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Articolo / Rassegna Stampa

8 –14 giugno 2021

Stadio Franchi

La Nazione l’8 giugno riporta le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella che dice: “Per il bando di riqualificazione dello stadio Artemio Franchi ho trovato grande attenzione da parte del ministro Franceschini, del presidente Giani, e anche del segretario generale Nastasi. Ho informato il ministro della conferenza stampa della prossima settimana nel corso della quale presenteremo appunto il bando, e il ministro mi ha anche fatto sapere che in Parlamento è ormai in dirittura d’arrivo la procedura di conversione dei decreti che riguardano i finanziamenti dei progetti del Recovery, fra cui il Franchi, quindi le cose procedono”. Secondo Nardella “stiamo parlando di un qualcosa di cui tutta l’Italia deve andare orgogliosa: se permettete da fiorentino, oltre che da tifoso, mi sento anche orgoglioso, perché mi sarei arrabbiato se verso il Franchi e verso Firenze ci fosse stata indifferenza. Invece dell’indifferenza c’è un impegno vero, e questo credo che renda orgogliosi tutti i fiorentini, anche i non tifosi”. Il 9 giugno il Corriere Fiorentino torna sul tema e scrive: “Nuovo Franchi entro il 2026? La Fiorentina resta alla finestra, pur con qualche dubbio sui tempi. Nel frattempo il club viola seguirà da vicino tutti gli sviluppi, così come avvenuto fino a oggi con la presenza costante di un rappresentante a ogni riunione con i tecnici di Palazzo Vecchio. Commisso però non ha del tutto scartato l’opzione Campi per la quale sarebbe pronto il masterplan”. La Nazione, sempre il 9 giugno, scrive: “Mesi sulle barricate. Ma ieri in un cielo grigio di pioggia estiva sul fronte dello stadio Franchi sembra essere spuntato un arcobaleno. Perché, anche se in attesa di conoscere i dettagli del bando relativo al restyling dello stadio progettato da Pierluigi Nervi, quella che filtra dalla Fiorentina è un’apertura netta nei confronti del Comune. Un passo in avanti sostanziale che supera lo stallo registrato più volte nei rapporti fra il club viola e Palazzo Vecchio. Da parte della Fiorentina emerge la volontà di collaborare con le istituzioni dopo che il Ministro per la cultura Dario Franceschini ha inserito il Franchi fra i progetti da finanziare direttamente con i fondi del Pnrr, il piano di ripresa e resilienza. (…) L’intenzione della società viola a questo punto è quella di continuare a disputare le proprie partite al Franchi, anche se il capitolo Campi resta sullo sfondo, in attesa di eventuali sviluppi. La Fiorentina infatti possiede ancora un’opzione sui terreni di viale Allende e sostiene di aver investito una cifra considerevole per preparare il Master Plan relativo alle potenzialità del progetto da realizzare a nord di Firenze, nel comune di Campi di Bisenzio. Ma in questo momento – contrariamente a qualche tempo fa, quando i rapporti con il Comune erano meno diplomatici – l’interesse principale è tornato ad essere il Franchi. Una svolta che potrebbe essere ancora più concreta dopo lo studio dei dettagli del bando relativo alla ristrutturazione dello stadio di Campo di Marte”.

 

Aeroporti Firenze e Pisa

La Nazione l’8 giugno scrive così. “Toscana Aeroporti ci riprova. Anzi, rilancia. Fallito il masterplan per l’allungamento della pista di Peretola, con sentenza del Consiglio di Stato nel 2020, la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa, è pronta a ributtarsi nella mischia, con un piano di investimenti da 460 milioni, divisi fra il Vespucci e il Galilei, di cui 150 milioni di finanziamenti pubblici, già stanziati. L’inciampo più grosso nella realizzazione della pista fiorentina da 2.400 metri, arrivò soprattutto dal fronte ambientale. E quindi si riparte da qui, garantendo ‘interventi improntati allo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di fare dei due scali un importante esempio di equilibrato bilanciamento tra crescita del traffico aereo e tutela dell’ambiente’. Lo hanno spiegato ieri i vertici di Toscana Aeroporti, presentando le linee guida del nuovo piano infrastrutturale al 2035 per gli scali di Firenze e Pisa, alla presenza dei principali stakeholder e delle istituzioni, in modo da condividere le strategie di sviluppo del territorio. Così, mentre si cerca di uscire dalle secche della pandemia, ecco quali sono gli impegni che la società è pronta a mettere in campo, a breve e a medio-lungo termine. Sullo scalo fiorentino è previsto un investimento di 380 milioni, da spendere entro il 2025. Nel breve periodo (2022-2024) sono stanziati 170 milioni di euro per recuperare il traffico passeggeri pre-Covid, grazie alla realizzazione del nuovo Terminal Passeggeri dell’aeroporto Vespucci. Previsti anche l’ampliamento e l’adeguamento dell’attuale piazzale aeromobili e interventi di risanamento acustico. Nel medio-lungo termine (2025-2035), con un investimento pari a circa 200 milioni di euro, si spera di costruire la realizzazione della nuova pista di volo, che ‘rappresenterà a tutti gli effetti un esempio di infrastruttura sostenibile – sostengono i vertici di Toscana Aeroporti – in quanto consentirà la messa in sicurezza idraulica del territorio ed eliminerà il sorvolo a bassa quota di aree urbane popolate, limitando in modo quasi assoluto la popolazione esposta al rumore’. L’amministratore delegato Roberto Naldi ha aggiunto che gli interventi idraulici previsti miglioreranno la capacità della Piana, che passerà ‘da un rischio di inondazione ogni 30 anni a 200’. Infine, altro elemento ritenuto vantaggioso per il territorio, si ritiene che sarà la strada di collegamento fra l’Osmannoro e Sesto: nel progetto originale si prevedeva il giro intorno alla pista, con un prolungamento di 2,5 chilometri”.

 

Firenze-Campi

Scrive il Corriere Fiorentino il 10 giugno. “C’è tutto quello annunciato nel programma elettorale di Eugenio Giani per la Piana, nell’intesa firmata ieri tra il presidente toscano, il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi e quello Metropolitano e di Firenze Dato Nardella. Ma c’è anche qualcosa in più: anche l’espansione dell’area dei Gigli, sia per la parte commerciale (‘la società vuole investire’ dicono i tre) che di servizi pubblici o aperti ai cittadini. E’ questa la sintesi dell’intesa firmata ieri in Palazzo Medici Riccardi tra Giani, Nardella e Fossi. Dentro ci sono lo sviluppo del Metrotreno tra Firenze e il Pecci a Prato, ‘c’è già una manifestazione di interesse per un project financing’, svela Giani. Confermata la linea 4 della tramvia verso Campi, un parcheggio scambiatore a San Donnino ‘che potrebbe avere il successo di quello di Villa Costanza a Scandicci’. Ancora: ciclovie e collegamenti pedonali, un nuovo polo scolastico superiore nella zona di via Palagetta. E infine lo ‘sviluppo e qualificazione del Polo commerciale di via Cervi’, cioè appunto i Gigli. Per Giani è un intervento ‘strategico per l’asse principale all’interno della grande area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, una conurbazione baricentrica’, fondamentale ‘per la ripartenza. Questi sono impegni per la pianificazione’. Tutto bene quindi? Per mesi, soprattutto per la vicenda del possibile nuovo stadio della Fiorentina a Campi Bisenzio, i rapporti tra Fossi e Nardella sono stati eufemisticamente non idilliaci. Dopo la firma, chi prova chiedere: ‘E lo stadio a Campi?’ riceve come risposta lunghi sorrisi. Diversa la questione per l’aeroporto, altro tema di divisione tra il sindaco del capoluogo e il presidente regionale (favorevoli) e Fossi. Pur con toni diversi rispetto agli altri oppositori della pista parallela, cioè i sindaci di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi e di Prato Matteo Biffoni, Fossi è più diplomatico”.

 

Santo Spirito

Il Corriere Fiorentino, il 10 giugno, torna a parlare di Santo Spirito: “Le piogge degli ultimi giorni – si legge – hanno di nuovo provocato infiltrazioni, fortunatamente non gravi, nel muro laterale della basilica. Comune e soprintendenza, per evitare che l’acqua possa di nuovo arrivare alle cappelle, hanno dato il via alla messa in sicurezza della chiesa che per ora si limiterà a un intervento d’urgenza sulle crepe e a una verifica certosina di muri, grondaie e tetto. Il cantiere vero e proprio partirà dopo che i tecnici avranno stilato un relazione sullo stato di salute dell’opera di Brunelleschi. A lanciare l’allarme sulle criticità della basilica è stato il soprintendente Andrea Pessina che, nu mese fa, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza, ha consegnato una relazione al sindaco Nardella e al prefetto Guidi sui danni causati al monumento sia dalle infiltrazioni che dalla pressione antropica. L’addossarsi delle persone ai muri di Santo Spirito – dice Pessina – ha provocato il distacco, anche molto importante, di intonaco”.

 

Lungarno Diaz

Repubblica, il 13 giugno, parla del Lungarno Diaz. “Riapre domani pomeriggio – si legge – il lungarno Diaz, chiuso dopo il crollo del novembre 2019. Gli interventi sono finiti e il lungarno, sprofondato allora dopo una fuga di gas, è oggi completamente ‘fortificato’ e quindi sarà di nuovo aperto al traffico. I lavori hanno previsto paratie d’acciaio di sette metri che hanno messo in sicurezza la voragine e iniezioni di calcestruzzo dentro tubi d’acciaio, che hanno consolidato le fondazioni della cavità subacquea, in modo da impedire il risucchio di terreno da parte della corrente del fiume. Inoltre sono stati ricostruiti tutti i sottoservizi, i marciapiedi, la sede stradale e la segnaletica. (…) L’intervento è costato 3 milioni, finanziati dalla Protezione civile. Le analisi hanno portato alla scoperta di una vera e propria grotta sotto il livello dell’acqua, responsabile probabilmente di avere creato un effetto risucchio di terreno da parte della corrente del fiume, che avrebbe in qualche modo scalzato la fondazione del muro di sponda. (…) Sul lungarno sarà ripristinata la circolazione pre esistente con il doppio senso nel tratto Ponte alle Grazie-piazza Mentana e la conferma del senso unico da piazza Mentana a piazza dei Giudici verso quest’ultima. In piazza Mentana torna la circolazione in senso orario con ingresso dal lungarno lato Camera di Commercio e uscita sul lato hotel.

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