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Articolo / Rassegna Stampa

18 – 24 maggio 2021

Architetto Nicoletta Setola

Repubblica, il 18 maggio, propone un’intervista all’architetto Nicoletta Setola. L’articolo inizia così: “Una grande casa della salute, colorata e funzionale, con spazi comuni, una biblioteca, ambulatori che si affacciano su un angolo di verde e panchine dove ogni giorno gli anziani del quartiere scambiano due chiacchiere. Immaginiamone venti di questi luoghi di cura nel distretto sanitario di Firenze, almeno 20 di queste Case di Comunità, come sono state ribattezzate da Draghi”. Setola, rispondendo alle caratteristiche delle nuove Case di comunità, dice: “Quello che facciamo è supportare le pubbliche amministrazioni investigando il rapporto su percezione, accessibilità, funzionalità, bellezza degli spazi, che si riflettono sul benessere e la qualità della vita e della cura. E quando pensiamo alla città non possiamo dimenticare gli spazi filtro, quelli che connettono la struttura al tessuto della città”. I centri di sanità di quartiere “dovrebbero essere strutture multifunzionali, con spazi per la promozione della salute, con sale per lo yoga o per la formazione dei cittadini, biblioteche dove lavorare e studiare. Questo naturalmente a seconda del quartiere in cui mi trovo. Non si può generalizzare. La casa di comunità dovrebbe avere un cuore fisso, con alcune funzioni che valgono per tutti, e poi declinarsi a seconda della popolazione del suo bacino di riferimento. Se prevalentemente anziana, avrà specifici spazi di supporto, se si trova accanto al polo scolastico, servizi orientati all’infanzia, ai ragazzi”.

 

Architetto Carlo Ratti

Repubblica, il 19 maggio, propone un’intervista all’architetto Carlo Ratti secondo cui a Firenze serve “un turismo stanziale”. Secondo Ratti “la sfida per una città come Firenze finora sbilanciata su una funzione prevalente, quella del turismo di massa, è di immaginare un nuovo tipo di cittadinanza, basata sulla capacità anche dei visitatori di dare un contributo sociale positivo, qualcosa di simile a quello che offrono i tanti stranieri accorsi per aiutare la città durante l’alluvione del 1966. Gli amministratori dovrebbero sostenere, con scelte ad hoc, un modello di viaggio che potremmo definire ‘posato’, basato cioè su permanenze ben più lunghe del mordi e fuggi, che consentano una maggiore integrazione dei visitatori nella vita della città, sfumando i confini tra chi ci vive stabilmente e chi è ospite, a vantaggio sia della sostenibilità ambientale, sia economica”.

 

Nardella

Repubblica il 21 maggio ha intervistato il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Nulla tornerà come prima, dopo la pandemia – ha detto -. Ma non possiamo nasconderci che tante cose dovranno tornare. Oppure piangiamo perché le nostre imprese sono in ginocchio, il commercio e la ristorazione, ma poi non vogliamo più i turisti? Forse qualcuno pensa che possa esistere turismo senza turisti? Siamo per puntare su un turismo diverso, su un ‘viaggiatore posato’ come lo ha definito Carlo Ratti su Repubblica, su nuovi turisti ‘abitanti’ che siano lavoratori, studenti, ricercatori: ci lavoreremo nel piano operativo. Aggiungo che nell’agenzia per la casa che deve regolare il mercato degli affitti favorendo le famiglie abbiamo messo il primo milioni di euro. Stiamo aspettando un segnale dal governo su una norma che regoli gli affitti turistici. E presto chiederò al ministro Giorgetti di valutare uno stop alla deregulation completa nel sistema del commercio”. Sulla Grande Firenze è necessario che venga risolto “il nodo delle infrastrutture, delle tramvie come del nuovo aeroporto. E anche dei rifiuti. Superato il tema di un nuovo inceneritore, ci sono ampi spazi per ragionare su una mappa di impianti di smaltimento per superare le discariche, soprattutto nel centro della Toscana. Strutture di nuova generazione, che abbiano impatto ambientale ridotto”.

 

Fi-Pi-Li

Su Repubblica del 18 maggio si parla della Fi-Pi-Li. “Il popolo della Fi-Pi-Li – si legge – si metta l’animo in pace: la luce in fondo al tunnel di una delle strade più trafficate e amate/odiate della Toscana, non si vede ancora. Pendolari, trasportatori, turisti, vacanzieri, saranno costretti ancora per mesi ad affrontare code senza fine all’altezza del chilometri 10 nel Comune di Lastra a Signa, in direzione Firenze. Dove, dallo scorso gennaio, una frana e i primi lavori di messa in sicurezza dell’area hanno causato un restringimento di carreggiata di un centinaio di metri. Code per tutti i gusti, concentrate nelle ore di punta e più o meno intense a seconda delle ore della giornata e dei giorni della settimana, fonte di quotidiana esasperazione per decine di migliaia di automobilisti. Completato il condimento della frana, si tratta adesso di risistemare in via definitiva l’intero tratto, avviando una serie di lavori imponenti. Dopo un primo intervento d’urgenza di 330mila euro, la Regione Toscana ha appena stanziato altri 4 milioni e 185mila euro, destinandoli alla Città metropolitana che gestisce la Fi-Pi-Li, ma che in questo caso, data l’entità dei lavori, dovrà assegnarli tramite gara. Una procedura obbligata che naturalmente richiederà tempo. Quanto, però, ‘è ancora difficile dirlo’, si spiega negli uffici tecnici della Metrocittà”.

 

Viola Park

La Nazione scrive così il 19 maggio. “Se il Centro Tecnico di Coverciano aveva traghettato il calcio di Firenze nel professionismo, il Viola Park porterà la Fiorentina nel futuro, a partire dal settembre 2022. E’ questa la data che ha confermato il presidente Rocco Commisso che prima di tornare negli Stati Uniti ha voluto portare anche la stampa sul cantiere che sta trasformando l’area di 25 ettari nel Comune di Bagno a Ripoli nella nuova casa viola, ma rigorosamente seguendo i canoni ‘green’ come ha voluto sottolineare anche l’architetto Casamonti, che ha tradotto su carta millimetrata i desideri del presidente viola per la sua società tenendo conto della sostenibilità ambientale e del rispetto per quanto l’area ha ospitato per secoli”. Intanto, come riportano i quotidiani il 20 maggio, è slittata l’udienza al Tar in riferimento al ricorso presentato da Italia Nostra proprio contro la realizzazione del nuovo centro sportivo della Fiorentina. La nuova data è quella del 9 giugno”.

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