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Articolo / Rassegna Stampa

15 – 21 giugno 2021

Stadio Franchi

Il Corriere Fiorentino, il 17 giugno, parla del nuovo stadio Artemio Franchi, citando anche l’Ordine degli Architetti. “Centotrentasette milioni di euro – si legge – per fare del Franchi una struttura pronta a ospitare eventi Uefa e concerti, adeguata al calcio moderno ma anche destinato a rivitalizzare un quartiere. Aperta sette giorni su sette con altre attività e più alta di almeno 20 metri rispetto ad oggi. La presentazione del concorso internazionale di progettazione per lo stadio e Campo di Marte svela come sarà lo stadio del futuro e come la capienza resterà inalterata (anzi salirà a 40mila) nonostante l’avvicinamento al campo delle due curve che faranno perdere alcune migliaia di spettatori. Un numero dovrebbe essere recuperato spingendo verso l’alto il Franchi con un secondo anello sia sulle nuove curve che sulla tribuna Maratona, proprio come aveva già previsto il progettista, Pier Luigi Nervi, nel 1951. Il sindaco Dario Nardella presenta il bando di fronte a 100 giornalisti online all’Associazione Stampa estera. (…) L’operazione è possibile grazie ai 95 milioni di euro del Recovery concessi dal governo, ne vanno trovati altri 95. Nardella si presenta a fianco di Fondazione Cr Firenze, Intesa San Paolo e Camera di commercio. Della partita è anche il Credito sportivo. Ma basta fare due conti sugli spazi dati a negozi, direzionale e ricettivo per capire che ci sono margini per accendere mutui trentennali o più lunghi e ricevere tutti i finanziamenti. (…). Venerdì la Gazzetta ufficiale europea pubblica il bando. Da allora, ci sono 80 giorni per presentare le proposte progettuali mentre Palazzo Vecchio nomina la commissione di gara con esperti. Dopo 40 giorni resteranno solo otto progetti, dopo 105 dovranno essere consegnati gli elaborati finali, in 40 giorni si decide chi vince. Il sindaco assicura: ‘I lavori si concluderanno entro il 2026. Nel 2026 la Fiorentina compirà 100 anni. L’occasione ideale per celebrare il centenario viola è l’inaugurazione del nuovo stadio Artemio Franchi’. Potranno partecipare solo studi che dimostrino fatturati da 8 milioni di euro: ‘Ma nella prima fase non verrà chiesto: così l’archistar se la giocherà magari col giovane collega geniale che poi chiederà a grandi gruppi, tipo Arup, di affiancarlo per le fasi successive’, spiegano dall’Ordine degli architetti”.

 

Santo Spirito

Repubblica il 17 giugno parla di Santo Spirito, citando anche la Fondazione Architetti. “Le hanno soprannominate subito ‘bare’. E una quantità di persone incuriosite stanno in questi giorni andando, come in processione, a vedere i manufatti scuri di ferro e cemento, disseminati sul sagrato della più sublime, per essenzialità, chiesa di Firenze, Santo Spirito. Grossi macigni, li considerano i più, seminati chissà perché sulle orme del Brunelleschi. ‘Ma cosa sono?’, chiede un passante. (…). Non si scompone il soprintendente Andrea Pessina che ha autorizzato l’intervento insieme al Comune come il migliore e più leggero, spiega, per salvaguardare il sagrato. ‘Sono basi che devono reggere l’elemento verticale – dice – ossia i classici piloni detti chiodo fiorentino che a loro volta reggeranno una catenella apribile davanti all’ingresso della chiesa e per occasioni straordinarie’. (…) Costano al Comune 40mila euro degli 80mila destinati alla piazza anche per video sorveglianza e vigilanza, come sottolinea la vicesindaci Alessia Bettini: ‘Il piano è a protezione del sagrato che ha subito gravi mancanze di rispetto. Il colore scuro è per la sicurezza in modo che sia ben visibile’. (…) Boccia il cordolo come ‘figlio dell’emergenza e privo di visione progettuale’, Colomba Pecchioli, presidente Fondazione Architetti Firenze”.

 

Grande Firenze

La Nazione, il 19 giugno, scrive: “Le strade ferrate delle tramvie, le mense scolastiche, la sicurezza urbana, gli appalti e i provvedimenti per l’ambiente. Ma anche – e soprattutto – la pianificazione urbanistica, con le decisioni su dove deve andare cosa, specialmente riguardo alle strutture e infrastrutture più problematiche. La ‘Grande Firenze’ prende forma con un accordo che, pur con la sottrazione di qualche argomento, è stato firmato da 12 sindaci dell’area metropolitana: Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Impruneta, Signa, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino e Vaglia. Gli stessi sindaci che nelle prossime settimane parteciperanno alla nascita di un’associazione intercomunale ‘per unire funzioni, servizi e pianificazione urbanistica del capoluogo toscano e dei territori di confine’. A presentare l’intesa, al termine di un incontro a Palazzo Medici Riccardi, è stato lo stesso sindaco metropolitano Dario Nardella: ‘E’ stato un incontro davvero eccellente per il clima di collaborazione – ha spiegato -. C’è consapevolezza del fatto che ora più che mai, dopo il Covid e le conseguenze economiche e sociali, l’unione fa la forza. Abbiamo deciso di avviare il percorso per realizzare un’associazione intercomunale e mettere insieme una serie di funzioni: dalla mobilità alla pianificazione strutturale urbanistica, alla sicurezza urbana, passando per l’attrazione degli investimenti, l’ambiente, la refezione scolastica’. Nardella assicura che non si tratterà né di un nuovo carrozzone, né di un ente politico, ma di una forma di associazione fra i diversi Comuni che mantengono la loro autonomia, pur mettendo insieme alcuni specifici compiti. Primo fra tutti, l’obiettivo di rendere omogenea la pianificazione urbanistica”.

 

Ztl notturna

Scrive Repubblica il 19 giugno: “Guelfi e Ghibellini a Firenze insistono. Divisi tra comitati dei residenti ed esercenti della notte. L’ultimo campo di battaglia a dividerli è la ztl notturna estiva della quale è previsto il ritorno, dopo lo stop dello scorso anno causa Covid. Dal 24 giugno, il giovedì, venerdì e sabato dalle 23 alle 3 di notte in tutti i settori del centro, Palazzo Vecchio la ripristina. Viene applaudita dai Comitati dei residenti: c’è chi la vorrebbe giorno e notte per tutto l’anno. Assillati, come si descrivono, dai rumori, dai motori e dai parcheggi selvaggi sui marciapiedi fino a sbarrare i portoni delle case. La stessa ztl è avversata da sempre dagli esercenti della notte, soprattutto ora ‘dopo un anno di chiusura, di perdita di ogni guadagno, di centro della città danneggiato più di qualsiasi altra zona’. Questi ultimi protestano, compatti sul nodo del problema anche se magari con metodi diversi. Chi come le associazioni di categoria, che devono incontrare l’amministrazione sul tema, dice un no deciso alla ztl notturna ma se, come sembra, l’amministrazione non cambierà idea, ingoia e insiste perlomeno sull’ipotesi di compensarla con un progetto di rivitilizzazione del centro”.

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