, con i suoi primi tre classificati, ha individuato nella funzione ricettiva quella più adeguata ad essere accolta nel complesso. (…) E’ un percorso che in questi sei anni non abbiamo mai tenuto nascosto, ma è sempre stato condiviso sia pubblicamente sia con il Consiglio comunale, che ha adottato la variante lo scorso giugno, e all’interno del quale tutti i cittadini singoli e associati hanno potuto presentare le proprie osservazioni che il Consiglio comunale esaminerà puntualmente. Dopo sei anni di ‘pensieri, valutazioni e discussioni’, indugiare ancora significherebbe assistere alla definitiva rovina di un luogo magico accanto a due dei luoghi più belli del mondo: Forte Belvedere e il Giardino di Boboli. Il collegamento tramite cremagliera tra questi due poli di interesse non verrà peraltro realizzato: si trattava di una proposta avanzata dal privato, che l’avrebbe sostenuto economicamente, previe indagini sulla fattibilità, rendendo questo collegamento fruibile a tutti; ma lo stesso privato non ha poi proceduto in questo senso”.

 

Affitti

“Gli albergatori in una città d’arte come Firenze segnano il passo ormai da più di un anno e la prossima estate si annuncia ancora appesantita da molte limitazioni in attesa che la campagna vaccinale ci restituisca la libertà di movimento. Ieri il sindaco Dario Nardella e l’assessore al turismo Cecilia Del Re hanno incontrato gli albergatori di Assohotel Confesercenti Firenze, Aia Federalberghi Firenze e Confindustria Firenze con i rispettivi presidenti Cristina Pagani, Francesco Bechi e Stefano Rosselli”. E’ quanto si legge su La Nazione il 21 aprile.
“La situazione – ha detto Nardella – è molto complessa ed è arrivato il momento di riconoscere davvero una specificità alle città d’arte come già avvenuto nella manovra dello scorso anno per l’imposta di soggiorno, ma con un intervento trasversale per applicare misure specifiche a sostegno delle strutture ricettive. Significa anche portare al tavolo del governo la necessità di riprendere in mano la regolamentazione degli affitti turistici e delle piattaforme online”.

 

Santa Croce

“Una nuova vita per Santa Croce. Il complesso monumentale fiorentino, meta imprescindibile dei grandi flussi turistici nell’epoca pre-pandemica, e al tempo stesso luogo fra i più radicati nell’identità cittadina, si prepara a ripartire dopo il lungo stop imposto dall’emergenza sanitaria: un milione di euro in totale l’investimento previsto, che permetterà di allestire, entro la fine dell’anno, un percorso di visita completamente rivoluzionato, più ampio e moderno, concepito dagli architetti dello studio Guicciardini & Magni per raccontare tutte le potenzialità di uno scrigno di capolavori e di fede unico al mondo”. E’ quanto scrive Repubblica il 22 aprile.
“Ma – si legge – al centro di ‘Verso un nuovo tempo’ non c’è soltanto il turismo: restauri e ricerca sono gli altri due pilastri, da realizzare attraverso la collaborazione con l’Opificio delle pietre dure e l’Università, di quello che si propone a tutti gli effetti, spiegano i promotori, come un piano di ‘valorizzazione e di gestione che mette in primo piano l’unitarietà e l’unicità del complesso monumentale, e mira al superamento di forme di fruizione caratteristiche del turismo mordi e fuggi’. A cambiare, rispetto ad oggi, sarà innanzitutto la partenza del tour: i visitatori faranno il loro ingresso da piazza Santa Croce, dal grande cancello che si apre sul primo chiostro, e non più sul lato di largo Bargellini, dove invece è prevista l’uscita”.

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